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Frosinone, Stirpe: “Tre anni da ricordare, ma poco nel bene”TUTTOmercatoWEB.com
Stirpe
mercoledì 23 giugno 2021 20:00Primo piano
di Christian Pravatà
per Tuttob.com
fonte www.frosinonecalcio.com

Frosinone, Stirpe: “Tre anni da ricordare, ma poco nel bene”

 Da 20 stagioni nel calcio, 19 da presidente. Per il suo Frosinone la stagione ufficiale che si apre il prossimo 1 luglio, sarà la 11.a di serie B. Il Club giallazzurro ha toccato con lui 2 volte le vette dell’Olimpo del calcio, il tutto condito anche da 6 stagioni di dura serie C.

Una longevità sportiva che si coniuga con una passione infinita ed un’attenta lungimiranza. Ora più che mai. Per il presidente Maurizio Stirpe l’ultima intervista pubblica riporta al 16 giugno 2019, al Festival dello Sport a Veroli. Il 10 dicembre 2020, alla Cena di Natale all’Abbazia di Casamari, parlò di fronte ad oltre 150 invitati. Date spartiacque, sembrano trascorsi anni luce ma praticamente da ieri il mondo del calcio ha letteralmente cambiato i connotati. Un po’ come avvenne per l’economia mondiale dopo l’11 settembre del 2000 con l’attentato alle Torri Gemelle. Il patron giallazzurro torna di nuovo di fronte ai cronisti nella sala stampa dello Stadio ‘Benito Stirpe per la conferenza stampa di avvio stagione. Il suo è un ampio prologo che lo porta a ripassare fotogramma per fotogramma il film di un anno di calcio. Un’analisi particolareggiata. Novantuno minuti, tanto è durata la conferenza, tra la relazione di introduzione che ha toccato i temi relativi alle ultime tre stagioni e la parte delle domande dei cronisti.

“Grazie di essere intervenuti, è passato tanto tempo dal momento in cui abbiamo avuto l’ultima possibilità di avere un contatto di tipo visivo e fisico tra noi – esordisce così il presidente Stirpe -. E’ una sorta di rinascita per tutti, un deciso passo avanti e semplicemente impensabile fino a qualche mese fa. Gli argomenti che esporrò saranno tanti e vi prego di prestare attenzione, onde evitare che succedano poi delle cose che nell’ultimo anno ho letto nelle vostre analisi. Bisogna essere sempre coerenti con il punto di partenza, senza ‘strambare’ da quel punto di partenza e quindi peccare di obiettività. Mettendo sulla bocca delle persone cose che nessuno ha detto e tantomeno pensato, si scivola in un lavoro non obiettivo che fa nascere tanta confusione. Il tutto porta ad un risultato che nessuno si auspica, quello di fare venir meno la coesione tra le varie componenti che ruotano attorno alla Società”.

TRE ANNI DA RICORDARE, MA MOLTO POCO NEL BENE – “Voglio ripartire dalla ricostruzione degli ultimi 3 anni. Anni molto difficili, a partire dalla retrocessione dalla serie A alla serie B. E ancora oggi – sottolinea Stirpe – vi confermo la mia impressione: non abbiamo fatto quello che si doveva fare per giocarcela fino in fondo e nel modo giusto, questo solo per l’ambizione e la superficialità sfrenata di chi doveva dare un’impronta, un contributo fondamentale alla crescita di una Società e di una squadra che era impostata anche in maniera promettente ma non ha saputo dare seguito al progetto stabilito. Sono stati fatti investimenti sbagliati, alcuni di questi frutto della politica errata dell’anno precedente la promozione. Quando si fanno dei contratti con obblighi di riscatto e non si prevedono situazioni differenziate tra la disputa di un campionato di serie A e di serie B, quantomeno c’è superficialità. O quando si dicono che sono stati trovati degli accordi ma questi accordi con i procuratori poi non ci sono, non dico che c’è stata malafede ma si può parlare di pressapochismo o eccesso di ottimismo nella valutazione dei fatti”.

