Vieri: "Deluso da Lukaku, mi aspettavo almeno 25/30 gol. Ma adesso sta bene"
Ospite della Milano Football Week organizzata da La Gazzetta dello Sport, Christian Vieri ha parlato di diversi argomenti, compreso l'ottimo momento di Romelu Lukaku: "Sta abbastanza bene. Da lui mi aspetto sempre di più, con Conte era devastante e mi aspettavo almeno 25-30 gol. Forse esagero, comunque lo vedo bene".
Se fossi Inzaghi…
"Ma io non uso mai i se. E non entro in questi temi. Se mi chiede se mi ha deluso, dico di sì. Però ora sta abbastanza bene. Non come quando giocava con Conte, perché in quel periodo sembrava perfetto a livello fisico".
La certezza comunque è Lautaro?
"Sì, ma è già da qualche anno che è tra i migliori attaccanti al mondo. Ai mondiali non mi ha fatto impazzire, secondo me non ha fatto grandi partite, ma con l'Inter sta facendo grandissime cose".
E il Milan mercoledì ti ha deluso?
"Ma io una semifinale di Champions non riesco a definirla delusione. L'Inter da un mese a oggi è la squadra più in forma di Europa, ha dei centrocampisti della madonna".
Ma perché non ha fatto l'allenatore?
"Perché ho due figlie… Sono andato a fare il corso, con Del Piero, De Rossi: eravamo un groppone, ci vogliamo bene, ci siamo divertiti. Però da allenatore devi tenere a bada 25 persone, ognuno fa i cazzi suoi, devi stare via da casa: ho due figlie e non le voglio lasciare, le voglio crescere".
La maglia dell'Inter è quella che ti è stata meglio addosso?
"Di sicuro è quella che ho indossato più a lungo. Era un grande amore. Io sono arrivato che c'era Ronaldo, volevo giocare con lui, formare la coppia d'attacco più forte al mondo. Poi dopo abbiamo avuto tanti infortuni. Sono stati dieci anni importanti".
Sei stato il centravanti più forte del mondo? "Non lo so. Io so cosa ho fatto negli anni, poi non devo dirlo io. Mi sentivo forte, quando stavo bene potevo fare gol ogni domenica".
Quanto è stata importante la gavetta per te? "Ormai non si fa più, io ero al Toro con Rampanti e il settore giovanile era il migliore d'Europa. In C poi ti spaccavano le ossa, la gavetta era questa: facevi due anni, poi quando eri pronto tornavi. Ora non si fa più, se fai mezzo gol in Primavera ti buttano in prima squadra e poi magari ti vendono".
Ti è mai capitato di dover andare sotto la curva come è successo al Milan?
"Non mi ricordo. A Rivanne sono retrocesso e mi hanno buttato addosso un pesce. Come potevo salvarmi a Ravenna? Era a due passi dal Pineta".
Vincere l'Europa League basterebbe alla Juve per sistemare la stagione? "No, la Juve deve lottare per la Champions. Deve guardare altre cose, non l'Europa League: è troppo piccola per la Juve".
E vincere la Champions per l'Inter basterebbe a cancellare 11 sconfitte in campionato?
"Sì, certo che sì. Poi se mi chiedi se l'Inter può perdere 11 partite, dico di no. Non è normale, non può perdere 11 partite, è la squadra più completa del campionato e ora si vede: si sono cagati addosso e hanno fatto cinque vittorie di fila".






