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Il fatto della settimana - Hollywood o Serie C? La magia di Ronaldinho torna in campo. E Matt Rizzetta rilancia il progetto Napoli

autore
Valeria Debbia
per Tuttoc.com
Oggi alle 00:00Il Punto
autore Valeria Debbia
25.10.2026 00:00Il Punto
A Ravenna il ritorno del Pallone d'Oro ha finalmente una data: 15 novembre, contro il Forlì. A Campobasso, invece, il presidente Matt Rizzetta conferma che l'operazione Napoli resta nel portfolio del suo gruppo.

Ci sono settimane in cui la Serie C si racconta attraverso un gol al 90', una panchina che salta o una partita che può cambiare una stagione. E poi ci sono settimane come quella appena trascorsa, in cui il campionato si ritrova improvvisamente dentro un copione che sembra scritto da uno sceneggiatore con una certa passione per gli effetti speciali.

Da una parte Ronaldinho, il campione brasiliano capace di far innamorare milioni di appassionati, pronto a tornare in campo con la maglia del Ravenna. Dall'altra Matt Rizzetta, presidente del Campobasso, che continua a tenere viva l'ambizione di arrivare al Napoli di Aurelio De Laurentiis. Benvenuti a Hollywood-C, dove la terza serie italiana scopre una dimensione decisamente cinematografica.

Ronaldinho, il Pallone d'Oro che riporta la magia in Serie C

Il primo ciak arriva dalla Romagna. Il Ravenna ha ufficializzato il 23 ottobre quello che fino a qualche mese fa sembrava un progetto difficilmente immaginabile: Ronaldinho tornerà a giocare una partita ufficiale il 15 novembre, alle 17.30, allo stadio Bruno Benelli, nel derby contro il Forlì.

A 46 anni, il fuoriclasse brasiliano si prepara dunque a indossare nuovamente gli scarpini per una partita di campionato. L'ultima apparizione ufficiale risale al settembre 2015, quando vestiva la maglia del Fluminense, mentre il ritiro era arrivato ufficialmente nel 2018. Sono passati oltre dieci anni dall'ultima partita, ma evidentemente la voglia di stupire non è finita.

L'operazione era stata annunciata in estate dal presidente Ignazio Cipriani e aveva già attirato l'attenzione internazionale. Ronaldinho non è soltanto un nome da inserire nella locandina di una partita: ha anche acquisito una partecipazione nel club giallorosso. Un'operazione che va quindi oltre la semplice presenza celebrativa e che punta a portare attenzione, pubblico e visibilità attorno alla squadra e alla città.

La scelta del derby contro il Forlì rende tutto ancora più particolare. Non una passerella qualsiasi, ma una partita sentita, con una rivalità territoriale e un pubblico che avrà un motivo in più per riempire il Benelli. Il Ravenna, del resto, non è soltanto una squadra che cerca visibilità: è anche una delle protagoniste del Girone B, attualmente seconda alle spalle dello Spezia (in attesa di Grosseto-Reggiana).

Resta naturalmente da scoprire quale sarà il contributo effettivo del brasiliano sul terreno di gioco. Minutaggio e modalità del suo impiego sono un'altra questione. Ma il risultato mediatico è già raggiunto: per qualche giorno la Serie C è tornata sulle pagine sportive internazionali grazie a uno dei calciatori più amati degli ultimi venticinque anni.

Rizzetta, da Campobasso alla partita da oltre due miliardi

Se a Ravenna il protagonista è un Pallone d'Oro, a Campobasso il copione assume invece i contorni di una trattativa da kolossal.

Matt Rizzetta, imprenditore italoamericano e presidente del Campobasso, è tornato al centro dell'attenzione per il suo interesse nei confronti del Napoli. Un progetto che coinvolge anche il Napoli Basket, del quale è presidente, e che punta alla costruzione di una realtà sportiva di ampio respiro, sul modello delle grandi polisportive internazionali.