“Dobbiamo quindi ripartire – prosegue il presidente – da quella stagione che ci ha fatto caricare di problemi finanziari, da quella errata valutazione, culminata con la retrocessione portandosi dietro il fardello di tutte le pesantezze a livello economico e finanziario che non siamo riusciti nemmeno oggi a smaltire. Poi ci sono stati gli ultimi due anni, caratterizzati da andamenti molto simili: inizio di stagione sprint, poi nel primo anno la vicenda della pandemia e da marzo in avanti abbiamo visto un Frosinone completamente diverso rispetto ai primi sei mesi, ed anche quest’anno è successa una cosa identica. Con un inizio interessante e poi un forte condizionamento legato al Covid che non ci ha mai permesso di esprimere appieno quello che a mio parere erano le nostre potenzialità. Che non sono state valorizzate anche dall’ambiente. Potenzialità che c’erano e la squadra, a conferma di quanto dico, è stata capace anche di scaricarle a terra in determinate situazioni. Un valore della formazione che, aggiungo, era anche spropositato, ovvero si poteva ottenere lo stesso risultato spendendo di meno. Mettiamola così, per essere buoni. Partiamo quindi – sintetizza nel capitolo introduttivo – da una condizione di grande sofferenza: scontiamo una retrocessione, una mancata promozione e un campionato che non ha rispettato le attese”.

L’IDEA DI VOLTARE PAGINA PARTE DA LONTANO – “Ci si potrebbe chiedere: dove stavamo noi di fronte a questo contesto? Noi eravamo qui. Tantoché io avevo pianificato la rivoluzione all’interno del Frosinone per tempo. La presenza di Salvatore Gualtieri in tutta l’Area Comunicazione, Marketing e Rapporti Istituzionali parte da molto lontano, da una profonda insoddisfazione di come questa Società aveva sviluppato il lavoro in queste Aree. Piano piano abbiamo tolto chi c’era, abbiamo inserito Salvatore, ristrutturando tutto. Se andate a vedere chi faceva parte dell’Organigramma 5 anni fa e chi c’è adesso, vi renderete conto dei cambiamenti. C’è Gualtieri e ci sono i giovani. La stessa consapevolezza l’avevamo nell’Area Tecnica: il giorno che siamo retrocessi dalla serie A alla serie B sapevo benissimo che bisognava voltare pagina e cambiare passo e mentalità oltre al metodo di lavoro. Il primo anno abbiamo posto le basi di questi ragionamenti. Un retroscena ve lo svelo: io avevo deciso di cambiare il Responsabile dell’Area Tecnica nell’aprile del 2020. In pieno Covid ci cominciavamo ad interrogare, non sapendo bene il punto di caduta del ‘restart’, se quel modello di calcio sarebbe stato in grado di sopravvivere, di essere sostenibile e soprattutto se avrebbe permesso ai conti della Società di reggere l’urto. Già pensavo che si sarebbe dovuta fare una considerazione su questo punto. Un aspetto che si è rafforzato con la ripresa del campionato scorso. Prima non si era potuta concretizzare perché tra la fine e l’inizio della nuova stagione c’era troppo poco tempo e qualunque decisione poteva peccare di pressapochismo e poteva non essere valutata bene. Senoché  alla fine del mese di settembre il precedente Responsabile fece un passo indietro, comunicandomi la sua indisponibilità a proseguire e così ho colto la opportunità di Guido Angelozzi. In quel momento si sono verificate le condizioni per cui dopo tanti anni si è potuto concretizzare la nascita di questo rapporto”.

