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Traoré: "Io e De Rossi ce l'abbiamo fatta, alla fine. Andreazzoli per me come un nonno"

Traoré: "Io e De Rossi ce l'abbiamo fatta, alla fine. Andreazzoli per me come un nonno" TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Dimitri Conti
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Dimitri Conti
Oggi alle 10:27Serie A
Altre dichiarazioni dal ritiro di Moena per il neo-rossoblù, che racconta anche i percorsi da lui vissuti in Francia e gli albori della sua carriera.

Il giorno dopo la sua presentazione ufficiale nel ritiro estivo di Moena da nuovo calciatore del Genoa, il centrocampista Hamed Junior Traoré ha rilasciato qualche dichiarazione anche al Secolo XIX, pubblicata all'interno dell'edizione di oggi.

Il primo incontro con De Rossi

Si comincia dal racconto di un episodio di tanti anni fa, l'amichevole tra la Nazionale italiana in cui giocava il suo attuale allenatore De Rossi, e il suo Empoli Primavera. Ne parla così Traore: "Avevo 15 anni e giocavo contro l'Italia, come potrei non ricordare? Come se avessi giocato pochi minuti fa. Non ricordavo il colloquio col mister ma quando me ne ha parlato, tac. Ero ragazzino, venne a parlarmi un giocatore della Nazionale: potete immaginarvi l'emozione". Le attenzioni di De Rossi, che lo segnalò all'allora DS della Roma, Sabatini, sono di lunga data: "Bella responsabilità, potevamo giocare insieme e adesso mi allenerà: alla fine ce l'abbiamo fatta. Un'iniezione di fiducia anche per me".

Galli, Andreazzoli, l'Empoli

Non solo De Rossi, perché anche Giovanni Galli si dice abbia avuto un ruolo di peso, segnalando Traore all'Empoli a suo tempo: "Non conosco bene la storia, giocavo nel Boca Biarco di Reggio Emilia. Ricordo che Galli era il DS della Lucchese, club con cui feci un provino. So che conosceva i dirigenti dell'Empoli, credo sia stato lui a segnalare il mio nome". A proposito di Empoli, lì ha legato anche con Andreazzoli: "Non lo chiamo mister, per me è come un nonno. Bella persona, sa parlare da uomo e dare fiducia. Quando arrivò eravamo in B e non giocavo, mi chiamò nel suo ufficio, da lì mi diede spazio. Non lo ringrazierò mai abbastanza".

In Francia gioie e dolori

E poi la Francia, che per Traore è stata gioie (Auxerre) e dolori (Marsiglia): "Ho avuto tanti alti e bassi, sono professionista da dieci anni e il mio percorso è stato rallentato da un po' di problemi fisici. Li ho avuti e li ho superati. E sono felice di aver scelto il percorso conservativo per il problema al retto femorale".

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