Salernitana, i silenzi di Iervolino e l'attesa di Cosmi. Servono corazzata e investimenti
Chi si aspettava un modus operandi diverso da parte della società dopo l’enorme manifestazione d’affetto dei tifosi nel corso dei playoff è rimasto deluso. Dopo tre annate fallimentari consecutive culminate con il passaggio dalla A alla C e con la cocente sconfitta di Brescia che ha estromesso la Salernitana dagli spareggi promozione, la proprietà targata Danilo Iervolino continua a commettere quegli errori che, in tempi recenti, hanno condannato i campani a una doppia retrocessione consecutiva che mai si era registrata nell’ultra centenaria storia della Bersagliera. Mentre il mondo ultras, capace di trascinare settantamila persone sugli spalti in tre gare casalinghe e di inscenare una coreografia che ha fatto il giro del web a livello internazionale, sta preparando una grandissima festa in occasione dei 107 anni della Salernitana, il club prende tempo e decide di non spiegare alla piazza, alla stampa e ai club organizzati quali siano i programmi per l’immediato futuro. Il ds Daniele Faggiano, sotto contratto ma spesso in discussione, attende l’ok del patron per iniziare a muoversi sul mercato. Il tecnico Serse Cosmi è virtualmente riconfermato e sta trascorrendo parte delle sue vacanze in provincia di Salerno in attesa che il telefono squilli per mettere nero su bianco e sancire la sua permanenza sulla panchina. La società, invece, è in fermento. Iervolino, vicino all’addio a fine marzo, dovrebbe restare al timone soprattutto per l’assenza di offerte concrete. Ai tifosi, lontano dai riflettori, ha fatto una promessa: venderà soltanto a persone in grado di garantire un progetto sportivo importante basato su investimenti economici seri. Viceversa non abbandonerà la nave pur senza fare spese folli e ripartendo dall’ossatura di una rosa che però, nello scorso campionato, non ha mai lottato concretamente per la prima posizione mostrando limiti strutturali in quasi tutti i reparti al netto di un monte ingaggi quasi senza eguali in Lega Pro.
In attesa che si definisca il futuro di ds e allenatore (con questa società mai dare nulla per scontato, il colpo di scena è sempre dietro l’angolo) e con il presidente Maurizio Milan che si è improvvisamente riavvicinato alla Salernitana dopo mesi di assenza sul territorio, la tifoseria continua a interrogarsi sui motivi del distacco emotivo di Iervolino da Salerno e dai colori granata. Pur con qualche sporadica riapparizione sulla scena in concomitanza degli spareggi, il patron non è certo quello carico, entusiasta e desideroso di investire senza badare a spese che il pubblico aveva portato in trionfo nei primi due anni. E’ dal luglio del 2024 che Iervolino non parla in conferenza stampa e, anche in quell’occasione, il suo intervento da remoto fu interrotto dall’alterco con alcuni giornalisti. Poi un’intervista senza contraddittorio sul sito ufficiale nel febbraio del 2025 e un assordante silenzio anche quando la Salernitana retrocedeva a cospetto della Sampdoria nel playout più discusso e anomalo di sempre. Inutile girarci intorno: la piazza, dopo aver fatto un passo indietro importante tendendo la mano, si aspettava un atteggiamento diverso. Nessun presidente, dal 1919 a oggi, aveva ricevuto messaggi d’affetto e richiesta di incontri per ricucire lo strappo dopo tre annate pessime e contraddistinte da retrocessioni, sconfitte, via-vai di allenatori e direttori sportivi, acquisti sbagliati, mercati al risparmio e un rischio concreto di galleggiare in C per diverso tempo. E chi riempie costantemente lo stadio con numeri nettamente di categoria superiore meriterebbe quantomeno di capire cosa ne sarà della Salernitana e quali sono gli obiettivi reali per il prossimo campionato. Quello che ai nastri di partenza vedrà realtà come Bari, Cosenza e Catania che sono pronte ad allestire autentiche corazzate per tentare il salto in B senza passare dagli spareggi. Per tener testa alle big di un girone altamente competitivo bisognerebbe muoversi per tempo, mettendo in preventivo investimenti importanti. Perché, pur con qualche gradita riconferma (Ferrari, Lescano, Tascone, Anastasio, De Boer, Matino, Villa, forse Achik), bisogna intervenire in tutti i reparti e possibilmente con gente di qualità e non con “scommesse” che una piazza pressante e appassionata come quella granata non può permettersi.
Al momento la priorità è rappresentata dal portiere. Donnarumma ha chiesto di restare, ma il contratto è scaduto e, per ora, non ci sono stati contatti per discutere il rinnovo. Brancolini, in campo soltanto una volta in un anno, è tornato a Empoli, ma il club non esclude di esercitare il diritto di riscatto per riportarlo alla base. Un elemento esperto servirà a prescindere e torna di moda il nome di Anthony Iannarilli, sondato anche a gennaio e ricordato con affetto dai tifosi avendo vinto due campionati all’ombra dell’Arechi. Capitolo difesa. Una base di partenza c’è già: Anastasio, Matino, Berra, Arena, Longobardi e Villa sono sotto contratto, ma la retroguardia ha subito tanti gol ed è evidente che vada puntellata. Capuano è il nome che circola per sostituire Golemic, il giovane Tosto spera di seguire le orme del padre e di imporsi in una città a lui molto cara. A destra, invece, pare molto difficile trattenere Cabianca: l’ex Virtus Verona è tornato a Cremona e i grigiorossi potrebbero riconfermarlo in B garantendogli un discreto minutaggio. In mediana enorme punto interrogativo su Gyabuaa, giovane scuola Atalanta di recente riscattato per circa 350mila euro, ma che con Cosmi ha trovato pochissimo spazio. Dovrebbe partire anche Carriero, uno dei tanti calciatori presi da Faggiano a gennaio che non ha dato un apporto positivo alla causa. Rientrerà dal Gubbio Ivan Varone che, pubblicamente, ha espresso il desiderio di restare a Salerno per riscattare un semestre inaspettatamente negativo e non soltanto per sue responsabilità. Il “Puma”, in Lega Pro, ha fatto la differenza in ogni squadra nella quale ha militato e il contesto ambientale dell’Arechi potrebbe esaltare le sue caratteristiche: ultima parola a Cosmi, la sensazione è che si giocherà le sue carte in ritiro. Anche Capomaggio, presentato un anno fa come il “colpaccio” dell’estate, rischia di salutare anzitempo la compagnia. In C non mancano gli estimatori e la Salernitana spera di monetizzare per investire il ricavato sul mercato in entrata. In avanti, dopo gli addii di Antonucci e Inglese, bisognerà prendere un altro centravanti che si giochi il posto con Lescano e Ferrari e poi una seconda punta con caratteristiche diverse. La speranza è quella di acquistare Ferraris, rientrato a Pescara, ma legatissimo ai colori granata e al tecnico Cosmi. Achik, uno dei pochi elementi a dare per davvero un grosso contributo nella scorsa stagione, potrebbe invece valutare offerte di categoria superiore. Quasi certa la partenza di Molina e del giovane Boncori che, dopo aver rinnovato il contratto, sarà dirottato altrove in prestito per fare esperienza e tornare alla base ancora più forte.
Altre notizie
Ultime dai canali


