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Fontana: "Arezzo-Ascoli può cambiare tutto. Playoff? Ho visto uscire anche le big"TUTTO mercato WEB
© foto di Stefano Scarpetti
Oggi alle 18:12Serie C
di Luca Bargellini

Fontana: "Arezzo-Ascoli può cambiare tutto. Playoff? Ho visto uscire anche le big"

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Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, l’allenatore Gaetano Fontana ha fatto il punto sui principali temi del campionato di Serie C: dalla situazione dei playout nei tre gironi alla corsa alla promozione, passando per la finale di Coppa Italia Serie C e la gestione della fase finale della stagione. Mister, partiamo dalla situazione playout nei tre gironi: nel Girone A in questo momento non si disputerebbero, nel Girone B solo uno, mentre nel Girone C è ancora tutto aperto. Come si spiega questo scenario? “È chiaro che ci sono state delle problematiche che hanno favorito questo tipo di situazione. Mi riferisco soprattutto alle penalizzazioni che hanno colpito alcune squadre nei vari gironi e che hanno inevitabilmente condizionato l’andamento del campionato. Penso al Girone A, al Girone C e anche al Girone B. Addirittura il Rimini è stato escluso e questo ha aggravato ulteriormente il percorso delle squadre. Però credo che sia una condizione davvero indicibile e insostenibile. Purtroppo ogni anno ci troviamo davanti a situazioni simili e ogni anno si dice che bisognerebbe fare qualcosa. Un mio vecchio maestro parlava dei ‘signori bisognerebbe’: quelli che dicono che bisognerebbe fare, ma poi non fanno”. Restando nel Girone C, il prossimo weekend potrebbe arrivare la promozione aritmetica del Benevento. Al di là dei meriti dei sanniti, tra le squadre che restano in corsa chi vede più attrezzata per tentare la scalata attraverso i playoff? “Mi incuriosisce molto il nuovo percorso del Catania, perché da poco è arrivato William Viali. Cercherà sicuramente di incidere in positivo per rendere la squadra altamente performante. L’inizio non è stato ottimale dal punto di vista del risultato, perché ha pareggiato in casa, ma si intravede già qualcosa, anche se il tempo a disposizione è stato poco. Per organico direi che il Catania è una squadra che può stare sopra alle altre, però nei playoff spesso i valori si annullano. Li ho vissuti sia da giocatore che da allenatore e so che può succedere di tutto. Ricordo diversi precedenti in cui squadre arrivate seconde sono state eliminate subito. In quel mini torneo è fondamentale come gestisci il tempo e le energie: stare fermi troppo a lungo dopo aver fatto un grande campionato non sempre rappresenta un vantaggio”. La prossima settimana ci sarà anche la finale di ritorno di Coppa Italia di Serie C tra Latina e Potenza. I pontini vivono un paradosso: possono vincere un trofeo ma allo stesso tempo essere ancora coinvolti nella lotta per evitare i playout. Come si gestisce una situazione del genere? “Credo che a questo punto sia giusto ragionare su entrambe le situazioni. È vero che esiste questo paradosso e che c’è il rischio di essere risucchiati nella zona playout, ma penso che abbiano le qualità per restarne fuori e per giocarsi eventualmente le proprie chance nei playoff se dovessero vincere la Coppa. Diventa difficile scegliere una strada sola, perché entrambe sono possibili. Per questo bisogna affrontare ogni partita con l’obiettivo di ottenere il massimo, senza fare troppi calcoli su quello che potrebbe accadere”. Spostiamoci nel Girone B, dove il prossimo weekend potrebbe essere decisivo lo scontro diretto tra Arezzo e Ascoli. Quanto può pesare questa sfida nella corsa alla promozione? “Cinque punti a poche giornate dalla fine sono tanti, però se l’Ascoli Calcio 1898 FC dovesse vincere potrebbe dare un colpo psicologico importante al campionato. È chiaro che stiamo parlando di ipotesi, perché l’Arezzo ha dimostrato di avere forza caratteriale. Dopo qualche risultato negativo è riuscito comunque a reagire e a vincere su un campo difficile come quello di Campobasso. L’Ascoli però, prima della sosta, era sicuramente la squadra più in forma e più fiduciosa. Questo è legato anche all’entusiasmo dell’ambiente: quando tutto viaggia nella stessa direzione diventa più facile alimentare il sogno. Se non dovesse riuscire a vincere il campionato, secondo me resta comunque una delle principali candidate alla vittoria dei playoff”. Chiudiamo con il Girone A: il Vicenza ha già conquistato la promozione diretta con largo anticipo. Per le inseguitrici che si preparano ai playoff può essere un vantaggio non avere più la pressione della promozione diretta? “Il rischio principale è che si abbassi troppo l’attenzione. Se non si mantiene la concentrazione negli impegni di campionato diventa poi difficile riattaccare la spina nei playoff. È vero che questo periodo può servire per trovare nuove soluzioni o dare spazio a chi ha giocato meno, in modo da avere più risorse nella fase finale. Però l’aspetto mentale resta determinante: se si molla sul piano della tensione e della motivazione, poi diventa complicato ritrovare quell’adrenalina che nei playoff ti porta spesso a fare qualcosa in più”.