Salah al Trabzonspor è l'ultimo colpo del calcio turco. Ma come fanno ad arrivare ai big?
Mohamed Salah è un nuovo giocatore del Trabzonspor. E il trasferimento dell'egiziano in una squadra nemmeno di primissima fascia si candida ad essere l'affare di mercato più sorprendente della finestra estiva del 2026. La Super Lig, che fino a qualche anno fa era quasi alla stregua di un cimitero per elefanti, negli ultimi anni attira sempre più giocatori top, tuttavia la corsa è stata sempre limitata al duo Galatasaray-Fenerbahçe. Corsa alla quale si stanno inserendo anche il Besiktas (che non a caso sembrava vicinissima a Salah) e persino il Trabzonspor, che ha deciso di farsi il più bel regalo nella stagione che porta al 60° compleanno. Ma come è possibile che i club turchi possano permettersi giocatori che sono ormai per noi inarrivabili?
Lievitano le entrate in Turchia
Dall'ultimo report finanziario della UEFA, pubblicato lo scorso ferbbraio, notiamo che la Suepr Lig turca ha avuto nel 2024 un incremento delle entrate del 64%. Di gran lunga superiore a qualsiasi altra Lega, basti pensare che al secondo posto troviamo la Croazia a +38% e al terzo la Grecia con +34%. Solo un 1% per l'Italia. Il totale degli incassi che tiene conto non solo dei diritti TV, ma anche dai premi UEFA e dalle sponsorizzazioni e dal merchandising è di 877 milioni di euro. Il Galatasaray è entrato nella Top 25 europea.
Pochi soldi dalle TV, bene il merchandising
Tuttavia a livello di diritti TV la Turchia è di gran lunga sotto le grandi leghe: se quelli della Premier League valgono 3.5 miliardi e la Serie A poco più di un miliardo, la Super Lig vale solamente 66 milioni. Di fatto ci si arrangia col botteghino (che ha avuto un incremento dal 2023 al 2024 del 68%) ma siamo anche qui lontani dai livelli dei grandi campionati. Più competitivo il discorso commerciale, che complessivamente frutta oltre 500 milioni e qui abbiamo Galatasaray, Fenerbahçe e Besiktas nella Top 25 europea.
Agevolazione sulle tasse e vendita di terreni
Una ragione che spiega in parte queste manovre è data dalla tassazione agevolata per i calciatori professionisti, che si assestava sul 20% mentre le aliquote generali dell'imposta sul reddito delle persone fisiche in Turchia arriva fino al 40%. Nel caso poi di Galatasaray e Fenerbahçe, i due club hanno venduto dei terreni di proprietà che hanno fruttato fior di milioni. Arrivando persino a spenderli prima dell'effettiva vendita dei terreni. Questo spiegherebbe Osimhen e Sané al Galatasaray o En-Nesyri al Fenerbahçe.
Il caso Salah al Trabzonspor: gli sponsor a coprire i costi
Ma il Trabzonspor con Salah? Il club è riuscito a incassare diversi milioni dalle cessioni di Oulai (alla Fiorentina), Felipe Augusto (allo Zenit) e altri elementi che hanno portato a un tesoretto di quasi 50 milioni, buona parte di essi reinvestiti nell'ingaggio di Salah. Buona parte dei costi, tuttavia, è stata coperta da alcuni sponsor. Fonti vicine al club, fa sapere il quotidiano Aksam assicurano che il costo non graverà sul bilancio proprio grazie alle sponsorizzazioni. E lo sforzo per arrivare a Salah deve considerarsi un investimento che promuovere il calcio a Trabzon e ispirare i giovani.






