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Sudtirol, Tait: "Con Castori amore a prima vista, non poteva arrivare allenatore migliore"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 11:51Serie B
di Daniel Uccellieri

Sudtirol, Tait: "Con Castori amore a prima vista, non poteva arrivare allenatore migliore"

Fabian Tait, centrocampista e capitano del Sudtirol, è stato intervistato da gianlucadimarzio.com: "È cambiato tutto, mi ricordo i primi giorni in cui sono arrivato qui a Maso Ronco, dove ci alleniamo. C’era una casetta e un albero, e noi avevamo gli spogliatoi sottoterra”, racconta il capitano, sottolineando quanto fosse distante da quella attuale la struttura del centro sportivo. Oggi, invece, lo scenario è radicalmente cambiato: “Adesso guardo fuori e vedo un centro sportivo incredibile. Due campi di qua, uno di sopra e uno di sotto. Mi stupisco ogni volta che penso alla crescita che c'è stata”. Tait spiega come, nonostante spesso le promesse di crescita restino tali, in Alto Adige il cambiamento sia stato concreto e rapido. La sensazione che qualcosa stesse davvero prendendo forma si è trasformata in certezza nel momento in cui sono iniziati i lavori per il nuovo centro sportivo: “La prima percezione in cui mi sono detto ‘sta succedendo davvero’ l’ho avuta quando stavano tirando giù la casa del vecchio centro sportivo e stavano mettendo le fondamenta per quello nuovo”. Il centrocampista evidenzia poi l’organizzazione del club, soprattutto in un contesto particolare come quello altoatesino. “Se nevica può succedere che gli allenamenti vengano spostati di un paio di ore”, spiega, aggiungendo che tutto viene pianificato nei minimi dettagli, con lo staff pronto a intervenire tempestivamente anche per liberare i campi dalla neve. Non è cresciuto solo il centro sportivo, ma anche l’identità del club, a partire dallo stadio. Tait ricorda che, al suo arrivo, il “Druso” era molto diverso da oggi, con pista d’atletica e un terreno di gioco tra i peggiori della Serie C. Ora, invece, l’impianto è stato completamente rinnovato, senza pista e con un campo sempre in condizioni perfette: un cambiamento che ha inciso anche sulla partecipazione del pubblico. Il capitano sottolinea infatti come sia cambiata la percezione del calcio in Alto Adige: dagli iniziali 300-400 spettatori si è passati a una presenza costante di almeno 4000 tifosi. “Abbiamo fatto crescere la passione del calcio anche qui. Questa società se le merita”, afferma, evidenziando anche la particolarità di un tifo che unisce diverse culture: sugli spalti si parlano tedesco, italiano e ladino, grazie ai sostenitori provenienti da tutte le valli della regione. Tra i momenti chiave della crescita del Südtirol, Tait indica la vittoria del campionato di Serie C, che ha rappresentato una svolta. “Ha portato grande entusiasmo”, spiega, raccontando come da quel momento sia cambiato anche il rapporto con la città: oggi i giocatori vengono riconosciuti e fermati per foto e autografi, mentre fino a pochi anni fa passavano inosservati. “Adesso ti senti calciatore anche qui, nella nostra bella regione”. Fondamentale, secondo Tait, è stato anche l’arrivo di Fabrizio Castori in panchina. Il tecnico si è inserito perfettamente nell’ambiente, condividendo valori come umiltà, lavoro e sacrificio. “Il Südtirol la pensa come Castori e Castori la pensa come il Südtirol”, afferma il capitano, sottolineando come l’allenatore abbia riportato la squadra sulla strada giusta in un momento complicato. Tait ne esalta soprattutto la fame agonistica, definendola impressionante e un esempio per tutto il gruppo. Guardando al futuro, il capitano non ha dubbi sulla direzione da seguire. “Abbiamo un logo su cui c’è scritto ‘insieme per crescere’”, ricorda, spiegando che il club vuole continuare a migliorarsi passo dopo passo, con intelligenza e consapevolezza dei propri tempi. Il Südtirol, tra traguardi raggiunti e ambizioni ancora da realizzare, continua così il proprio percorso di crescita, con basi solide e idee chiare.