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ESCLUSIVA TLP - Monza, Grauso: "Il primo posto? Pensavo ci saremmo rimasti a lungo. Ma nelle prossime quattro gare..."TUTTOmercatoWEB
Claudio Grauso
© foto di Flavio Mazzoleni/Monza-News.it/TLP
giovedì 5 dicembre 2013, 21:00Interviste TC
di Valeria DEBBIA
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Monza, Grauso: "Il primo posto? Pensavo ci saremmo rimasti a lungo. Ma nelle prossime quattro gare..."

E' un ruolino di marcia deludente quello del Monza nelle ultime cinque gare: dopo aver raggiunto il primato in classifica, la squadra di mister Antonino Asta ha raccolto tre pareggi e due sconfitte, che l'hanno allontanata dalla vetta. Ora sono sette i punti che la dividono dalle due capolista, Santarcangelo e Bassano. E a tre lunghezze c'è l'abisso dei Dilettanti. Il campionato è ancora molto lungo, eppure tra i brianzoli - comunque falcidiati nelle ultime due settimane da infortuni ed acciacchi di varia natura - sembra che qualcosa non funzioni più come una volta. Ma il capitano biancorosso Claudio Grauso - in questa intervista esclusiva rilasciata a TuttoLegaPro.com - ha chiara la rotta: "Nonostante tutto, se dovessimo far bene le prossime quattro partite potremmo ritrovarci a Natale in un'ottima posizione di classifica e qualificati alla semifinale di Coppa Italia Lega Pro". Quindi bando ai musi lunghi, visto che la classifica è sempre in divenire: "Alle spalle abbiamo tre-quattro avversarie che sicuramente rientreranno tra le prime otto e qualcuna dovrà lasciar loro spazio. Ma credo che non saremo noi" assicura il centrocampista.

Claudio, cinque partite senza vittorie: qualcosa si è inceppato?
"I numeri parlano chiaro: è la prima volta da quando sono qua che per cinque partite non vinciamo in campionato, anche se in mezzo c'è stata la gara di Coppa Italia dove abbiamo raccolto un successo contro l'Entella. E' stato tutto un insieme di fattori, ma probabilmente non stiamo giocando il miglior calcio".

Dopo aver raggiunto la vetta c'è stato un periodo declinante.
"Ci siamo ritrovati primi in classifica, poi abbiamo giocato col Castiglione in casa e avremmo meritato di vincere viste le numerose occasioni create. A Crema è stata una partita che abbiamo veramente sbagliato, ma nell'arco di un campionato ci sta: anche l'anno scorso a Savona ci è capitato. Contro il Mantova abbiamo giocato una buona gara, ma siamo stati sfortunati. Poi a Bassano - in emergenza di uomini - abbiamo incontrato la capolista che in casa aveva sempre vinto, mentre noi avevamo sempre subìto gol, portando via un punto e facendo la partita che volevamo fare. Domenica scorsa a Sassari contro la Torres ce l'abbiamo messa tutta e se avessimo vinto avremmo visto il bicchiere mezzo pieno: una squadra ancora in emergenza che col cuore ha raggiunto i tre punti, invece abbiamo pareggiato rischiando persino di perdere e quindi si è visto doppiamente il bicchiere mezzo vuoto".

E' innegabile infatti che la rosa è contata, essendoci molti infortunati ed acciaccati.
"E' vero che siamo un gruppo numeroso, ma quando ti vengono a mancare la metà dei giocatori - nonostante riponiamo la massima fiducia in tutti - è normale che qualche meccanismo salti. Io credo che, nonostante tutto, se dovessimo far bene le prossime quattro partite potremmo ritrovarci a Natale in un'ottima posizione di classifica e per di più in semifinale di Coppa Italia Lega Pro (basterà un pareggio a Vicenza nel match di mercoledì 11 dicembre, ndr). Non credo sia da buttare ciò che stiamo facendo, anche se in questo periodo si tende a vedere nero perché non stiamo esprimendo un gran calcio".

Tornando alla gara contro la Torres, nel post-partita mister Cari ha dichiarato: "Abbiamo giocato contro una squadra che insieme al Mantova e all'Alessandria è considerata una delle più forti, ma l'abbiamo annientata". Parole forti...
"In generale non è stata una gran partita, non si è visto un calcio spettacolare. C'erano delle attenuanti, come il vento e il campo non perfetto, ma credo che loro debbano ritenersi soddisfatti del punto: è vero che hanno sbagliato un rigore e che alla fine potevano vincere, ma fino al 90' io dal campo non ho mai avuto l'impressione che potessero metterci seriamente in pericolo. Quando hanno sbagliato il rigore, i loro tifosi hanno iniziato ad andarsene e già era iniziata la contestazione. E' stato un punto che ha portato del rammarico, così come soddisfazione per entrambe. Bisogna sempre capire se si vogliono vedere le cose in positivo o in negativo".

