"Preferisco la coppa". Inter, con la Juve pronti i titolarissimi. Più Lukaku: adesso sì
Considerato che l'emiliano di questi tempi va fortissimo nell'Europa che conta, tanto vale rispolverare un vecchio slogan di Ancelotti, che ne fece anche il titolo della sua autobiografia. Riadattato a Simone Inzaghi, nato a 116 km e qualche anno di distanza dal più illustre collega, suona comunque molto credibile. A dieci partite dalla fine della stagione dell'Inter, spera di allungare il calendario di un paio di gare e viene francamente difficile dargli torto.
Tutto sulle coppe. Il campionato, è evidente, sarà comunque una delusione. Non è detto una catastrofe: nonostante i peana e le critiche, alcune giustificate altre meno, l'Inter è in corsa per il quarto posto. È il minimo indispensabile ed è impensabile non raggiungerlo, ma queste considerazioni atterranno alle valutazioni post stagione. Lì dove brilla il nerazzurro, invece, è quando si gioca in coppa. E la gara contro l'Empoli, almeno nelle scelte iniziali, ha confermato una sensazione: è lì che sarà il focus di fine stagione della squadra di Inzaghi. Capiamoci, non si tratta di banalizzare: l'allenatore interista non ha fatto turnover al Castellani con l'idea di perdere/non vincere.
Questione di priorità. Allo stesso modo, pensare che lui o la squadra possano snobbare un obiettivo così essenziale e oggi lontano ma non irraggiungibile suona ben poco credibile a chi ha mai respirato l'aria di Appiano quest'anno. Semmai, è questione di priorità. Anzi, dal punto di vista del tecnico si potrebbe persino estremizzare: la Coppa Italia va in bacheca, il quarto posto no. Figuriamoci un'eventuale - e molto complicata - Champions League, che peraltro metterebbe Inzaghi in una posizione di forza inimmaginabile. Difficile dire che si arrivi a tanto, parliamo di un allenatore che si fa apprezzare anche per la capacità di rispondere agli obiettivi aziendali e perfettamente conscio del contesto in cui si trova.
Titolarissimi. E Lukaku? Così, domani sera a San Siro contro la Juve, in una partita che anche per l'avversario non è come le altre, torneranno gli abitualmente intoccabili. Onana in porta - complice la squalifica di Handanovic - con Darmian e Bastoni più uno fra Acerbi e De Vrij in difesa, Dumfries a destra e Dimarco a sinistra, Barella e Mkhitaryan con Calhanoglu in mezzo. Lautaro in attacco, dove si registra il solito ballottaggio, più complicato da decifrare dopo la prova monstre di Romelu Lukaku in casa dell'Empoli: Dzeko ha riposato per 90 minuti e sarebbe il titolare designato. Ma è davvero possibile rispedire in panchina Big Rom proprio quando sembra che la sua stagione stia prendendo il la? Al di là di ogni altro ragionamento, è la principale risposta che Inzaghi dovrà trovare.






