Bari, Achik: "Il primo gol in B è stata un'emozione indescrivibile. Dorval? Un fratello"
L'attaccante Ismail Achik ha parlato ai microfoni di Telebari ha parlato del suo arrivo in Italia, del sentirsi italiano nonostante sia nato in Marocco, per poi concentrarsi sui sogni nel cassetto da realizzare: "Con la mia famiglia siamo arrivati in Italia dal Marocco quando avevo solo un anno. Mi sento italiano a tutti gli effetti, ho fatto tutto il percorso scolastico qui fino al diploma. Parlo italiano e arabo. Ho un bellissimo rapporto sia con mio padre che con mio zio, loro mi hanno trasmesso la passione per il calcio e ci confrontiamo spesso. Ci sentiamo telefonicamente dopo ogni partita perché sono rimasti a Cutro, il mio paese natale in Calabria. - continua Achik - Loro mi hanno spinto a intraprendere questa carriera, io a 7 anni volevo mollare. Non ci credevo molto. Ho anche giocato in alcuni tornei locali con loro. Mia madre ha sempre un atteggiamento molto protettivo nei confronti, ha sempre paura che possa farmi male in campo e quando sono andato via di casa non l’ha presa benissimo. Mio zio, invece, sottolinea sempre i miei errori e mi dice in cosa migliorare quando ci sentiamo”.
Spazio poi a presente e futuro: "Il primo gol in B è stata un'emozione indescrivibile, stavo passando un momento difficile e ci voleva questa gioia. Il gol ti aiuta e ti cambia la vita. Dorval? È come un fratello per me, siamo amici fin dai tempi di Cerignola. - conclude il classe 2000 - Sogni? Sicuramente arrivare in Serie A e vestire la maglia della Nazionale, è anche il sogno della mia famiglia, Idolo? Il mio calciatore preferito è Neymar, da piccolo guardavo tutti i video con le sue giocate”.






