Salernitana, ora si fa dura. Col Genoa sprecata una chance clamorosa
18mila spettatori, avversario alla portata e con diverse defezioni, cori incessanti da parte della curva Sud, l'ottimismo di Inzaghi, i risultati delle dirette concorrenti. In casa Salernitana sembrava ci fossero davvero tutti gli elementi per vivere una domenica da protagonista, figuriamoci poi dopo il gol del vantaggio arrivato al secondo minuto di gioco. Invece un Genoa cinico e organizzato ha riportato tutti sulla terra ribaltandola con Retegui e poi con un calcio di rigore frutto di un fallo davvero insensato del difensore Lovato. Ancora una volta tra i peggiori e fischiato dal pubblico locale. E ora si fa davvero dura: -6 dalla zona salvezza e con la Roma all'orizzonte, senza dimenticare che i granata - da aprile in poi - affronteranno quasi esclusivamente le big del campionato. "Dobbiamo vincerne 7 su 17, giocando così bene è ovvio che prima o poi i risultati arriveranno" ha ribadito il tecnico in sala stampa, quando ha preferito prender parola e metterci la faccia al netto della squalifica.
Eppure Inzaghi (sul quale sono in corso riflessioni da parte del direttore generale Sabatini) dovrà riflettere soprattutto sulla mancanza di carattere da parte di una squadra che è sempre passata in vantaggio nelle ultime sei gare ufficiali riuscendo, però, a vincerne soltanto una. Per non parlare del fattore campo che ormai è solo un lontano ricordo: all'Arechi appena un successo, quello del 25 novembre contro la Lazio degli ex Lotito e Fabiani. Poi un pianto greco, con l'impianto di via Allende passato repentinamente da fortino inespugnabile a terra di conquista. E' ovvio che i tifosi aspettino buone nuove dal mercato e che Basic, Zanoli e Pierozzi non bastino per tentare la scalata. Alla Salernitana servono due difensori centrali, un vice Bradaric, un centrocampista di spessore e un attaccante forte a prescindere dal futuro di Dia che, pare, rimarrà a Salerno fino a giugno soprattutto per assenza di offerte concrete.
Nota finale sul pubblico dell'Arechi. Grande accoglienza per i calciatori, striscioni di sostegno in città e in provincia, quasi 18mila spettatori per una squadra ultima in classifica e qualche storico tifoso in lacrime nel post partita per un epilogo amarissimo. Tuttavia lanciare una pietra sul terreno di gioco e colpire con uno snack un calciatore avversario rischia di compromettere ulteriormente la situazione. Orsato ha registrato tutto e messo a referto, sullo stadio granata pende una vecchia diffida e la società spera di cavarsela con un'ammenda. Peccato che pochi sconsiderati ledano l'immagine di un popolo fortemente a rischio retrocessione e capace di accettare il verdetto sportivo con grandissima dignità sportiva. Gesti da condannare e cani sciolti da isolare.






