Udinese, Okoye: "Mi piace davvero la città, ti fa apprezzare il lato pacifico della vita"
Dalle passerelle della Paris Fashion Week ai pali dell'Udinese, senza permettere che i due mondi si confondano. Maduka Okoye si è raccontato in una lunga intervista al The Guardian, soffermandosi anche sulla grande esposizione social ottenuta dopo aver assistito alla sfilata di Jean Paul Gaultier accanto a Cardi B. Il portiere nigeriano tiene però ben separate le proprie passioni dalla professione: "Essere alla settimana della moda di Parigi è stato impressionante. È una vera forma d'arte. Ciò che accade fuori dal campo, però, è una cosa; quello che succede in campo è un'altra. Non lascio mai che i due mondi si scontrino. La mia priorità resta tra i pali".
Okoye: "Mi piace davvero Udine"
Cresciuto a Düsseldorf, Okoye ha trovato in Friuli la dimensione ideale: "Nel cuore sarò sempre un ragazzo di città, abituato ai ritmi metropolitani, ma crescendo impari ad apprezzare il lato pacifico della vita. Mi piace davvero Udine, è una città a misura d'uomo e tranquilla. Qui puoi concentrarti al 100% sul lavoro". Il numero uno bianconero ha raccontato anche di aver osservato con attenzione Unai Simon durante gli ultimi Mondiali: "Mi ha impressionato il modo in cui è rimasto in partita contro la Francia, è l'altissimo livello". Spunti possono arrivare anche da discipline differenti, come compreso incontrando il pilota di Formula 1 Kimi Antonelli a Silverstone: "Da fuori vedi solo la gara, ma dietro c'è una mole di lavoro immensa. C'è tantissimo che un atleta può imparare da altri sport".
Europa con l'Udinese? "Ne riparliamo a febbraio o marzo"
Infine le ambizioni dell'Udinese e la possibilità di puntare all'Europa. Okoye non chiude alcuna porta, preferendo però procedere per gradi: "Tutto è possibile, ma credo che ne dovremmo riparlare a febbraio o marzo. Prima dobbiamo fare bene le basi e pensare partita per partita. Abbiamo la qualità, un ottimo staff e un club solido alle spalle. Udinese è un club dove un giocatore può fare davvero il salto di qualità. La Serie A resta uno dei campionati migliori al mondo e non vediamo l'ora di misurarci con i migliori".






