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Padova, Calabro: "Oggi possiamo solo chiedere scusa. Adesso dobbiamo reagire assolutamente"

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Daniel Uccellieri
Oggi alle 19:48Serie B
autore Daniel Uccellieri
17.10.2026 19:48Serie B
Federico Serra
Federico Serra
Antonio Calabro, tecnico del Padova, ha parlato in conferenza stampa dopo la sconfitta casalinga con l'Entella: “Questo non è il mio calcio, in settimana ci alleniamo bene ma in campo non ho vista la stessa determinazione. Adesso tre partite in otto giorni per reagire da uomini”. Come si spiega questa prestazione? Se con la Carrarese poteva sembrare un episodio o una giornata storta, veder riproposte certe dinamiche preoccupa. “Oggi non c’è da dare tante spiegazioni, c’è soltanto da metterci la faccia e chiedere scusa a tutti. Non riconosco la mia squadra in queste ultime due partite, non è la squadra di Calabro. Durante la settimana i ragazzi mi danno il massimo e mi danno input importanti, ma poi nelle difficoltà non li riconosco. Adesso c’è solo da fare gli uomini, metterci la faccia e chiedere scusa a tutti. Abbiamo tre partite in una settimana e voglio vedere la reazione da uomini di questi ragazzi. Non mi importa se la prestazione di oggi è stata leggermente migliore rispetto a quella con la Carrarese: voglio la mia squadra intensa, aggressiva, determinata e corta.” Qual è il sentimento che prevale in questo momento in lei, la rabbia? “Motivazione. La rabbia ti porta a spaccare qualcosa o a tirare i tavolini, io invece sono motivato e lucido. Non vengo qui a fare giri di parole: dovete conoscere l’uomo e l’allenatore Calabro.” Non è che la squadra soffra le aspettative e il fatto di giocare davanti a tanto pubblico? “No, giocare davanti a questa gente deve essere uno stimolo incredibile. Il dispiacere è non dare soddisfazioni a questa curva che ci sta vicino e ci incita nei momenti di difficoltà. Non penso sia un problema di palcoscenico, anzi è sempre meglio avere a che fare con questi ambienti.” Ci sono aspetti positivi da cui ripartire e ha avuto un confronto con la dirigenza dopo la partita? “Non ho visto nessuno della dirigenza, sono stato solo con la squadra. Parlare ormai non serve più, bisogna andare in campo e lavorare. Tra gli aspetti positivi, dopo i primi venti minuti contratti ci siamo sciolti dopo il gol, siamo stati più verticali e abbiamo vinto più contrasti. Però nel secondo tempo siamo entrati molli e mosci, e invece di aggredire abbiamo subito. C’è da chiedere scusa per queste due partite, fare gli uomini e pensare che ci sono tre partite in una settimana dove voglio vedere una reazione da gente cazzuta.” I fischi arrivati alla fine sono giusti? La gente si aspettava una reazione a testa bassa che non si è vista. “Certo, confermo. Per quello bisogna chiedere scusa, non per un gol o un passaggio sbagliato, ma per la mancanza di reazione.” A livello di rosa ci si aspetterebbe di più. Come mai non si riesce ancora a trovare un undici base e un’idea di gioco definita? “Chi mi conosce sa che le mie squadre sono molto determinate. L’undici base è fatto dalle certezze che mi devono dare i giocatori in settimana e in gara. Quando si ha una rosa importante il posto va guadagnato e confermato, non è giusto riproporre chi va male altrimenti si perde la competitività negli allenamenti. Per un allenatore è meglio avere certezze, ma il gruppo e la competizione si creano così.” L’esclusione di Moro dall’inizio è una bocciatura? “Ho visto Lasagna andare molto più forte in settimana, mentre Moro aveva patito un po’ la gara precedente. Avevo due opzioni: farlo rigiocare subito sperando si sbloccasse o inserirlo in un momento migliore della squadra per far esaltare le sue qualità. L’undici base nella nostra testa e nella costruzione della squadra l’abbiamo sempre avuto.”

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