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Sampdoria e il calo di appetibilità: negli ultimi anni tanti no da parte degli allenatori

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Tommaso Maschio
Oggi alle 10:41Serie B
autore Tommaso Maschio
12.10.2026 10:41Serie B
La scelta estiva di puntare sull'esordiente Bernardo Corradi è dovuta anche a diversi rifiuti - da Possanzini e Pecchia - ricevuti. Pesano le ultime stagioni negative e la situazione societaria
Federico Serra
Federico Serra
La Sampdoria dopo la disfatta di Avellino ha deciso di proseguire con il tecnico Bernardo Corradi, scelto in estate per dare l’avvio a un nuovo corso e già traballante dopo un avvio di stagione simile agli ultimi due. Una scelta che aveva già suscitato qualche perplessità in estate, anche per via dell’addio di quel Attilio Lombardo che per la seconda volta – la prima al fianco di Chicco Evani - aveva portato la squadra a conquistare una salvezza non scontata. Del resto si tratta di un esordiente assoluto alla guida di una squadra che ha l’ambizione di tornare dove conta, ma che si sta scontrando con tantissime difficoltà e scelte spesso rivelatesi sbagliate.

I tanti no alla panchina blucerchiata

Come sottolinea Il Secolo XIX la scelta di Corradi è anche figlia dei tanti no ricevuti, non solo in estate, dal club blucerchiato. Segno che l’appetibilità del club – nonostante storia e piazza – è in picchiata. Il primo a rifiutare la proposta in estate fu Davide Possanzini, per molti giorni in pole, a causa della volontà di non ridurre il proprio staff e del blitz decisivo portato avanti dal SudTirol. Anche Fabio Pecchia, ex blucerchiato da calciatore, rifiutò la panchina: un po' per le richieste economiche giudicate eccessive, un po' perché non convinto dal progetto. L’ex centrocampista si è poi accasato alla Cremonese, dopo l’esonero di Giampaolo, ad appena due giornate dal via. Anche Paolo Zanetti va iscritto alla lista di coloro che non hanno accettato l’offerta blucerchiata, così come nelle stagioni scorse avevano fatto Aurelio Andreazzoli, chiamato da Pietro Accardi che l’aveva avuto a Empoli per sostituire Andrea Sottil e ancora prima, nell’estate 2023, Fabio Grosso che poi andò a Lione in Francia.

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