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Il dato è tratto - La gioventù in panchina: la C preferisce l'esperienza
Oggi alle 00:00Il Punto
di Matteo Ferri
per Tuttoc.com

Il dato è tratto - La gioventù in panchina: la C preferisce l'esperienza

Il famigerato valzer delle panchine è ormai vicino alla conclusione e, con l’occasione, possiamo tracciare un primo bilancio delle scelte delle squadre di Lega Pro, concentrandoci su due aspetti: il turnover degli allenatori e l’età media di chi guiderà le 60 protagoniste del prossimo campionato.

Partiamo dalle caselle vuote. Il 13 luglio di un anno fa, le squadre ancora senza guida tecnica erano due: la Triestina (allora più interessata alle mere questioni di sopravvivenza che non alla costruzione di rosa e staff) e il Foggia, che pochi giorni dopo avrebbe ufficializzato il ritorno di Delio Rossi. Anche quest’anno le caselle vuote sono due, una la occupa nuovamente il Foggia, – che, però, stavolta è giustificato dal fatto di dover attendere la riammissione prima di poter mettere sotto contratto qualcuno – l’altra il Cosenza, alle prese con una delle estati più difficili della storia recente del club, tra infinite trattative per il passaggio di proprietà e i ricorsi al TAR per l’utilizzo dello stadio.

Lo scorso anno, 27 dei 58 allenatori erano nuovi a fronte di 31 conferme mentre quest’anno il dato è invertito e i nuovi sono 30. Un ricambio più ampio, dunque, ma che va letto insieme al secondo indicatore: l'età media. Qui il dato evidenzia un quadro meno scontato. Un anno fa i confermati avevano un'età media di 50,6 anni contro i 46,8 dei nuovi arrivati, quasi quattro anni di differenza che raccontavano un mercato in cui il cambio di guida tecnica coincideva, nella maggioranza dei casi, con un ringiovanimento. Quest'anno i confermati salgono a 52,5 anni e i nuovi a 49,5: crescono entrambi, ma soprattutto si avvicinano, riducendo il divario a tre anni tondi. Il turnover, insomma, non è più sinonimo di svecchiamento come un anno fa: chi arriva ex novo in panchina somiglia sempre di più, anagraficamente, a chi resta.

Sull'età media complessiva (che arriva quasi a 51 anni, contro i 48,8 dell’anno scorso) del campionato pesano alcuni casi che meritano una menzione a parte. Attilio Tesser (68 anni, Reggiana) e Serse Cosmi, confermato alla Salernitana e coetaneo di Tesser, sono i profili più esperti chiamati a guidare due delle piazze con l'ambizione dichiarata di tornare in Serie B. Sul fronte opposto, Alessandro Formisano (35, al Savoia dopo l'esperienza tutt’altro che esaltante al Livorno) e Leandro Greco (39, che a Crotone avrà il compito di proseguire sul solco tracciato da Emilio Longo) sono gli innesti più giovani tra le nuove scelte. Resta un caso a sé Paolo Indiani, 71 anni, confermato al Grosseto: il decano assoluto delle panchine di Lega Pro.

Un ultimo dato completa il quadro, ed è quello dell'esperienza pregressa in panchina. Su trenta nuovi allenatori, sei — Ledian Memushaj (Altamura), Nicola Beati (Atalanta U23), Alessio Gambirasio (Giana Erminio), Roberto Musso (Cittadella), Antonio Giosa (Pergolettese) e Andrea Gennari (Vis Pesaro) — non hanno mai guidato una prima squadra in carriera: il 20% del totale, un debuttante ogni cinque nuovi arrivi. Tutti provengono dallo stesso percorso, quello del vice o del tecnico di settore giovanile promosso alla responsabilità piena. Accanto ai debuttanti, un altro filo racconta la stessa Serie C come bacino di recupero per chi era rimasto fermo. Massimo Rastelli riparte dal Bari dopo quasi tre anni di inattività, Marco Zaffaroni dall'AlbinoLeffe dopo un anno e mezzo, Daniele Bonera dalla Pro Vercelli nello stesso arco di tempo. Il rientro più sentito è però quello di Cristiano Lucarelli, che torna a guidare il Livorno otto anni dopo un'esperienza in Serie B chiusa in dieci partite: la stessa piazza che nel 2004 lo aveva incoronato capocannoniere di Serie A.

Da un lato i debuttanti, dall’altro gli allenatori che rientrano dopo pause più o meno lunghe e nel mezzo tanti volti già noti a chi segue la Lega Pro. Il dato finale parla di un’età media dei tecnici più alta rispetto ad un anno fa, nonostante un turnover leggermente più marcato in confronto alla scorsa stagione. Un aumento in controtendenza con il trend della tanto vituperata Serie A (passata dai quasi 52 anni di media della stagione 2022/23 ai 49 dell’attuale) e che stride un po’ con il concetto di Serie C come palestra per i giovani. Insomma, almeno in panchina, la terza serie preferisce ancora l’esperienza.