IL NUOVO CORSO DELL’AREA TECNICA, LA VICINANZA DEI TIFOSI – “Siamo ripartiti, nel primo anno non si poteva fare la rivoluzione. Quello che abbiamo fatto, è stato agire profondamente negli schemi dell’Area Tecnica che vi sottoporrò e che costituirà il punto di ripartenza di un nuovo ciclo. Sull’Area Commerciale e affine abbiamo cambiato tutto quello che c’era da cambiare, sull’Area Tecnica abbiamo fatto la stessa cosa per cui siamo pronti per poter ripartire per trovare una cosa: l’entusiasmo. Che in questi 3 anni è venuto meno, le ragioni per essere entusiasti sono state poche. A parte i risultati. Perché il modo di lavorare è stato molto superficiale e mi ha indotto a fare queste scelte che vi appena annunciato. Il progetto parte da una profonda insoddisfazione dalle cose emerse negli ultimi tre anni, parte dalla necessità di recuperare l’entusiasmo che non c’è. In questo momento in me c’è solo l’attaccamento ai colori aziendali e ai tifosi. Con i quali ho condiviso lunedi sera queste considerazioni. Perché volevo che le conoscessero da me, direttamente, senza alcun tipo di mediazione. Come è giusto che accada in situazioni di questo genere. Naturalmente non mi tiro indietro dalle mie responsabilità, ma la mia responsabilità è stata quella di avere dato fiducia a concetti e considerazioni che alla fine non si sono rivelati esatti. Però come sempre e a differenza di tante persone, si cerca di recuperare e metterci la faccia. Di vedere il bicchiere mezzo pieno per avere la possibilità di ripartire in un modo adeguato e che possa essere prodromico ad un nuovo ciclo che possa portare risultati positivi”.

PROGETTO E OBIETTIVI, LA NUOVA ERA: LA PRIORITA’ NEL 2021-’22 E’ RESTARE IN B – “Il progetto che parte oggi oltre a prevedere una forte rigenerazione deve partire dalla necessità di recuperare entusiasmo. Qui a Frosinone deve rimanere gente che antepone l’amore per il Frosinone agli interessi personali. E può stare solo a questa condizione e solo se ce lo dimostra. Altrimenti la Società trova le modalità di privarsi di questa gente. Abbiamo dimostrato la capacità di saperlo fare, in passato e lo faremo nel presente e nel futuro. Il caposaldo sarà: si sta a Frosinone con le testa e le gambe, prima vengono gli interessi della Società e poi quelli personali. Questo è un progetto che non può che basarsi sui giovani, è un nuovo ciclo per il quale dobbiamo avere la possibilità di scegliere e cambiare faccia. Non dobbiamo riproporre gli errori del passato. Gli obiettivi quali saranno: il primo anno l’obiettivo principale sarà risanare la Società, i conti della Società sono stati a rischio soprattutto nell’anno immediatamente successivo la retrocessione. C’è voluta una grande pazienza e resilienza per non buttare a mare tutto, adesso siamo in una fase di quasi convalescenza. Anzi, speriamo da gennaio 2022 di entrare effettivamente nella convalescenza. Quindi risanamento economico-finanziario e recupero dell’entusiasmo che passa attraverso i giovani e allo stesso tempo mantenere la categoria. Non possiamo cullare sogni diversi da questo. Per il secondo anno speriamo di uscire fuori da questo processo di convalescenza, consolidare il processo tecnico, completare il risanamento ed avere una base più solida che ci consenta di guardare al futuro con maggiore ottimismo. Nel terzo anno, se nei due avremo fatto bene, il Frosinone potrà riproporsi su una traiettoria diversa. Su questi tre anni mi prendo l’impegno, ho pregato Guido Angelozzi di rimanere con noi. E noi contiamo di chiudere questo progetto nel lasso di tempo dei tre anni”.

