Ballardini riparte dalla panchina dell'Avellino. È l'occasione del riscatto: per tecnico e squadra
Come ormai noto, nella giornata di ieri - e un po' a sorpresa - per la panchina dell'Avellino è spuntato il nome di Davide Ballardini, che quest'oggi è stato nominato nuovo tecnico degli irpini dopo che è saltato l'accordo con Guido Pagliuca, che non ha trovato gli estremi della risoluzione contrattuale con l'Empoli, club al quale è ancora legato dopo l'avvio di stagione in azzurro.
Al netto di quello che è stato con Pagliuca, però, ecco che Ballardini si presenta una nuova occasione, quasi a due anni di distanza dall'ultima panchina occupata, quella del Sassuolo: annata disgraziata, quella in neroverde, per l'allenatore, che era subentrato a marzo al timone della formazione emiliana, allora terzultima in Serie A con 20 punti all'attivo. Avvio da incubo, il suo esordio è segnato dal ko nello scontro diretto con l’Hellas Verona - che porta il Sassuolo al penultimo posto della classifica - e a niente serve poi la vittoria sul Frosinone. La compagine neroverde retrocede in Serie B dopo 11 anni di massima serie.
Ed è questa una retrocessione che arriva dopo quella della stagione antecedente, annata 2022-2023, con la Cremonese: in grigiorosso il trainer arriva il 15 gennaio 2023, con la squadra ultima in classifica. I 20 punti collezionati in altrettante gare non servono per l'impresa, i lombardi scivolano in B.
Adesso una nuova avventura, con i campani che non navigano in acque disperate, ma hanno soli tre punti di vantaggio dalla zona playout. E alle porte c'è la gara contro la Reggiana, che ha proprio quei tre punti in meno ai lupi. Occorre vincere, ca va sans dire.
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