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Top & Flop di Carrarese-GrossetoTUTTOmercatoWEB.com
Abdou Doumbia, TOP Carrarese
© foto di Andrea Rosito
domenica 19 settembre 2021 21:05Girone B
di Francesco Moscatelli
per Tuttoc.com

Top & Flop di Carrarese-Grosseto

Minuto 26, un pallone vagante finisce sulla corsia di destra, cross e tiro al volo di Cretella sul secondo palo. Tutto fa supporre una domenica uguale alle altre. Troppo timorosa questa Carrarese in cerca di un segnale cui aggrapparsi, troppo distratta nei disimpegni, troppo evanescente in un attacco che guarda con nostalgia foto ormai ingiallite di Big Mac e Tavano. Sembra la "solita" Carrarese, vittima questa volta di un Grosseto ordinato (ma queste costruzioni dal basso...quanti rischi inutili!) e molto propositivo sulle corsie laterali. Invece, forse, c'è un allenatore che sta imparando un lavoro difficile, complesso, a volte beffardo. E allora la ripresa consegna una squadra azzurra che, senza atteggiamenti troppo garibaldini, provano a spingere sempre con più costanza. Il resto lo fanno i singoli, che tutto sommato sotto le Apuane ci sono sempre: Galligani (suo un sinistro sul secondo palo per il momentaneo pareggio), Mazzarani finchè ha avuto fiato, Doumbia (suo il colpo di testa su calcio d'angolo per il 2-1 finale) che, da centrale, sembra meglio che da esterno, reparto nel quale, peraltro, c'è un'abbondanza che il Grosseto non può al momento vantare. Un Grosseto che, se fosse entrato quel colpo di testa di Siniega sul finale, avrebbe portato a casa un pareggio divertente e non del tutto immeritato. Ma, per una volta, per la prima volta quest'anno, il cuore azzurro ha pulsato una volta di più. Basta questo, per ora. Per il gioco di squadra, per la continuità nel corso della gara, per la stabilità di un impianto tattico, ci saranno altre occasioni. Ne possono bastare trentaquattro?

Vediamo ora coloro che, a nostro avviso, sono risultati essere i migliori e i peggiori nel match disputato nel pomeriggio odierno allo stadio "Quattro Olimpionici Azzurri" di Carrara. 

TOP:

Di Natale e i cambi (Carrarese): solo il tempo potrà dire se Di Natale sia davvero un allenatore a tutto tondo, capace di superare le difficoltà gestionali proprio come aggirava i mastini delle migliori difese italiche. Questo round, però, è tutto suo. Capisce che è ora di rischiare presentando una Carrarese atipica, con un centrocampo a rombo e un attacco leggero leggero, senza quasi punti di riferimento. Un esperimento che paga fino ad un certo punto, anzi poco: all'intervallo realizza che è ora di un mezzo passo indietro e l'inserimento di Doumbia da un lato rimette la squadra in una sua zona più confortevole, dall'altra spariglia ancora una volta le carte sorprendendo un Grosseto che, da quel momento, in poi, perde le briglie della partita. Tiene Galligani e non Energe e questa è un'altra mossa alla fine azzeccata, così come l'inserimento di Pasciuti che da titolare buca a volte la propria prova ma che, a partita in corso, sa essere elemento decisivo anche solo con i calci piazzati. Già, i calci piazzati: quante gare vengono decise ogni domenica da questo tipo di situazioni? Bene Kalaj (vedi sotto), mentre Vettorel alterna gli ormai consueti miracoli a episodi che malcelano forse un eccesso di sicurezza (ma se non a ventun anni, quando?). Figoli playmaker e non mezzala è opzione rivedibile: intanto è una possibilità in più, non è stato un esperimento a casaccio figlio della disperazione più nera. Ancora da costruire, ma le vie che portano al successo, se non infinite, devono essere molteplici. PER STASERA (E PER TUTTA LA SETTIMANA) VA BENE COSI'

Il gol di Cretella (Grosseto): bel gesto tecnico, un tiro al volo sul secondo palo che sa di coordinazione, tempismo e fiuto del gol. E anche tanta motivazione, se è vero che il grossetano doc aveva promesso una rete da dedicare a Gigi Ambrosio, già giocatore biancorosso e poi tifoso e cultore della passione verso la squadra. Una storia interessante quella di questo mediano ventisettenne che sta crescendo di pari passo con la sua società di cui ormai è bandiera riconosciuta. Un cammino mano nella mano, tra inciampi e balzi in avanti, dall'Eccellenza fino a gol di ottima fattura negli stadi della Terza serie. Bene l'approccio di diversi uomini, da Semeraro a Raimo che nel primo tempo ha ben imbrigliato Galligani, poi la ripresa ha sporcato la pagella di tutti, nessuno escluso. TECNICA, CORAGGIO E TANTO CUORE

FLOP:

Marino (Carrarese): tra il pallone spazzato non quel tanto che basta per il cross a Cretella e il qui-pro-quo con Vettorel, l'esperto centrale difensivo ne combina di ogni incappando nella classica giornata-no. Ma il curriculum parla chiaro e, tra sette stagioni in B e un pomeriggio ballerino, c'è da pensare che sia quest'ultimo ad essere menzognero. Archiviato questo personale, innocuo passaggio a vuoto, sarà interessante vedere come può affinarsi l'intesa con Kalaj, altro ex di turno apparso invece già davvero in palla e concentratissimo per tutti i novantatre minuti di gioco. Davanti a Vettorel un muro che può essere perfetto mix tra gioventù esplosiva e rassicurante esperienza: ora c'è solamente bisogno di risultati che fortificano la fiducia. La sostituzione di Energe non deve essere vista come una bocciatura per l'ex-Afragolese: anzi, tra lui e Galligani aveva fatto qualcosina in più il classe 2000. Lui esce, l'altro resta. Quello che sembrava ai più -e forse anche a noi che scriviamo- una forzatura, non lo è stato per il tecnico Di Natale. Tabellino alla mano, ne sapeva più lui. IMPACCI INASPETTATI

Una partita double face (Grosseto): chissà cosa succede nelle segrete stanze di uno spogliatoio. Spesso sono proprio in quei corridoi a cavallo delle due frazioni di gioco a riscrivere canovacci che sembravano consolidati. Così, mentre la Carrarese è rientrata negli spogliatoi con altro piglio, i maremmani hanno fin dalle prime battute della ripresa lasciato campo agli avversari, allargando le maglie soprattutto a centrocampo. E non è un caso che l'ex-Galligani abbia avuto tutto il tempo di confezionarsi un gol "su misura", cercando la mattonella migliore per produrre il tiro più mortifero, la conclusione più letale, la stoccata che riporta le lancette al minuto 1. E anche il seguito ha visto una squadra che ha fatto fatica a cambiare verso ad un vento che dopo il pareggio soffiava contrario. Una constatazione che non deve permettere di dimenticare due episodi significativi: il fallo fischiato a Moscati su presunta carica a Vettorel (l'arbitro ha giudicato il pallone già nelle mani del portiere locale) e il colpo di testa di Siniega nel finale che chiama al miracolo lo stesso estremo difensore gialloazzurro. Due lampi all'interno di un tempo in cui è mancata l'intensità del primo. In riferimento ai singoli, poco apporto da Arras e, al di là dell'episodio da moviola, anche dal collega di reparto Moscati. SCONFITTA TROPPO SEVERA, MA CALO FISICO EVIDENTE

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