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Union Brescia, Ferretti: "Messe radici importanti. Ripartiamo da Corini per vincere"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 10:54Serie C
di Luca Bargellini

Union Brescia, Ferretti: "Messe radici importanti. Ripartiamo da Corini per vincere"

Ospite dei microfoni della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com, Andrea Ferretti, direttore sportivo dell'Union Brescia, ha fatto il punto della situazione fra presente e futuro del club bresciano dopo la sconfitta nella finale dei playoff contro l'Ascoli: Direttore, sono passati alcuni giorni dalla finale persa contro l'Ascoli. Come sta vivendo questo momento e che bilancio fa della stagione? "Quando si perde una finale c'è inevitabilmente tanta amarezza e delusione. Però siamo ripartiti subito. Già il giorno successivo alla gara abbiamo iniziato a guardare avanti. Siamo consapevoli di aver compiuto un percorso importante. Questa società è nata a fine luglio, con grande ritardo rispetto alle altre realtà, e siamo riusciti a costruire un organico competitivo in pochissimo tempo. Inoltre siamo passati dal rappresentare una realtà come Salò a una provincia da oltre un milione e trecentomila abitanti come Brescia, una dimensione completamente diversa. Ci siamo adattati rapidamente e abbiamo raggiunto risultati significativi: il secondo posto in campionato e una finale playoff che ci ha portato a 90 minuti dalla promozione. L'Ascoli ha meritato di salire, ma noi abbiamo posto basi solide per costruire un futuro importante". Quanto ha inciso l'interruzione della gara d'andata per maltempo sull'equilibrio della finale? "È stata sicuramente una variabile da considerare. Nei primi 60 minuti della gara d'andata avevamo disputato una partita importante contro una squadra forte come l'Ascoli. C'era uno stadio pieno, un'atmosfera straordinaria e un'inerzia favorevole che si era creata. L'interruzione ha spezzato tutto questo. Riprendere il giorno successivo, con un contesto diverso e davanti a meno pubblico, ha inevitabilmente cambiato le cose. Non voglio dire che sarebbe cambiato il risultato finale, perché l'Ascoli ha meritato la promozione, ma quell'episodio ha certamente inciso sull'equilibrio complessivo dei 180 minuti". Si guarda già alla stagione 2026-27. Quanto sarà importante l'esperienza accumulata in questi primi dodici mesi? E il futuro di Eugenio Corini? "La prossima stagione ripartirà sicuramente da mister Corini. Da quando è arrivato ha svolto un lavoro straordinario. Si è trovato a gestire una situazione molto complicata, con una rosa ridotta dagli infortuni. Per diversi mesi abbiamo avuto undici o dodici giocatori indisponibili e lui ha lavorato con appena quattordici o quindici elementi a disposizione. Nonostante questo siamo riusciti a chiudere al secondo posto e a prepararci nel migliore dei modi ai playoff. Ha gettato basi importanti e sarà lui il punto di partenza per il futuro". Che Union Brescia vedremo sul mercato? "Ripartiamo da una base di giocatori importante e da certezze sia tecniche sia caratteriali. Non faremo rivoluzioni. Vogliamo alzare ulteriormente il livello della rosa attraverso acquisti mirati. Nei prossimi giorni ci confronteremo con il presidente e con il mister per definire le strategie, ma l'ambizione è chiara: essere protagonisti. Parallelamente la società sta investendo molto anche nelle strutture. Il presidente ha acquisito terreni per il nuovo centro sportivo e ci sono diversi progetti in fase di sviluppo. Il futuro dell'Union Brescia è un futuro importante". Come ha vissuto il presidente Pasini la delusione della finale? "Con grande equilibrio. Già nel dopogara è venuto negli spogliatoi a fare i complimenti alla squadra per il percorso compiuto. Certo, c'era la delusione per la sconfitta, ma prevaleva l'orgoglio per aver restituito entusiasmo alla città. Riportare quasi ventimila persone allo stadio in poche partite e raggiungere quota 7.500 abbonati non era affatto scontato dopo l'estate complicata che avevamo vissuto. Oggi a Brescia si respira un'alchimia importante tra tifoseria, istituzioni e società. È un patrimonio che dobbiamo conservare e alimentare con i risultati". In molti vi indicano già come favoriti per il prossimo Girone A. Come vive questa etichetta? "Il Brescia in Serie C deve giocare per vincere. È giusto sentire questa pressione addosso e chi lavora per questo club deve accettarla. Detto questo, vincere non è mai semplice. I campionati non si vincono a parole. C'è un percorso da costruire giorno dopo giorno. Quest'anno abbiamo posto basi solide, ma serviranno lucidità, umiltà e tanto lavoro. Non condivido nemmeno l'idea che il Girone A sia meno competitivo degli altri: ci sono allenatori molto preparati e ogni anno emergono sorprese. Inoltre contro il Brescia tutti giocheranno la partita della vita, quindi dovremo essere pronti". L'eventuale assenza di piazze come Spezia, Reggiana o Pescara nel vostro girone può rappresentare un vantaggio? "Sono sicuramente piazze importanti e società che possono allestire squadre di alto livello. Però la Serie C ci insegna che il blasone non basta. Ricordo bene l'anno della promozione con la Feralpisalò: non eravamo i favoriti e davanti a noi c'erano squadre come Padova, Vicenza e Pordenone. Alla fine conta ciò che si costruisce sul campo durante l'intera stagione. Noi non ci nascondiamo: abbiamo l'obbligo di disputare un campionato importante e riportare il Brescia dove merita". Che giudizio dà della tecnologia FVS introdotta in Serie C? "Credo sia uno strumento utile, ma ancora perfettibile. Nel corso della stagione ci sono stati episodi poco chiari, soprattutto nella fase iniziale della sua introduzione. È sicuramente un supporto importante per correggere determinate situazioni, ma la percentuale di interventi che porta a modificare la decisione arbitrale è ancora troppo bassa. Bisogna migliorare la qualità delle immagini e aumentare il numero delle telecamere. So che Lega e AIA stanno lavorando in questa direzione. Se perfezionato, può diventare un aiuto molto prezioso per gli arbitri". Quanto conta il settore giovanile nel progetto Union Brescia? E quanto può essere importante un esempio come Sandro Tonali? "Conta moltissimo. Brescia è sempre stata una provincia ricca di talento calcistico e uno degli obiettivi principali del presidente è proprio quello di investire sul vivaio. Questa è stata una stagione di transizione, perché siamo partiti da una situazione particolare, integrando ragazzi provenienti dalla Feralpisalò e dal vecchio Brescia. Dalla prossima stagione vogliamo alzare ulteriormente il livello del settore giovanile e riportarlo a essere un fiore all'occhiello della città. Abbiamo diversi ragazzi molto interessanti. Uno di questi è Beltenti, classe 2010, che negli ultimi mesi si è allenato stabilmente con la prima squadra. L'idea è puntare fortemente sul territorio e valorizzare i giovani che possono rappresentare il futuro del club. In questo senso avere un esempio come Sandro Tonali è certamente uno stimolo importante per tutti i ragazzi che crescono nel nostro settore giovanile".