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Sorrento, Amarante: "Giovani e plusvalenze. Pronto per una nuova sfida”TUTTO mercato WEB
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
ieri alle 11:00Interviste TC
di Luca Esposito
per Tuttoc.com

Sorrento, Amarante: "Giovani e plusvalenze. Pronto per una nuova sfida”

Tre anni e mezzo intensi, tra risultati e programmazione. Alessandro Amarante si racconta in esclusiva a TuttoC. Il direttore sportivo ripercorre la sua esperienza a Sorrento, conclusa il 16 novembre, tra valorizzazione dei giovani, plusvalenze e il momento della separazione.

Tre anni e mezzo a Sorrento. Che esperienza è stata?

“Sono stati anni importanti, costruiti con programmazione e idee. La vittoria della Serie D è arrivata contro squadre molto attrezzate, mentre le due salvezze in Serie C sono state vere imprese, considerando le difficoltà logistiche e strutturali. Tutto è stato ottenuto in maniera sostenibile, rispettando i parametri economici della società”.

Ha sempre puntato su squadre molto giovani. È stata una scelta precisa?

“Sì, fa parte del mio percorso. Ho sempre lavorato con i giovani e la mission era chiara. Raggiungere la salvezza valorizzando calciatori di prospettiva. Abbiamo costruito rose con età media bassa, inserendo però elementi di esperienza utili alla crescita del gruppo. L’età non determina il valore di un calciatore”.

Il tema plusvalenze è centrale oggi. Che bilancio fa?

“Le società sono aziende e le plusvalenze sono fondamentali. A Sorrento ci sono state diverse cessioni importanti come Vitale, De Francesco, Todisco, Musso e Bolsius. Sono state rifiutate anche offerte rilevanti per altri giocatori. Credo di aver lasciato una base che può generare ulteriori operazioni. Va dato merito anche al lavoro dello scouting con Roberto Parmegiani. Inoltre abbiamo sempre scelto attaccanti in doppia cifra come Ravasio, Musso e D’Ursi”.

Mattia Esposito può essere la prossima plusvalenza?

“È una possibilità concreta. È un ragazzo umile e con qualità. Il primo a credere in lui è stato Enrico Barilari, che lo ha portato in prima squadra. Ora penso sia pronto per un salto importante, come anche Harrasser, Cangianiello e Sabbatani”.

Che giudizio dà sulla stagione appena conclusa?

“Sono soddisfatto. La salvezza è anche frutto del lavoro fatto in estate. Molti dei protagonisti erano stati scelti a inizio stagione. I dati lo confermano. Solcia è stato tra i migliori difensori per intercetti e duelli vinti. Anche D’Ursi, Sabbatani e Crecco hanno avuto un rendimento importante. La rosa era equilibrata e in linea con budget e obiettivi”.

Perché la separazione?

“Il direttore deve avere autonomia nelle scelte tecniche. Quando questo viene meno, diventa difficile lavorare. Dopo l’esonero di Mirko Conte ho deciso di chiudere il rapporto. Eravamo in linea con gli obiettivi, nonostante le difficoltà. Avevamo cambiato molto e modificato il sistema di gioco. In coppa Italia avevamo raggiunto gli ottavi eliminando Salernitana e Trapani. Anche i numeri erano chiari. La media punti di Conte era identica a quella del suo successore”.

Come ha vissuto questi mesi e cosa cerca per il futuro?

“Ho sfruttato questo periodo per aggiornarmi e seguire partite di tutte le categorie. Le chiamate ricevute fanno piacere. Ora voglio scegliere il progetto giusto, che rispecchi la mia idea di calcio e di lavoro, a prescindere dalla categoria”.