Ritratto dello Spalletti di Empoli: quando il tecnico di Certaldo ha reso grandi gli azzurri
La prima svolta: Spalletti salva l'Empoli dalla Serie C-2
"La prima volta che entrai nello spogliatoio da mister, i miei ex compagni di squadra si nascondevano dietro gli accappatoi per non ridermi in faccia" disse una volta Luciano Spalletti, ricordando l'inizio della sua carriera da allenatore. Tutto nasce per caso. Dopo un'onesta carriera senza troppi squilli, giocata prevalentemente in provincia, nel 1993 Spalletti ha appeso gli scarpini al chiodo e ha cominciato ad allenare gli Allievi della squadra toscana. Nel frattempo scarica e monta mobili assieme al fratello, che gestisce un'azienda nella vicina Vinci. Nella stagione 1993-94 l'Empoli sta annaspando nei bassifondi del girone A di Serie C-1 e rischia fortemente la retrocessione. Una di quelle annate storte che hanno tutta l'aria di finire nel peggiore dei modi. La situazione è disperata e il giovane presidente Corsi decide di giocarsi il tutto per tutto, esonerando Adriano Lombardi e affidandosi proprio all'amico Spalletti. Inesperto, senza patentino, ma profondo conoscitore dello spogliatoio e dell'ambiente. Corsi vede in lui l'unica ancora di salvezza rimasta. E i fatti gli danno ragione: Spalletti tocca i tasti giusti e riesce, nel sanguinoso play-out contro l'Alessandria, a evitare il baratro della C-2.
Spalletti torna in sella e compie una doppia promozione dalla Serie C-1 alla A
L'anno successivo Spalletti non viene riconfermato. Ma il suo è un arrivederci, perché torna a sedersi sulla panchina azzurra nella stagione 1995-96, dopo un anonimo undicesimo posto. Né lui né il Presidente Corsi possono immaginare che quella decisione cambierà per sempre il corso della storia. Per l'Empoli comincerà un'epopea che lo porterà nell'élite del calcio, per Spalletti una carriera densa di soddisfazioni. Quell'anno gli azzurri fanno doppietta: vincono la Coppa Italia e vengono promossi in Serie B, in seguito al vittorioso spareggio contro il Como. In cadetteria l'Empoli mantiene la sua ossatura, aggiungendo giusto un paio di colpi per tentare una miracolosa salvezza. Rimane una squadra operaia, profondamente attaccata al suo allenatore, del quale si fida ciecamente. L'alchimia e la chimica vanno oltre l'aspetto tecnico: l'Empoli fa un campionato da assoluto protagonista e raggiunge un'insperata Serie A. Grazie alla concretezza dei suoi due attaccanti ma soprattutto grazie alla sagacia del suo allenatore.
Sovvertendo ogni pronostico, Spalletti salva l'Empoli. La sua carriera può finalmente spiccare il volo.
Ovviamente l'obiettivo dell'Empoli è quello di rimanere tra i grandi. Spalletti è chiamato a emulare il collega Salvemini che undici anni prima era riuscito a mantenere la categoria con il suo Empoli operaio. L'avvio non è dei migliori - arrivano due sconfitte nelle prime due gare, contro Roma e Napoli - ma alla terza gli azzurri vincono la loro prima gara del campionato, contro la Lazio. Poi arriva l'exploit esterno nel derby con la Fiorentina. Spalletti e i suoi cominciano a credere di poter realizzare l'impresa. Il campionato è fatto di alti e bassi, come da logica, ma gli azzurri non perdono mai la bussola. Sospinti dall'entusiasmo del loro allenatore superano i momenti più difficili. Alla fine della stagione la vittoria interna contro il Vicenza permette all'Empoli di festeggiare con una giornata di anticipo il suo "piccolo scudetto". Spalletti ha compiuto la missione e ora è pronto a spiccare il volo, verso squadre più blasonate e verso una carriera che lo consacrerà come uno degli allenatori italiani più preparati.






