Masia e calcio inglese. Voluto da Maresca, inamovibile con Iachini. Parma, chi è Bernabé
Adrian Bernabé ha il fisico (170 cm per 66 kg) e le qualità tipiche di chi cresce dalla Masìa del Barcellona. E in effetti è proprio lì che il centrocampista classe 2001 ha mosso i suoi primi passi al fianco di alcuni talenti – Ansu Fati, Eric Garcia o Nico Gonzalez – che sono in pianta stabile nella squadra ora allenata da Xavi. Ma non solo perché oltre ad aver imparato il verbo calcistico in quella che è una delle università più prestigiose e celebri al mondo, il giovane spagnolo si è poi fatto le ossa su altri campi in cui si professa una filosofia simile, ma applicata alla fisicità e dinamicità del calcio inglese, come l’Etihad Campus del Manchester City dove crescono gli allievi di Pep Guardiola e si costruiscono i talenti da travasare in prima squadra appena ritenuti pronti.
Fra gli allievi del catalano c’era anche Enzo Maresca che in estate venne scelto dalla dirigenza del Parma per iniziare un nuovo progetto all’insegna dei giovani talenti che però finora non ha pagato e ha portato all’esonero dell’ex centrocampista rimpiazzato dal più esperto Beppe Iachini. Ma è stato proprio Maresca a volere fortemente Bernabé in gialloblù dopo averlo allenato con profitto nella seconda squadra del City dove ha collezionato 54 presenze condite da 11 reti e ben 16 assist, oltre che da lampi da campione. Purtroppo Maresca non ha mai potuto utilizzare il suo pupillo finché è rimasto sulla panchina del Parma a causa di un problema cardiaco riscontrato quasi subito e che ha costretto il giovane a operarsi e poi iniziare un periodo di recupero che è terminato solo nel nuovo anno con l’esordio, un minuto contro il Benevento a inizio febbraio, arrivato appena due mesi fa.
Nell’idea di Maresca il calciatore avrebbe dovuto agire da mezzala nel 4-3-3 con libertà di inserirsi in avanti e agire da trequartista centrale, mentre con Iachini il suo ruolo è diventato quello di regista nel centrocampo a quattro al fianco di un mediano come Juric che lo sgrava anche di compiti difensivi permettendogli di attaccare lo spazio davanti a sé e rendersi pericoloso a ridosso della porta avversaria sia andando al tiro sia servendo i compagni. Da quando è rientrato è sempre stato utilizzato, anche da mezzala nel centrocampo a tre, ripagando la fiducia e dando il meglio di sé, partita dopo partita, come dimostrano le due doppiette consecutive contro Cosenza e Como che rilanciano le ambizioni play off del club che sarebbero un risultato davvero straordinario in un’annata che ha regalato più amarezze che gioie.