A riportare la vicenda sotto i riflettori sono state le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis del 22 ottobre. Il presidente azzurro ha raccontato di avere ricevuto, attraverso Rizzetta e alcuni fondi da lui rappresentati, una proposta per la cessione del Napoli superiore ai due miliardi di euro, quantificata in 2,2 miliardi.

Secondo il racconto di De Laurentiis, l'operazione risalirebbe a circa un anno prima: una parte della cifra sarebbe stata versata alla firma e il resto nell'arco dei tre anni successivi. Il presidente azzurro ha spiegato che la due diligence non era mai partita e che non erano arrivate le garanzie richieste, anche perché il suo ruolo sarebbe stato progressivamente ridimensionato fino a diventare quello di presidente onorario.

La conclusione, almeno per il momento, è stata netta: il Napoli non è in vendita. Ma Rizzetta non sembra intenzionato ad archiviare definitivamente il progetto. Proprio il 22 ottobre, durante una conferenza stampa a Campobasso, ha spiegato che l'operazione napoletana resta nel portfolio delle iniziative del suo gruppo, aggiungendo di sperare che le sue dichiarazioni non abbiano destabilizzato l'ambiente molisano.

Una frase che, da sola, racconta parecchio della settimana.

Tra grandi ambizioni e problemi di campionato: la doppia partita di Rizzetta

C'è infatti un'altra partita che Rizzetta deve continuare a giocare, ed è quella del Campobasso. Nella stessa conferenza stampa il presidente ha affrontato la situazione della squadra, riconoscendo che il dodicesimo posto - attualmente è undicesimo grazie al successo corsaro sul campo dall'Atalanta U23 - era al di sotto delle aspettative e chiamando in causa anche gli infortuni.

Ha parlato della necessità di intervenire sulla rosa, annunciando l'intenzione di aggiungere due tesserati, e ha ribadito la fiducia nell'allenatore Mangia (appena tornato sulla panchina dopo una lunga squalifica di sei giornate). Ha inoltre escluso che il Campobasso sia in vendita, pur rimandando a fine stagione una valutazione sulla propria permanenza alla guida del club.

Ecco allora il lato più interessante della vicenda: mentre il nome del presidente del Campobasso viene accostato a un'operazione che coinvolge una delle società più importanti del calcio italiano, la realtà quotidiana dei Lupi resta quella della Serie C. Ci sono una classifica da migliorare, una squadra da rinforzare e una piazza che pretende risposte.

Due dimensioni che convivono nella stessa figura: quella dell'imprenditore che guarda a un progetto internazionale e quella del dirigente chiamato a occuparsi delle esigenze di un club di terza serie.

La Serie C diventa un palcoscenico internazionale

Ronaldinho a Ravenna e Rizzetta tra Campobasso e Napoli. Due storie differenti, accomunate da un elemento: la capacità della Serie C di diventare, almeno per qualche giorno, qualcosa di molto più grande del campionato che si disputa ogni fine settimana.

Non è una novità assoluta che la terza serie attragga investitori, personaggi conosciuti e progetti ambiziosi. Ma è significativo che due vicende così diverse abbiano trovato spazio nella stessa settimana, portando il nome di società di Serie C dentro il circuito dell'informazione sportiva internazionale.

C'è chi punta sulla forza evocativa di un campione mondiale, chi immagina una rete di società sportive e chi prova a costruire un modello imprenditoriale capace di superare i confini del singolo club. Marketing, finanza, identità territoriale e calcio giocato si intrecciano sempre più spesso.

Naturalmente, poi, arriva il momento in cui i riflettori si spengono e bisogna tornare a fare i conti con il campo. Il 15 novembre il Benelli dovrà accogliere davvero Ronaldinho. A Campobasso, invece, le ambizioni imprenditoriali non potranno sostituire i punti necessari per risalire la classifica.

Perché Hollywood può anche scegliere la Serie C come set, ma il finale di ogni stagione continua a essere scritto con vittorie, pareggi e sconfitte.

E in questo campionato, dove a volte sembra possibile passare dalla provincia al grande cinema nel giro di 48 ore, il vero spettacolo resta sempre quello che si consuma nei 90 minuti.

per Tuttoc.com

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