Dal sogno Nazionale al lungo digiuno. Quanto vale oggi Lorenzo Lucca?
Sei gol nelle prime sette giornate di Serie B e una grande attenzione mediatica, unita a quella del CT Mancini; poi un digiuno lunghissimo e soprattutto tanta panchina. La parabola di Lorenzo Lucca, talento 21enne del Pisa arrivato in Toscana la scorsa estate per 2 milioni di euro dal Palermo, ricorda quella di tanti giovani italiani. E non è un caso che se ne parli tanto, a pochi giorni dalla delusione per la mancata qualificazione al Mondiale della Nazionale e dopo tutti i discorsi relativi alla necessità di trovare un attaccante di personalità e spessore per tornare a fare la voce grossa in campo internazionale. A gennaio sembrava vicinissimo al trasferimento al Sassuolo ma la distanza tra domanda e offerta ha di fatto rimandato i discorsi tra le due società. Cosa potrebbe succedere in estate?
Il talento resta nonostante le difficoltà - A inizio stagione, forte delle prestazioni altisonanti, il Pisa era arrivato a valutare il ragazzo di Moncalieri 20 milioni di euro. Una cifra giudicata già all'epoca spropositata per un ragazzo di prospettiva ma ancora acerbo e con pochissima esperienza tra i professionisti. Oggi, a maggior ragione, le cifre dovrebbero essere molto più basse, perché Lucca non segna dal 2 ottobre scorso e perché nel 2022 ha disputato solo tre partite da titolare. In casa nerazzurra, però, non c'è fretta di svendere: i cinque anni di contratto firmati la scorsa estate sono la garanzia di un progetto a lungo termine e della fiducia nelle qualità del giocatore, che dovrà ritrovarsi al più presto per riaccendere l'interesse nei suoi confronti. Serve un gol, serve una scintilla che lo riaccenda. A Perugia non ci sarà per squalifica, la seconda rimediata in poche settimane; mister D'Angelo si augura che stavolta il riposo gli faccia bene e torni ad essere determinante anche in vista dei (probabili) playoff. La speranza è quella di non perdere per strada un altro potenziale campione e che il Pisa continui a credere in lui. È difficile pensare che il talento, riconosciuto da tutti, possa essere completamente svanito.






