Da "metterò radici" ai mancati appuntamenti per il rogito. La grottesca vicenda Mancini-Catania
"Progetto mordi e fuggi? Non è così. Voglio creare qualcosa che duri nel tempo, voglio mettere radici"; “Se il Catania stasera gioca contro il Campobasso è grazie a me, lo dico senza presunzione. È solo realtà”; “Voglio rilanciare il calcio in una città che potenzialità enormi. La mia idea è portare il Catania in Serie B al più presto, magari il prossimo anno”; "Con Perinetti siamo d’accordo su tutto, farà parte del progetto dal luglio del 2022. Ci siamo dati appuntamento fra un mese quando saremo prossimi alla conclusione del torneo attuale”.
Questa è una breve raccolta di alcune frasi pronunciate da Benedetto Mancini a partire dallo scorso 15 marzo, quando il Tribunale annunciò la presentazione di una sola offerta d’acquisto per il Catania, fino a oggi quando lo stesso Tribunale ha dichiarato decaduta la trattativa con l’imprenditore dopo che questi ha mancato il primo appuntamento per il rogito, presentandosi poi il giorno successivo con un assegno da 200mila euro, e poi non si è presentato questa mattina per chiudere l’acquisto.
In mezzo, oltre ai proclami, un’attesa per il pagamento dei 375mila euro necessari a completare l’operazione che col passare dei giorni si è fatta sempre più vana facendo presagire i peggiori scenari che poi si sono concretizzati. Dai problemi per il bonifico da una banca estera, con sede in Bulgaria, al doppio rinvio del rogito fino al mancato appuntamento col notaio a inizio aprile in concomitanza con l’ennesima proroga concessa dal Tribunale per provare a salvare il salvabile. Fino a questa mattina quando è stata messa la parola fine a una vicenda davvero grottesca con il Catania che torna appeso a un filo sottilissimo con il 19 aprile, data di conclusione dell’esercizio provvisorio, che si fa sempre più vicina. Così come l’esclusione dal campionato in corso .