Forse sentite addosso troppo la pressione di essere considerati i favoriti, visto il campionato vinto sul campo l'anno scorso, o forse le altre squadre hanno iniziato a conoscervi?
"Secondo me non c'è un unico motivo. Se devo essere sincero, quando siamo andati in testa alla classifica, dentro di me ho pensato che ci saremmo rimasti fino alla fine. Anche l'anno scorso nel girone d'andata abbiamo avuto qualche battuta d'arresto e qualche passaggio a vuoto: io credo molto nei cicli che si ripetono. D'altronde l'allenatore è lo stesso, la preparazione anche... Daremo il meglio di noi anche nel girone di ritorno, ma ci sono due fatti da tenere in considerazione".

A cosa ti riferisci?
"Ciò che mi balza all'occhio rispetto alla scorsa stagione è che ci manca il giocatore più determinante sia in fatto di gol sia in fatto di carisma: mi riferisco a Gasbarroni, che riusciva a tenere bloccate le avversarie in fase offensiva - cosicché ci attaccavano con meno uomini - e spostava tutta l'attenzione su di lui in fase difensiva, lasciando così molto più spazio a Finotto e Vita, che erano più liberi di esprimersi. Senza di lui si innescano una serie di meccanismi: le altre squadre ci temono di meno, ci attaccano con più uomini. I giocatori che l'anno scorso riuscivano a liberarsi col raddoppio su Gas sono a loro volta raddoppiati e le difficoltà aumentano".

L'altra problematica, invece, a cosa è legata?
"L'anno scorso qualsiasi cosa avessero fatto i nostri giovani era vista come positiva e comunque avevano fatto tantissimo. Quest'anno questo "tantissimo" sembra venga valutato come non abbastanza. Devono fare sempre di più. Ci può quindi essere maggiore pressione, ma io dico sempre che fa parte del calcio, così come della vita in generale. Gli uomini forti sono quelli che la sopportano. E' chiaro che ci sono squadre condannate a vincere: vedi chi gioca nel Real Madrid. Bisogna abituarsi subito".

Al di là della difesa che ha difficoltà a mantenere la propria porta inviolata, si nota che nelle ultime partite anche gli attaccanti non vanno in rete: l'ultimo gol di un attaccante risale alla gara col Mantova ed è stato siglato da Alex Fisher. Davide Sinigaglia non segna da fine ottobre nella gara vinta a Cuneo per 3-2.
"Stiamo invertendo la rotta: siamo stati fino a un mese fa una squadra che faceva tre o quattro gol a partita e ne prendeva altrettanti. Ora abbiamo trovato un equilibrio difensivo, ma siamo molto meno pericolosi davanti. Siamo come una macchina che sta cercando l'assetto migliore. Prima o poi arriveremo alla quadratura del cerchio. Per quanto riguarda i singoli devo ripetermi: abbiamo tanti uomini non al meglio. Tutto ciò non per un fattore di preparazione - nessuna responsabilità dello staff atletico e medico! - ma perché si prendono botte e si gioca su campi non al meglio delle condizioni. Tu hai citato Sinigaglia e anche lui convive con qualche dolore da un po' di tempo".

Siete nelle prime otto in classifica - quelle che avrebbero accesso alla Lega Pro unica - e delle altre sette, due non le avete ancora affrontate (Santarcangelo e Renate, ndr) mentre avete vinto solo con la Virtus Vecomp Verona.
"Quando l'anno scorso pareggiavamo le partite facili sentivo commenti negativi, mentre poi andavamo a vincere le partite più difficili. Così quest'anno abbiamo perso tanti punti con squadre di medio-bassa classifica. Ricordo comunque che non è ancora delineata: alle spalle abbiamo tre-quattro avversarie che sicuramente rientreranno tra le prime otto, quindi qualcuna dovrà lasciar loro spazio. E credo che non saremo noi".

Domenica al Brianteo arriverà il Forlì, forte di una vittoria importante colta contro il Rimini.
"Se quando affronti una partita, la guardi dall'ottica dell'avversario è sempre uno stimolo: se arrivano da una vittoria sembra che sono sulla cresta dell'onda, mentre se hanno perso si dice che hanno il dente avvelenato e che si devono riscattare. E gli altri dicono lo stesso di te. Concentriamoci quindi su noi stessi. Noi vogliamo riscattarci".

Nelle ultime due trasferte siete andati sotto la Curva per dei chiarimenti coi vostri tifosi. Che tipo di messaggio vuoi che passi tra di loro?
"Contro il Bassano ci hanno chiamato ed è stato giusto ascoltare quanto avevano da dirci. E' ricapitato a distanza di una settimana e siamo tornati ad ascoltarli proprio perché si erano sobbarcati moltissimi chilometri da Monza a Sassari, oltre ad aver speso tanti soldi per quella trasferta. Quello che voglio dir loro è che non diventi un'abitudine. Anche per non dare all'opinione pubblica l'appiglio per dire che ci sono problemi. Noi siamo sempre a loro disposizione al Monzello. Sono i benvenuti, lontani da occhi indiscreti. A fine partita loro hanno la rabbia perché avrebbero voluto vedere qualcos'altro, mentre noi abbiamo l'adrenalina del momento e si rischiano malintesi. Io credo che loro sappiano che tipo di ragazzi siamo e noi siamo contenti di loro. Andiamo avanti tutti per la stessa strada".

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