Patric giocatore-tifoso: "Esultanze? Sono un figlio dei laziali, soffriamo e lottiamo insieme"
In un'intervista al Corriere dello Sport, il difensore della Lazio Patric ha parlato del suo ruolo nello spogliatoio laziale che è diventato sempre più importante.
Parla da leader, ormai è un esempio.
"Dietro ogni carriera c’è lo specchio della vita e della personalità fuori dal campo. Sono orgoglioso, mi sono allenato più forte. C'è stato un momento in cui dovevo solo stare zitto e pedalare. Non ero maturo come persona, si vedeva in partita. La frenesia e la voglia mi portavano a sbagliare. Sono fiero che i tifosi ora credano in me, ho raggiunto un equilibrio nelle prestazioni".
Si sente un punto di riferimento?
"Non sono a mio agio a parlare di me. I tifosi hanno capito la persona che sono: non mollo mai, do il 100%, è uno stile di vita".
Per come esulta sembra un tifoso in campo.
"Qui sono cresciuto, sono un figlio dei laziali. Loro lo sentono, io lo sento. Soffriamo e lottiamo insieme, sono passionale e spontaneo. Non riesco a controllarmi, non c'è nulla di preparato. Ma lo ammetto: a volte rivedo le mie reazioni in partita e un po' mi vergogno".
Esistono ancora le bandiere?
"Sì, esistono".
Patric lo può diventare?
"Qui sto alla grande, ho fatto bene gli ultimi anni, ma non penso a nessun record. Provo a dare il massimo ogni stagione. Se un giorno non sarò più utile, me ne andrò subito".






