Sassuolo, il 2-2 fa rabbia ma non cancella i segnali: adesso bisogna imparare a chiuderle
Fa male perché mancava pochissimo. Il Sassuolo aveva il derby in mano, il cronometro aveva già imboccato il recupero e i tre punti sembravano pronti a salire sul pullman per Reggio Emilia. Poi, al 91', Dovbyk ha cambiato il finale della storia: 2-2 e festa Bologna. Ma fermarsi soltanto alla beffa significherebbe raccontare male la partita dei neroverdi. La squadra di Alberto Aquilani è andata due volte avanti, ha costruito occasioni e soprattutto ha mostrato di avere personalità anche in uno stadio complicato come il Dall'Ara.
Il Sassuolo non l'ha chiusa
Doig ha aperto la serata al 19', premiando la splendida incursione di Cinquegrano. Piccoli ha rimesso tutto in equilibrio a inizio ripresa, ma la risposta del Sassuolo è stata forse il segnale più interessante della serata: appena sei minuti più tardi Adzic ha riportato avanti i neroverdi, senza permettere al Bologna di sfruttare l'inerzia del pareggio. Il problema è arrivato dopo. Con il passare dei minuti il Sassuolo ha abbassato troppo il proprio baricentro e ha concesso sempre più campo agli avversari. Muric e soprattutto un Idzes ancora una volta prezioso sono riusciti inizialmente a proteggere il 2-1, ma c'era la sensazione - nonostante le occasioni avute per chiuderla - che la pressione rossoblù stesse diventando troppo insistente.
Ora lo step successivo
E il rimpianto aumenta per i neroverdi pensando alle occasioni avute per evitare qualsiasi sofferenza. Skorupski ha tenuto in vita il Bologna, in particolare con una grande risposta su Berardi e in uscita su Laurienté, e il Sassuolo non ha trovato quel 3-1 che avrebbe probabilmente chiuso il derby. Poi è arrivato Dovbyk. Minuto 91, pareggio e due punti che evaporano proprio quando il traguardo per il Sassuolo era ormai visibile. Resta l'amarezza, ma resta anche qualcosa di più importante in prospettiva: questo Sassuolo può giocarsela. Lo ha fatto a Bergamo, lo ha dimostrato contro il Torino e lo ha confermato a Bologna. Aquilani sta costruendo una squadra che non sembra avere paura di attaccare e di prendersi dei rischi. Adesso manca lo step successivo, forse quello più difficile: imparare a vincere le partite che si è riusciti a portare dalla propria parte. Al Dall'Ara il Sassuolo ci è arrivato a un solo pallone di distanza. Ed è proprio quell'ultimo pallone che, la prossima volta, dovrà imparare a non concedere.






