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Salernitana, terzo posto che sa di occasione persa. E' tempo che Iervolino parli alla piazzaTUTTO mercato WEB
Danilo Iervolino
© foto di TuttoSalernitana.com
Oggi alle 08:49Serie C
di Luca Esposito

Salernitana, terzo posto che sa di occasione persa. E' tempo che Iervolino parli alla piazza

Si potrebbero dire tante cose sul terzo posto finale della Salernitana al termine del campionato di C. Anzitutto che non è un traguardo da festeggiare, ma una minestra riscaldata rispetto a quello che doveva essere l’obbligo morale di competere fino alla fine per la promozione diretta allestendo un super organico senza badare a spese e senza l’alibi del monte ingaggi troppo oneroso per la categoria. Iervolino ha acquistato il club in A a una cifra almeno quattro volte inferiore al reale valore ereditando un parco giocatori importante e garantendosi introiti milionari salvo poi ritrovarsi in C e con un lungo elenco di promesse non mantenute. L’estate scorsa i calciatori sono arrivati in ritardo, è stato scelto un allenatore che non ha mai vinto in Lega Pro e si è svolto il ritiro in modalità cantiere aperto senza tener conto delle esigenze di Raffaele che si ritrovato a gestire tanti elementi inadatti al suo credo tattico. E poi Faggiano. Se la Salernitana, pur senza spese folli, primeggia in categoria per monte ingaggi, ma è fuori dalla lotta per il primo posto da fine gennaio è palese che qualcosa non abbia funzionato. La difesa ha incassato tanti gol, mancano calciatori validi in ruoli essenziali, il centrocampo è compassato e numericamente scarno e in avanti ancora non si capisce il perché il ds abbia puntato su Antonucci e Molina lasciando partire quel Liguori atteso un mese e mezzo e che ieri è stato forse l’unico a salvarsi in casa Foggia. Aggiungiamo l’ennesimo ribaltone tecnico dell’era Iervolino (con Cosmi che ha preso il posto di Raffaele dopo la debacle interna col Monopoli), un gioco mai spettacolare e un Arechi che si è progressivamente svuotato dopo un girone d’andata con 13-14mila spettatori in media per le gare casalinghe. La ciliegina sulla torta è rappresentata dalla scelta di Iervolino di firmare il preliminare per la vendita della società alla vigilia della gara di Crotone che fu fondamentale per le sorti del cavalluccio. Prospettare una Salernitana in Europa, con annesso centro sportivo all’avanguardia e super settore giovanile, salvo poi fare un passo indietro e interrompere il dialogo con la piazza e con i media locali ha acuito il malcontento generale e i tifosi sperano che la trattativa con Rufini (definitivamente naufragata e mai vicina alla conclusione) non sia stata una implicita strategia per distogliere l’attenzione dalle problematiche di campo. Inutile ora entrare nel merito di una vicenda che non ha mai convinto fino in fondo. La scelta degli ultras di ricucire lo strappo e annullare ogni contestazione stringendosi virtualmente la mano, però, richiederebbe un’uscita allo scoperto pubblica utile a chiarire cosa sarà della Salernitana da giugno in poi, soprattutto se si dovesse restare in C fallendo la terza stagione consecutiva. Ci sono però anche tante cose positive dalle quali ripartire. Anzitutto i numeri. La Salernitana ha chiuso il campionato con ben 20 vittorie, equamente divise tra casa e in trasferta. Per rendimento in campo esterno i granata sarebbero secondi, un dato da non sottovalutare viste le difficoltà ambientali del raggruppamento meridionale. Sta incidendo anche Serse Cosmi dopo una partenza così e così: 19 punti in un mese e mezzo e granata che, dal suo avvento in poi, hanno fatto meglio di Benevento e Catania “rischiando” addirittura di chiudere secondi. E poi i singoli. Lescano ha segnato 8 gol in due mesi e mezzo, Ferrari sembra abbia ritrovato la “garra” che mancava, Achik e Ferraris hanno qualità di rilievo per la categoria, Cabianca è jolly difensivo che sta dando un grosso contributo. Se in queste due settimane di stop gente come Golemic, Villa, Capomaggio, Berra, Gyabuaa, Inglese e Antonucci dovesse migliorare la condizione atletica possiamo dire che la Salernitana, in gara secca e con la formazione al completo, può essere osso duro per tutti, ancor di più con un popolo trainante come quello granata. Le 17 vittorie su 20 con un solo gol di scarto (e spesso maturate negli ultimi 10 minuti) confermano inoltre che il gruppo, pur non avendo la forza per dominare l’avversario, non smette mai di crederci e vanta una buona condizione fisica. Insomma, tra luci e ombre la classifica rispecchia quanto visto sul rettangolo verde e la Salernitana – sulla carta – in chiave spareggi sembra inferiore soltanto a Catania e Ascoli, due realtà però mentalmente scottate dal mancato salto diretto di categoria, ma che avrebbero il vantaggio di giocare il ritorno tra le mura amiche. Ieri, a Foggia, è andata in scena la sintesi perfetta del rendimento altalenante e paradossale dei campani. 40 minuti perfetti, due gol di pregevole fattura e poi la capacità di complicarsi la vita da soli a fine primo tempo con una dormita generale che ha rianimato un Foggia ormai destinato alla retrocessione. Ma nella ripresa la rete del definitivo 1-3 è arrivata proprio quando il 2-2 sembrava nell’aria. Ora, come detto, due settimane di pausa utili a lavorare sul piano atletico e tattico, con Cosmi che sembra aver trovato una formazione tipo, ma che spera di recuperare tutti gli infortunati. E mentre Iervolino è ancora a caccia di acquirenti in grado di garantire stabilità economica e programmazione ambiziosa, lontano dai riflettori c’è una squadra che ha ricucito lo strappo con l’ambiente e che farà leva sul dodicesimo uomo per tentare l’impresa sportiva. In fondo non avere più addosso l’etichetta della favorita può essere un grosso vantaggio.