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Parravicini: "Pressione enorme per il Brescia, Renate la sorpresa in negativo"

autore
Antonino Sergi
Fonte: intervista di Raffaella Bon
Oggi alle 21:00Interviste TC
autore Antonino Sergi
20.10.2026 21:00Interviste TC
Maurizio Del Conte Photographer
Maurizio Del Conte Photographer

Proseguono gli esoneri in Serie C, ormai una consuetudine specie nelle ultime settimane. A tal proposito e non solo, ai microfoni di TuttoC.com, ha parlato l'ex allenatore di Renate e Pro Sesto Francesco Parravicini: "Ben quindici esoneri, ma è una cosa che ormai non sorprende più, perché rappresenta uno dei mali del nostro calcio. È sinonimo di poca programmazione e di poca cultura del lavoro. Spesso gli allenatori vengono scelti per dinamiche lontane dal campo, legate soprattutto a situazioni extracampo. C'è poca lucidità e poco equilibrio nei momenti di difficoltà. Un allenatore diventa bravo o scarso in base al risultato di una singola partita. Anche l'avvento dei social è stato determinante in negativo, perché spesso le società si lasciano condizionare da quello che leggono sulle piattaforme social, dove gli allenatori vengono molto spesso massacrati".

Gli allenatori stanno diventando sempre più il capro espiatorio delle società?
"Sì, gli allenatori stanno diventando sempre più dei capri espiatori e penso che questa sia un’altra caratteristica negativa del nostro calcio. A partire dalla Serie A, assistiamo a un vero e proprio gioco al massacro nei confronti di allenatori molto bravi, tecnici che sanno migliorare le proprie squadre, che lavorano sul campo e che sono capaci di far crescere i giocatori, soprattutto quelli più giovani. Spesso, però, questi allenatori vengono massacrati, fatti passare per degli zimbelli e non vengono messi nelle condizioni di lavorare con la necessaria continuità. Tutto questo, sicuramente, non aiuta il nostro calcio a migliorare".

Con questi continui cambi in panchina, ha ancora senso parlare di programmazione?
"Ma abbiamo casi in Italia dove è evidente una programmazione e i risultati, poi, sono evidenti e positivi. In gran parte dei casi, invece, è evidente che non c’è programmazione, c’è molta improvvisazione e si vive alla giornata. E questa è un’altra caratteristica molto negativa del nostro calcio".

Il Brescia è reduce dalla sconfitta contro la Giana Erminio. Cosa non sta funzionando nella squadra di Corini?
"Il Brescia, nel girone A, ha una pressione enorme, perché è obbligato a vincere questo campionato. Come in tutte le discipline, quando si gioca con la pressione addosso, la pressione sposta gli equilibri. Il Brescia, quindi, ha questa pressione enorme sulle spalle e sta un po’ pagando questa situazione in questo inizio di campionato. Sono però sicuro che la rosa abbia tutti i mezzi per riuscire a vincere il campionato. Anche lo staff tecnico è di primissimo livello e ha tutte le qualità necessarie per raggiungere l’obiettivo".

Secondo lei, Corini ha bisogno di tempo oppure è necessario cambiare qualcosa?
"Ma come dicevo nelle domande precedenti, in questi momenti serve grandissima lucidità, grandissimo equilibrio. Penso e mi auguro che il Brescia, come società, abbia la forza di dare fiducia a un allenatore molto preparato come Corini e, con lui, a tutto il suo staff".

Guardando i tre gironi, quale squadra la sta deludendo maggiormente?
"Sicuramente una squadra che mi ha sorpreso in negativo, almeno fino a questo momento, è il Renate. All’inizio del campionato nessuno si aspettava che potesse partire in questo modo, perché ha una rosa importante ed è una squadra forte, molto simile a quella dello scorso anno. È partita con un allenatore che considero molto bravo e preparato, come Gattuso. Ovviamente, dall’esterno non si possono conoscere le motivazioni di questo avvio difficile, ma sicuramente il Renate ha sorpreso in negativo in queste prime giornate di campionato. Tuttavia, ha ancora tutto il tempo per risollevarsi e invertire la rotta".

In positivo invece?
"Sicuramente le squadre che mi hanno sorpreso di più sono due: una nel Girone A, il Cittadella, che sta facendo veramente un percorso inaspettato in questo inizio di campionato, e l’altra nel Girone C, il Potenza, che sta davvero sorprendendo tutti".

La Serie C sta crescendo dal punto di vista tecnico oppure vede ancora troppe difficoltà?
"Penso che la Lega Pro segua un po’ il trend di tutte le altre categorie, a partire dalla Serie A. Oggi vediamo squadre sicuramente più organizzate dal punto di vista tattico rispetto a qualche anno fa. Per quanto riguarda invece la qualità del singolo giocatore, secondo me c’è stata una decrescita. Questo, però, non riguarda soltanto la Lega Pro, ma parte dal massimo campionato italiano, ovvero la Serie A. Quindi, dal punto di vista tattico, sicuramente le squadre sono più organizzate, ma è evidente che, rispetto a qualche anno fa, ci sia meno qualità individuale. Un discorso che, come detto, riguarda tutto il calcio italiano, a partire proprio dalla Serie A".

C'è qualche giovane che l'ha particolarmente colpita e che potrebbe fare il salto di categoria?
"Dico Luca Lupano, ma non mi ha sorpreso, perché l'ho allenato per un anno e mezzo a San Giuliano ed è un ragazzo che ha tutto per fare un'ottima carriera. Penso che lui sia un po' lo specchio di questo calcio che funziona poco in Italia, perché è un ragazzo che fino all'anno scorso giocava in Serie D e, secondo me, erano già diversi anni che meritava di giocare tra i professionisti. Ci è arrivato soltanto quest'anno".

Fonte: intervista di Raffaella Bon

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