“Tutto questo – prosegue il Presidente nella sua ampia relazione – fa il paio con la crescita delle strategie commerciali, di una nuova filosofia del Settore Giovanile e nella crescita dello scouting che non abbiamo avuto mai la possibilità di sviluppare. Anche i giovani di cui parlate in questi giorni sono frutto di un lavoro passato, ragazzi che abbiamo pagato. Non è gente che casualmente siamo andati a prendere da una parte o dall’altra, non li abbiamo presi nei centri di disoccupazione. In questo momento non vedo Società che fanno operazioni mirabolanti sul mercato. Per me il Frosinone è la Società che ha fatto di più. Quindi ricapitolando: strategia commerciale aggressiva, attenzione maniacale ai costi e, soprattutto, al Frosinone a tutti i livelli deve rimanere chi ama il Frosinone. Chi non lo farà sarà messo alla porta, come è stato fatto nel recente passato quando chi era qui curava, è vero, gli interessi del Frosinone ma anche quelli personali. Spesso quando va via un giocatore, noto una sorta di voglia di arruffianamento. E invece bisogna avere maggiore obiettività nei criteri di valutazione. E vi accorgereste che la verità può essere diversa da quella che scrivete. Dipende da quale punto di vista guardate le cose ed  anche dalle persone alle quali fate le domande. Quindi questa è la pianificazione degli obiettivi nei prossimi 3 anni”.

IL FUTURO DELLA SOCIETA’ OLTRE I TRE ANNI – “Vi dico anche che ho parlato di 3 anni e tenete conto che inizio il mio 19° anno di presidenza. Non potrò rimanere tutta la vita a fare il presidente. Sono attività che richiedono un altissimo livello di energia. In questi 3 anni inizieremo però a guardare il futuro. A chi verrà dopo. Che non sarà chi pensa di fare l’affaruccio ma uno migliore di me, che riuscirà a far compiere un progresso alla Società e che riuscirà a proporsi per conseguire obiettivi più ambiziosi di quelli che noi siamo stati capaci di ottenere fino ad oggi. Con molta trasparenza, saranno anni in cui inizieremo ad agevolare l’ingresso in Società di investitori che credono in questo progetto, che credono nel Frosinone e che hanno voglia di fare con noi il percorso”.

L’ORGANIGRAMMA 2021-‘2022, LA SVOLTA E’ PARTITA GIA’ DAI RUOLI NEL CDA – “Per quanto riguarda l’Organigramma, sostanzialmente nelle funzioni apicali rimane quello che era. Ci sarà il CdA nel quale Gualtieri è il Responsabile dell’Area Marketing, Comunicazione e Rapporti Istituzionali, Guido Angelozzi è Responsabile e Amministratore dell’Area Tecnica, Rosario Zoino rimane Amministratore dell’Area Finanziaria, Velletri consigliere semplice e io rimango nel ruolo di Presidente però da mesi sto cedendo l’esecutività. Queste figure, con il passare dei mesi, diventeranno sempre più autonome. Per cui – e qui la novità che il Presidente rappresenta – alla fine ci sarà una sorta di gestione duale, con un Consiglio di Sorveglianza che sarà un ruolo che mi riserverò io e un Comitato di Gestione che sarà il loro e porterà avanti le attività operative. Comunque è una cosa che sta già avvenendo da mesi.”

IL SETTORE GIOVANILE, SI CAMBIA STRATEGIA – “Un cambiamento importante ci sarà nel Settore giovanile: Frara assumerà la responsabilità del Settore e del Calcio femminile che vogliamo sviluppare. La novità sarà costituita dell’inserimento dell’Accademia di Luigi Lunghi che gestirà attraverso un accordo, in via sperimentale, le Under mentre la Primavera sarà sempre sotto l’ala del Frosinone. Sarà un anno in cui tutti ci studieremo e poi vedremo se compiere insieme un ulteriore step. Facciamo questo perché in un momento successivo potremmo pensare anche di prendere una partecipazione nell’Accademia. Per avere un focus dedicato sullo sviluppo dei giovani. Noi avevamo tanti giovani ma non li seguivamo bene, abbiamo perso tante opportunità. La stessa Accademia è riuscita a cedere giocatori a club di A e B senza passare per il Frosinone che avrebbe dovuto avere una corsia preferenziale e invece si è trovato bypassato da questi meccanismi. Nel passato dovevamo essere più attenti, abbiamo perso delle occasioni importanti. Non abbiamo avuto la capacità commerciale e non solo quella perché quei giovani non abbiamo avuto nemmeno la capacità di conoscerli”.

