Padova, Calabro: "Grande rispetto per l'Hellas Verona, squadra fortissima"
Dopo la vittoria di prestigio della prima giornata sul campo del Pisa, retrocesso dalla Serie A, per il Padova di Antonio Calabro arriva un altro impegno di altissimo profilo: il derby contro l'Hellas Verona, altra retrocessa dalla massima serie. Queste le parole del tecnico biancoscudato nella consueta conferenza stampa della vigilia:
Quali sono, secondo lei, i margini di miglioramento del Padova dopo un avvio positivo?
"Ci sono, eccome. Ci sono nello stato di forma dei singoli, nell'amalgama di determinati movimenti in entrambe le fasi, nelle transizioni. C'è tanto da migliorare e da lavorare, ma questo lo può fare solo il tempo. È ovvio che quello che ho visto finora è qualcosa che mi lascia soddisfatto".
Chi sarà a disposizione per la gara di domani?
"A parte Zanimacchia, sono tutti disponibili. Artistico invece non verrà convocato: sono già venti giorni che ha un affaticamento a un polpaccio, è in fase di recupero e deve essere riatletizzato con i giusti tempi".
Che squadra è il Verona, tra punti di forza e punti deboli?
"Come tutte le squadre, ha potenzialità e lacune. Ovviamente una squadra che fino a due mesi fa giocava in Serie A ha giocatori importanti in tutti i reparti, di gamba, bravi in transizione e nel palleggio. Non deve ingannare il risultato dell'esordio: chi ha visto la partita sa che il Verona ha espresso un ottimo calcio, con occasioni importanti. Il calcio è bello perché non sempre vince chi ha più occasioni o chi gioca meglio, ma vi assicuro grande rispetto per il Verona, per l'allenatore e per la società: è una squadra molto forte".
Domani sarà anche il suo esordio in casa da allenatore del Padova, in un derby sentito e con lo stadio esaurito: che emozione si aspetta?
"Lo stato d'animo è sicuramente particolare, ma cerco sempre di mantenere un equilibrio importante in ogni momento della stagione. Ci sarà sicuramente un'emozione importante, davanti a un palcoscenico dove si prevede grande affluenza e la curva piena".
Come cambiano i piani in vista della lunga assenza di Zanimacchia?
"Dispiace per il ragazzo, ma io prendo quello che viene: così come non mi esalto se ho tutti a disposizione, non mi abbatto per qualche defezione, perché so di avere un organico che può sempre garantirmi una prestazione adeguata. Da quella parte ho Cocchi e Di Mariano per completare le due caselle".
Ci sarà una partita simile, per sviluppo, a quella giocata contro il Pisa?
"Sono diverse, sia per il sistema di gioco sia per le caratteristiche degli attaccanti del Verona. Immagino una squadra che esprime il meglio del proprio potenziale soprattutto in transizione: dovremo stare attenti quando abbiamo la palla nella loro metà campo, per fermare subito le loro ripartenze. Hanno attaccanti di gamba e una squadra strutturata sul 3/4 con il sottopunta: sarà un aspetto importante della partita".
Cosa può aggiungere Artistico al reparto offensivo, rispetto alle caratteristiche già presenti in rosa?
"Il reparto è già molto assortito: Lasagna ha caratteristiche di attacco alla profondità, Seghetti ha caratteristiche simili a quelle di Kevin, Caprari ha le sue, Bortolussi altre ancora, e Moro ha le potenzialità per unire più caratteristiche. Artistico porta una struttura fisica importante, presenza in area di rigore, capacità di pulire palloni sporchi e di allungare la squadra negli spazi, oltre a un grande contributo anche in fase di non possesso, elemento fondamentale oggi per vincere le partite".
Sei attaccanti in rosa: sono troppi da gestire?
"Per me non sono né troppi né pochi. Se la società vuole prendere un altro attaccante, io alleno: sono pagato per questo. Non parto da nessuna gerarchia scritta: parto da quello che vedo durante la settimana e da quello che può servire in base alla partita, agli spazi che si possono trovare nella fase di non possesso avversaria".
Il Padova ha mostrato compattezza difensiva all'esordio, ma ha concesso diversi tiri da fuori al Pisa: si lavorerà anche su questo?
"Sì, è sicuramente uno degli aspetti su cui lavorare, non solo in fase offensiva con giocatori dalle qualità balistiche importanti, ma anche per non concedere quelle stesse occasioni alla squadra avversaria. A volte ci siamo abbassati troppo con la linea di centrocampo, consentendo quei tiri da fuori: un allenatore studia la partita, la rivede il giorno dopo e forma la settimana di lavoro anche su questo, ed è un aspetto su cui abbiamo lavorato".






