La palestra dei talenti. Il “modello Empoli” fa scuola: non solo calciatori, ma anche dirigenti
Un Empoli che ormai da anni sta puntando molto sul settore giovanile che, come avevamo raccontato qualche giorno fa, si conferma cuore del progetto azzurro (e lo dimostrano i tanti esordi in prima squadra di ragazzi che militano nel vivaio), me la compagine toscana non sembra esser prolifica solo per quel che riguarda il campo, ma anche per quel che concerne la dirigenza.
Silvestri approda al Sassuolo, per far crescere il vivaio neroverde con l'esperienza.
Di ieri, la notizia dell'addio di uno dei principali artefici delle giovanili azzurre, Matteo Silvestri, che ha lasciato la società dopo sette anni, che hanno visto il settore giovanile azzurro protagonista in numerose finali Scudetto, culminate, lo scorso giugno, con il titolo italiano Under 17. Il dirigente era da tempo nel mirino del Sassuolo, e proprio in neroverde è approdato, dopo che Angelo Carbone lavorerà a più stretto contatto con il direttore sportivo neroverde Francesco Palmieri; società ambiziosa, quella emiliana, che ha deciso di "pescare" li, dove si è sempre fatto bene. Empoli appunto, uno dei club che a livello giovanile ha sempre fatto scuola.
Anche Accardi e Carli sono partiti dalla Toscana.
Ma Silvestri non è l'unico dirigente che dalla Toscana ha poi spiccato il volo. Tra i Ds più noti c'è l'attuale uomo mercato del Cagliari Pietro Accardi, che, una volta appese le scarpette al chiodo, ha iniziato la carriera dirigenziale come team manager dell'Empoli che, nell'estate 2014, era stato appena promosso in Serie A; sue le intuizioni di calciatori come Giovanni Di Lorenzo, Fabiano Parisi e Guglielmo Vicario. E che dire di Marcello Carli, tra i fautori del ritorno in B del Benevento? È stato capo del settore giovanile azzurro, poi Ds nell'anno dell’Empoli dei miracoli targato Maurizio Sarri, che proprio Carli portò in Toscana. Riccardo Saponara, Piotr Zielinski, Mario Rui, alcune delle sue scoperte.