“Perché la scelta di Frara?  – continua Stirpe –  Perché ritengo che sarà il futuro del Frosinone ma per esserlo bisogna consolidarsi e cominciare dalla gavetta, stare con gente che ne sa di più, essere più resistenti per poter fare il salto di qualità. L’altra figura che voglio presentare è Piero Doronzo, che lo stretto collaboratore di Guido Angelozzi: svolge una funzione importante a livello di coordinamento di Segreteria e di tutta l’Area Tecnica. E un passaggio lo voglio fare sul consolidamento sul ramo che gestisce le infrastrutture: Raniero Pellegrini è passato prevalentemente ad una nuova posizione, si occuperà prevalentemente di questo aspetto che pensiamo che il progetto si debba consolidare ed abbiamo bisogno di energie. Le novità più importanti nell’organigramma sono queste”.

LO STADIO & DINTORNI – “Un motivo di orgoglio è stato di non aver licenziato nessuno in questi anni tra i dipendenti. Gente meno nota, padri di famiglia. Siamo stati bravi a conservare tutti i posti di lavoro. E dove non potevamo per cambiamenti di tipo organizzativo abbiamo creato la possibilità di avere un nuovo posto di lavoro, poi se il soggetto ci voglia andare o meno non dipende da noi. Abbiamo risolto anche tutte le posizioni di precarietà. Un risultato, questo, molto importante. Sul tema delle infrastrutture volevo fare il punto. Andremo avanti su tutto. Quanto all’interno dello Stadio, siamo pronti per appaltare l’apertura del Ristorante. La prima settimana di luglio guarderemo il progetto che ci sembra calibrato bene su quelle che sono le esigenze della Società e dell’utenza, diventerà un luogo di ristorazione permanente all’interno della nostra struttura. Poi andremo avanti con il completamento dei lavori dell’anello. Ci hanno fatto togliere i new jersey: posso dire che potevano anche dircelo prima di installarli previa approvazione, poi ci hanno fatto notare problemi relativi all’evacuazione della gente. Completeremo quindi l’anello, completeremo il progetto dei murales con l’Accademia delle Belle Arti. E per lo Stadio rimarrebbe solo il tema del Frosinone Village, legato però alla strada di collegamento. L’altro progetto riguarda l’infrastruttura di Ferentino che scade tra 3 anni. Abbiamo preparato un progetto per il quale ci impegniamo a completare quella struttura all’interno della quale vorremmo portare la sede del Frosinone. Nello Stadio rimarranno gli uffici della Tis. Noi non facciamo speculazioni di alcun genere, il progetto lo posso anche spiegare. Nell’area dove ci sono gli spogliatoi della prima squadra, sorgerà la sede degli uffici. Spogliatoi e palestre verranno spostate tra lo stadio del Ferentino e il campo del calciotto. In pratica sarebbe un progetto che si potrebbe completare nel giro di un anno. Mi auguro anche di trovare l’adesione del Comune di Ferentino, per un investimento totale di un milione e mezzo di euro da spendere nei prossimi due anni. Tutto questo richiede un tempo di concessione più lungo e dovremo discuterne”.

