Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / serie c / Serie C
Foschi: "A Renate chiuso un ciclo. Ora valuto anche ruoli come Dg o Dt, non solo allenatore"TUTTOmercatoWEB
© foto di Alberto Peruzzetto
Oggi alle 12:04Serie C
di Claudia Marrone

Foschi: "A Renate chiuso un ciclo. Ora valuto anche ruoli come Dg o Dt, non solo allenatore"

Ascolta il podcast
00:00
/
00:00
Nel corso della mattinata radiofonica di TuttoMercatoWeb.com, è intervenuto il tecnico Luciano Foschi, reduce dall'esperienza con il Renate, avventura conclusasi più che positivamente, come ha detto lo stesso trainer in diretta: "Sono molto contento di quello che siamo riusciti a ottenere negli anni in Brianza, un quinto e un terzo posto con anche una semifinale di Coppa Italia. Quest'anno sono stati raggiunti degli obiettivi all'inizio anche impensabili, ma si torna sempre a un punto centrare, che c'è chi sottovaluta una società come il Renate che comunque tutti gli anni, nel torneo di C, si fa rispettare e puntualmente raggiunge sempre traguardi importanti. A ogni modo è arrivato il momento di prendersi un attimo di pausa, magari per ripartire con più entusiasmo quando sarà il momento". Il suo nome è stato accostato a diversi club, ma per il momento c'è uno stop. Da subentrante, che progetto cercherebbe? "Sapevo già, prendendomi un attimo di pausa, che mi sarei preso l'estate per guardare cosa succedeva, e infatti sto osservando molto. Per me, sto anche valutando l'ipotesi di un ruolo diverso, come magari Dg o responsabile dell’area tecnica: mi piacerebbe lavorare con i giovani. Anche se comunque il continuare a fare l'allenatore, che poi è quello che mi piace fare di più, lo tengo in estrema considerazione, è quello che magari mi ha dato più risultati: ho vinto campionati, ho subito degli esoneri, ma mi sono tolto tante, tante soddisfazioni. Gli altri sono ruoli che non conosco, ma che farei sicuramente con grande entusiasmo. Però il primo obiettivo era quello di fermarsi un qualche mese, poi dopo vediamo cosa succede. Il calcio ci offre tante opportunità in questo momento, a volte non bisogna avere fretta". A proposito di Serie C, categoria che conosce bene. Di ieri la notizia è che alla Lega Pro andrà lo 0,5% dei diritti TV, una cifra che si aggira intorno ai 7-8 milioni e che potrebbe sembrare alta, ma che a mio modesto parere è in realtà un po' irrisoria per tutto quello che la categoria fa e per tutto quello di cui la categoria ha bisogno. "Il problema è sempre di fondo. È chiaro che gestire il calcio oggi come oggi, con delle risorse economiche piccole, non è semplice, e i presidenti di Serie C fanno sempre più fatica a sostenere il sistema calcio. Sento sempre parlare di riforme dei campionati, ci lamentiamo che la Nazionale non va ai Mondiali e poi ci riduciamo al semplice fatto di ipotizzare la riduzione delle squadre di Serie C. Credo che le riforme o alcune regole e tanti cambiamenti debbano essere fatti in alto, ma ripeto che tutti si limitano a ridurre le risorse economiche per la Serie C come se questo fosse la panacea di tutti i mali. Guardiamo poi la questione legata ai giovani: ogni anno ce ne sono almeno 200 che giocano in tutti e tre i gironi di Serie C, ma nessuno si chiede mai dove vanno poi questi ragazzi. Da nessuna parte, lo dico io, e il problema è lì. Se mi dicono una percentuale di quanti giovani - negli ultimi cinque anni - che sono arrivati in alto hanno giocato sistematicamente in Serie C, dico che la stessa è bassissima. Quindi vuol dire che quello che stiamo facendo non ha un valore per le risorse; ha un valore economico nel senso che far giocare i giovani porta qualche soldino a questi presidenti che altrimenti hanno pochissime risorse economiche e devono sempre sborsarle di tasca propria". Il problema è che c'è una Federazione le cui leghe ragionano separatamente. E al fatto che non ci sia anche in Italia uno Yamal non ci credo. "Lancio un'idea, precisando che sono ignorante, non capisco niente di queste cose, politicamente ancor meno che meno dal punto di vista calcistico. Però: supponiamo che invece che ridurre le squadre di Serie C si faccia sì che tutte le compagini di A abbiamo un'Under 23 totalmente italiana e si abbiano cinque squadre B a girone...quanti giovani avrebbero la possibilità? Tanti. Sarebbero 800 giovani che giocano in Serie C tutti gli anni, e alla fine qualcuno di questi può diventare un campione e/o un potenziale giocatore della Nazionale. Queste sono le soluzioni da ricercare, non l'obbligo di far giocare i tre giovani per prendere sette euro al minuto. Queste sono cose irrisorie, sono i contentini che si danno per far vedere che in Serie C si fanno i giovani. Ma pensate invece a una risorsa così in Serie C, come cinque squadre totalmente italiane per ogni girone. Purtroppo però il discorso si riduce tutto al fattore economico". Io ancora non ho sentito Malagò parlare di determinati aspetti che anche per me sarebbero molto, molto importanti, proprio per tutto quello che diceva. Però il nuovo corso è iniziato, ora probabilmente la priorità è il CT della Nazionale, poi magari forse si parlerà anche di altro. "Sì, ma il problema è che a me sembra un po' portare Cannavacciuolo nella mia cucina e dirgli "Mi fai un bel pranzo?", fargli aprire il frigo e vedere che questo è vuoto. E questa è la sostanza: abbiamo un CT ma non gli mettiamo a disposizione il materiale umano. Portiamo Guardiola, ok...ma, ripeto, portare Guardiola ad allenatore l'Italia oggi è come avere il frigo vuoto e chiedere a Cannavacciuolo di farci un piatto eccezionale: diventa dura anche per lui. Quindi, pensiamo prima a riempire il frigo, poi a svuotarlo ci vuole poco. Ce ne sono tanti di allenatori validi. E secondo me sono le risorse che mancano e il materiale umano che è poco. Questa è la mia idea, però io non so niente da questo punto di vista".