Paradosso Roma, dopo lo Spezia è la squadra che fa meno cambi. Ma quanti gol dalla panchina
Se c’è un concetto chiaro e rimasto uguale dal primo giorno dell’arrivo di Mourinho è come la rosa della Roma sia ancora lontana dal poter competere con quella delle squadre che la precedono. Lo Special One lo ha ricordato praticamente a ogni conferenza stampa, rimarcando più volte le differenze soprattutto tra la sua panchina e quella di squadre come Juventus, Atalanta, Milan e Napoli. Dichiarazioni supportate dai fatti perché dopo ventisei giornate di Serie A, Mourinho, escluso Thiago Motta con lo Spezia, è l’allenatore tra quelli che hanno iniziato la stagione ad aver effettuato meno cambi. Sono novantacinque le sostituzioni effettuate dal portoghese, solo due in meno ne ha fatte il suo ex giocatore Motta e prossimo avversario in campionato, mentre 26 in più ne hanno fatte Inzaghi e Pioli rispettivamente con Inter e Milan.
Il paradosso, però, arriva con il contributo dei giocatori subentrati perché la tanto vituperata panchina giallorossa ha fruttato a Mourinho 8 reti e 11 partecipazioni ai gol. Gli stessi numeri di Gasperini con l’Atalanta, meglio di Spalletti, Sarri e Pioli e dietro solamente all’Inter che ha trovato una rete in più con i cambi effettuati. Delle otto reti, inoltre, la metà arrivano da ragazzi aggregati dalla Primavera, vedi le reti della coppia Volpato-Bove contro il Verona e la doppietta di Felix a Marassi contro il Genoa. Gol ai quali se ne aggiungono due di El Shaarawy, uno di Shomurodov e un altro di Cristante. Marcature che in fin dei conti hanno portato alla Roma nove punti, senza i quali oggi ne avrebbe 32 in classifica invece di 41. Insomma numeri che dimostrano comunque quanto, nei limiti del possibile, Mourinho riesca a incidere con le sostituzioni e qualche freccia in più l’avrà a La Spezia con i rientri di Zaniolo, Mancini, Shomurodov e Mkhitaryan.