LE STRATEGIE TECNICHE, ANCHE QUI SI CAMBIANO PASSO E MODUS OPERANDI – “Quali saranno le strategie sulla squadra? Leggo da voi che ci sono troppi giocatori. Intanto tutto questo è frutto di una stratificazione negli anni precedenti. Chi doveva affrontarli non ha avuto la capacità di farlo. Ma abbiamo idee abbastanza chiare. In questo momento abbiamo 32 tesserati. I problemi degli esuberi partono da lontano, chi doveva affrontarli non ha avuto la capacità di farlo. Partiamo allora dalle uscite. Abbiamo 3 posizioni di giovani che vogliamo risolvere con altrettante risoluzioni contrattuali non molto costosa. Poi abbiamo altri 4-5 giovani che manderemo in prestito in serie C per dar loro la possibilità di giocare, su di loro crediamo. Poi abbiamo altri 3 calciatori in scadenza di contratto tra 12 mesi con ingaggi elevati: il Frosinone ha fatto sapere loro che non può pagare quegli stipendi. O si procede ad un rinnovo compatibili con le esigenze economico-finanziarie del Frosinone o debbono uscire. Per 1 di questi 3 giocatori abbiamo una società che lo prende a parità di condizione. Ma c’è sempre qualcuno che cerca di speculare, così capite anche come è questa gente. E’ un club di serie A che lo cerca. In presenza di queste situazioni, la Società sarà durissima: prenderà anche dei nuovi calciatori e questi sotto contratto andranno fuori rosa. E faremo anche nomi e cognomi, lo saprà tutta la gente. Sono vizi che abbiamo deciso di non avallare. Abbiamo altri 4 elementi che non rientrano nei piani della Società, che si impegnerà a trovare le soluzioni adeguate. Ma laddove troveremo situazioni equivalenti e i calciatori rifiutano, la Società si farà sentire e farà i nomi e i cognomi, lo ribadisco. Si evince facilmente come si arriva a 17 giocatori in organico. Tenete presente che la nostra rosa ideale è di 25-26 giocatori. Per chi rimarrà qui, noi non rifiutiamo i rinnovi a nessuno ma dovrà avvenire a condizioni sostenibili alla Società. Se c’è qualche Club che può accontentare il calciatore e se lo stesso non ha valore, può andare via; ma se al contrario ha un valore per il bilancio della Società, il Club interessato viene da noi, ci paga e lo prende. Nessuno è incedibile. Di principio qui non c’è la camicia di forza per nessuno ma il rinnovo deve avvenire a condizioni sostenibili. Abbiamo solo un interesse: fare il bene del Frosinone”.

BIGLIETTERIA E RITIRO – “Non verrà indetta la campagna abbonamenti. Non possiamo permetterci di esporci in questo momento, né fare previsioni. Stiamo vedendo di trovare condizioni da condividere con i gruppi organizzati nel senso di garantire una partecipazione allo stadio quanto più ampia possibile con una forte dose di ‘dialisi’. Ad esempio se un gruppo ha 50 persone, si alterneranno di partita in partita.. I prezzi saranno popolari, anche per i Distinti mentre per le Tribune vogliamo vedere bene perché non sappiamo dove possiamo aprire al momento”.

“Quanto al ritiro – chiude la sua relazione il presidente Stirpe – precampionato abbiamo voluto fortemente farlo in Ciociaria. Lo abbiamo voluto anche e soprattutto per rafforzare il valore dell’identità della squadra con il suo territorio. Detto questo, spero di leggere qualcosa che ci aiuti a sviluppare i valori e i progetti che noi vogliamo portare avanti. La vostra collaborazione e la capacità di coesione, ci attendiamo una assunzione di responsabilità in questo senso. Ci piacerebbe vedere un ambiente dove ci si deve sentire meno soli. A proposito, ringrazio gli sponsor che ci sono stati vicini ma da loro vorrei una maggiore presenza. Perché questo è il progetto del Frosinone, non è il progetto di Maurizio Stirpe, al quale dobbiamo rimanere aggrappati con le unghie. Per approdare in acque più tranquille e meno agitate. E grazie per quello che potete fare”.

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