Sacchi: "Con me in panchina Leao non giocherebbe. Bravo ragazzo, ma si gioca in undici"
L'ex tecnico del Milan, Arrigo Sacchi, nella sua intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport in vista del big match di domenica sera alle 20.45 tra i rossoneri e la Juventus a San Siro, ha parlato anche di Rafael Leao, tirando una frecciatina al portoghese, che se avesse come allenatore l'ex commissario tecnico non avrebbe certo vita facile: "Con me non giocherebbe. Io prima di prendere un giocatore guardavo molto la persona. E se non nasci con un certo temperamento, è difficile acquisirlo.
Leao avrebbe tanto, tantissimo, e credo sia assolutamente un bravo ragazzo. Nel calcio però si gioca in undici, tutti devono correre e avere una posizione sul campo. Da noi correvano tutti. Una volta mi chiamò Allodi: 'Arrigo, vedo che fai correre Virdis. Allora sei bravo bravo bravo'.
Pioli? È un ragazzo d’oro. È cresciuto molto per me, è riuscito a portare una squadra italiana a giocare un calcio offensivo come collettivo. Succede raramente. Quando lavoravo nell’azienda di mio padre, mandavo scarpe in Germania e loro mi dicevano 'pizza, mafia, catenaccio'. Mi sono detto 'il catenaccio almeno lo voglio togliere' e con il Milan ci sono riuscito, anche se come nazione proviamo sempre a cavarcela con la furbizia".






