Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / serie c / Serie C
Folgore Caratese, Paparusso: "Prima le riconferme, poi i giovani e dopo gli over. Pronti per la C"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 13:34Serie C
di Claudia Marrone

Folgore Caratese, Paparusso: "Prima le riconferme, poi i giovani e dopo gli over. Pronti per la C"

"Il nostro progetto è partito a maggio 2025, con l'intenzione di disputare una stagione tranquilla, che portasse al traguardo playoff: avevano una rosa prevalentemente giovane, anche noi come dirigenza e staff tecnico eravamo alla prima esperienza tra i grandi, ma la scelta dell'allenatore e la fiducia a me datami, sono state intuizioni del presidente Criscitiello. Abbiamo creato uno staff importante, e uno staff medico top, che ci ha dato tanti punti: se abbiamo avuto pochi infortuni il merito è loro. Tutto è stato una conseguenza del come abbiamo progettato": così, in esclusiva a TuttoMercatoWeb.com, il Direttore Sportivo della Folgore Caratese Daniele Paparusso. Che ha ripercorso con noi la straordinaria annata della compagine lombarda, non senza una nota di merito alla squadra: "Abbiamo iniziato con quattro vittorie consecutive, e i tesseramenti di Caldirola e Tremolada, gente esperta che si stava allenando con noi assaggiando con mano quello che è il nostro progetto, ci hanno dato una grandissima mano, dentro e fuori dal campo. Hanno contribuito a creare temperamento e personalità del gruppo, tanto che ha gennaio non si è accusato il contraccolpo dell'addio di Caldirola, rimpiazzato comunque poi da Vona. Avevamo Gjonaj in avanti, uno che ti sposta gli equilibri, poi Capelli. E Lepore ci ha dato ancora più esperienza, sa come si vince, ed era una figura che ci serviva". Dopo questo, la Poule Scudetto. Quanto rammarico vi lascia il post season? "Non lo nascondo, c'è rammarico. Dopo la vittoria sul Treviso, mi aspettavo di non perdere a Vado, ma siamo stati superficiali nell'affrontare i liguri: loro stavano vivendo un momento di incertezza sul futuro, sembrava non potessero iscriversi al prossimo campionato di C, e noi li abbiamo sottovalutati. Hanno fatto una grande prestazione, e non credo sia un caso che abbiano raggiunto la finale con la Scafatese". A proposito di Serie C, come si programma la prossima stagione? "La C è per tutti noi un campionato nuovo, per me, per il presidente, per il tecnico che è stato confermato. Ma sono convinto che le strutture e l'organizzazione aiuteranno molto: non abbiamo un budget come quello delle big di categoria, ma abbiamo visione, e quella serve. Allestiremo una rosa che sarà un mix tra giovani e over, con ragazzi valorizzata dalla Serie A, per fortuna abbiamo intorno un vasto panorama, e punteremo su profili congeniali ai nostri principi. Il primo passa saranno le riconferme di chi già c'è e l'arrivo dei giovani, il resto lo vedremo più avanti". Lei è un classe 1993. Cosa vuol dire, nel calcio di oggi, essere un direttore giovane? "Ho avuto la fortuna di trovare un presidente visionario, che mi ha dato fiducia, anche se ero praticamente uno sconosciuto: è stato però bravo a intravedere qualcosa in me, che forse nemmeno io avevo visto. Mi riempie di orgoglio tutto ciò, anche perché ho avuto una grandissima possibilità: nel mio settore, per così dire, prima si inizia meglio è, perché c'è più tempo per correggere gli errori e migliorare. Chiaro, si vuole sbagliare sempre meno possibile, ma è normale anche errare. A ogni modo, il presidente si occupa della parte organizzativa ed economica del mercato, io delle questioni tecniche. Tutto sta nel dimostrare le competenze, non è questione di età". Non è una questione di età, verissimo. Ma in Italia - in linea generale - si fa fatica a puntare sui giovani. "In Italia purtroppo il discorso culturale: non si sa aspettare, si vuole tutto e subito, manca proprio la pazienza, anche se abbiamo spesso visto che la fretta porta spesso a guai. Di giovani bravi, in tanti settori, ce ne sono in Italia, ma preferiscono andare dove si sentono valorizzati, facendo così crescere altri paesi". Inappuntabile. Ma quale è il sogno nel cassetto di Paparusso? "Come Ds, vorrei arrivare ai massimi livelli, quelli che non ho raggiunto da calciatore: in quella veste, quando cadi, è più difficile rialzarsi, ma ho imparato dagli errori che ho commesso, anche se, questo me lo riconosco, sono sempre stato vero e trasparente, perché secondo me ci si deve comportare sulla base di certi valori che non sono negoziabili. Io mi sono sempre esposto, perché credo una cosa, che il calcio passa, ma l'uomo resta. E con lavoro, dedizione e costanza spero di arrivare lontano".