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Thuram, è nata una stella? Mkhitaryan, Frattesi, Barella: Inter, tre spunti post derby

Thuram, è nata una stella? Mkhitaryan, Frattesi, Barella: Inter, tre spunti post derby TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
domenica 17 settembre 2023, 07:45Serie A

Cinque a uno, cinque derby vinti negli ultimi cinque. La domenica mattina, i sorrisi in casa Inter sono ancora più ampi. Il risveglio è dolce, dopo un 5-1 che vale il primato in solitaria ma soprattutto uno schiaffo grande così ai rivali cittadini. Furba e scaltra, ma pure drammaticamente dominante: episodi a parte, il Milan non ha mai davvero dato la sensazione di poter riprendere in mano la situazione. E le certezze dei nerazzurri sono cresciute dopo una serata del genere.

Thuram, è nata una stella? Il francese ci ha preso gusto. Marcus è stato dominante sulla linea difensiva: ha fatto fare figure barbine a Kjaer e soprattutto Thiaw. Ha segnato, ha fatto segnare, convinto sotto i punti di vista. Ieri sera, in conferenza stampa, Simone Inzaghi non ha voluto approfondire in maniera specifica: non è giusto, dicono gli allenatori bravi, parlare dei singoli dopo partite così. La sensazione, però, è che l'Inter abbia pescato un gioiello, con ampli margini di miglioramento ma un feeling già piuttosto affinato con i suoi nuovi compagni.

Mkhitaryan la certezza, e Frattesi… Nelle gare che conta, Inzaghi sceglie l'armeno. Buon per lui che il derby gli abbia dato ragione, subito e con abbondanza, vista la doppietta del centrocampista. Andrà così a lungo, perché la fiducia nelle caratteristiche, tecniche ma pure umane, dell'ex Manchester United - e attenzione a Klaassen, appena sarà in forma - è altissima. Piuttosto, allo stato attuale viene un dubbio: Frattesi, a oggi, sembra stare meglio di Barella. Sacrilegio togliere il sardo, ma ogni tanto può capitare.

All'Inter non servono titolari. Ci sono, ovvio. C'è anche qualche intoccabile, almeno nelle partite che contano. Ma le stagioni, e non è un banale refrain da allenatore, durano dalle 50 alle 60 partite. C'è spazio per tutti, la concorrenza può aiutare. È il punto di partenza a perdere importanza: Inzaghi non deve decidere la sua squadra tipo, ma scegliere di volta in volta. In base alla condizione, alle partite, all'avversario. L'anno scorso, quando ha potuto farlo davvero, ha dimostrato di sapere dare un altro passo alla sua squadra. In questo campionato, almeno per ora, guarda tutti dall'alto in basso.

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