INTERVISTA TC - Ciccone: "Alessandria? Per mesi parlato di tutto fuorché di calcio"
Valeria Debbia
Il girone di andata è terminato e le forze in campo si possono dire già delineate, tra sorprese e delusioni e situazioni societarie complesse: per una analisi di quanto sta accadendo in terza serie e quanto potrà accadere è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com l'esperto direttore sportivo Michele Ciccone, il quale vanta un curriculum di tutto rispetto avendo lavorato nell'area tecnica di Bari e Vicenza (in Serie B), Genoa (in Serie A), ma anche con Campobasso (dove colse una salvezza insperata prima della scomparsa della società molisana) e Carrarese (con la conquista dei playoff per la B nel 2017/18 e l'eliminazione solo da parte del Pisa, poi promosso, ma valorizzando dei giovani forti provenienti dalla Primavera). Tra le varie plusvalenze accreditabili al navigato dirigente ci sono - tra le altre - quelle legate a giocatori del calibro di Mandragora, Izzo, Acerbi, Criscito e Fedato.
Direttore, partiamo dal Girone A e dal titolo virtuale di campione d'inverno strappato dal Mantova. Quali le squadre che più l'hanno soddisfatta e quelle da cui si sarebbe aspettato di più?
"Faccio i miei complimenti al Mantova che sta facendo un campionato straordinario, unitamente al Padova dell'amico Torrente. Ha fatto meno il Vicenza, anche considerate le potenzialità economiche del presidente Rosso: penso si possa identificare come la delusione delle squadre di vertice".
Si è dato una spiegazione di ciò che sta accadendo a Vicenza?
"È una situazione molto strana se pensiamo a tutto ciò che mette a disposizione il presidente Rosso: sulla carta, in considerazione di ciò, avrebbero dovuto essere la pretendente numero uno alla vittoria del campionato. Ed invece sono Mantova e Padova ad aver dimostrato di potersela giocare fino in fondo".
E il Mantova è del tutto una sorpresa visto che viene da una riammissione dopo una dolorosa retrocessione in D.
"Si è presentata ai nastri di partenza da outsider e sta stupendo tutti".
Ha già parlato del Vicenza: quali le altre deluse del raggruppamento settentrionale?
"Ad Alessandria per 6-7 mesi si è parlato di tutto fuorché di calcio. La normale conclusione è quindi che la delusione totale è stata la squadra grigia. A partire dall'oramai ex presidente Enea Benedetto che ha dimostrato di essere un po' troppo sprovveduto. Anche se i danni più profondi all'interno del club mandrogno ci sono stati nel post Benedetto: con l'avvento di Corda ci sono stati altri problemi, perché lo stesso Corda ha cercato di accentrare su di sé tutte le mansioni in modo un po' troppo presuntuoso, cambiando guida tecnica anche senza validi motivi. D'altronde Banchini è un nome valido per la categoria, mentre Pirozzi mancava dalla Serie C da 17 anni, sua unica apparizione in terza serie. E la realtà dice che sono ultimi in classifica: la logica conseguenza di una sequela di esoneri e reintegri. Si rischia solo di diventare una barzelletta con questo modus operandi. Non dimenticando quanto occorso a Ciancio, un giocatore scomodo in quel contesto, che alla maglia tiene tanto vivendo in città ed essendone capitano.
Mi sento poi di nominare anche il Novara: partito male sotto la gestione Ferranti, nonostante abbia speso dei bei quattrini. Ora, però, con l'avvento di Lo Monaco, uno dei migliori manager presenti nel mondo del calcio, sono sicuro che si risolleverà e si salverà".
Passiamo al Girone B.
"Cesena è una realtà, con un allenatore che sa il fatto suo, è la pretendente numero uno per la vittoria finale. Ma dietro c'è una bella sorpresa come la Torres, che sta facendo un campionato straordinario. Poi non posso non citare la mia ex Carrarese. Sono dispiaciuto per piazze come Pescara e Perugia, che hanno accumulato un gap importante dalla vetta e a livello di blasone meriterebbero qualcosa in più: non hanno mantenuto le aspettative così come la Virtus Entella. Il presidente Gozzi ha fatto vedere un calcio importante a Chiavari, mentre quest'anno si è imbattuto in un'annata strana".
Altre delusioni di questo raggruppamento?
"La SPAL: non si può vedere una piazza del genere in quelle condizioni. Ma poi c'è da aprire una parentesi sul fanalino di coda Fermana: hanno voluto fare voli pindarici ad inizio stagione, affidandosi al dg Tubaldi. Ed ora i risultati negativi sono sotto gli occhi di tutti. La mia speranza è che possano rialzarsi: Fermo è una realtà che appartiene alla Serie C.
Purtroppo capita troppo spesso che nel mondo del calcio entrino figure senza vere capacità e poi a pagarne le conseguenze sono tifoserie passionali e piazze che soffrono per negligenze tecniche".
Chiudiamo col Girone C.
"La Juve Stabia sta facendo un cammino strepitoso, anche se potremmo dire che ha sorpreso un po' tutti più che altro perché, guardando i budget a disposizione di Benevento ed Avellino, io ero convinto che sarebbero state queste ultime due ad ammazzare il campionato. Ma non è stato così".
È l'ennesima dimostrazione che non sono i soldi che contano?
"È proprio così".
Torniamo alle protagoniste del raggruppamento meridionale che l'hanno piacevolmente colpita...
"La Casertana: sono stato colpito da come il presidente D'Agostino ha costruito la squadra, ha preso tutti giocatori di valori e va dato loro merito".
L'inizio è stato difficoltoso, ma nel lungo periodo i valori sono usciti.
"Esatto: la corretta analisi di quanto fatto dai rossoblù".
Ma c'è qualcun altro che vorrebbe citare in positivo?
"Sicuramente il Picerno del dg Greco, cui vanno i miei complimenti. Si stanno confermando come una solida realtà. Mentre sono sicuro che l'Avellino si riprenderà, con un dirigente esperto come Perinetti e con un presidente solido come D'Agostino. Se la giocheranno fino alla fine ai playoff. Poi non posso non citare un ottimo Eziolino Capuano a Taranto: onestamente solo lui poteva fare un campionato così straordinario, portando entusiasmo e riportando in massa i tifosi allo stadio. Per me è un ottimo allenatore".
Passiamo alle note dolenti?
"La delusione totale del Girone C è il Benevento del dt Carli. Ma non lo dico io, lo dicono i numeri. Col budget immenso che la Strega ha a disposizione si doveva fare molto di più: d'altronde con 12 milioni di euro lordi all'anno non si possono avere 12 punti di distacco dalla prima. Mentre in rapporto la Juve Stabia ha speso poche lire. A Benevento si deve solo vincere, con quelle cifre si doveva ammazzare il campionato. Dispiace poi per piazze come Catania e Foggia, due nobili decadute. Ma con l'avvento di Lucarelli penso che potranno risalire, la stessa cosa comunque auguro ai satanelli. Chiudo col Messina, il cui cammino negli ultimi anni mi sembra una lenta agonia".
Eppure il presidente Sciotto ha dichiarato di voler rinforzare la squadra per puntare ai playoff.
"Lo vedremo al mercato di riparazione. Io sono sicuro che Lo Monaco col Novara ci riuscirà perché conosce la materia, gli altri per me restano una incognita".


