Spezia, Capomaggio: "Siamo partiti nel migliore dei modi, vogliamo continuare su questa strada"
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Daniel Uccellieri
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Oggi alle 22:04Serie C
autore Daniel Uccellieri
01.10.2026 22:04Serie C
Capomaggio racconta il suo percorso e l'impatto con lo Spezia: "Siamo partiti nel migliore dei modi e vogliamo continuare su questa strada".
È uno dei volti del nuovo Spezia di Marco Turati e, in queste prime settimane, Galo Capomaggio si è già ritagliato un ruolo importante all'interno della squadra. Il centrocampista argentino, intervenuto a Radio Picco, trasmissione di RLV – La Radio a Colori, ha raccontato il suo inserimento in maglia bianca e il percorso che lo ha portato dall'Argentina fino alla Serie C italiana.
“Siamo partiti nel migliore dei modi, stiamo mettendo conoscenze ogni giorno e vogliamo continuare su questa strada perché sappiamo che il campionato è molto lungo”.
Dalla Promozione allo Spezia
Il percorso di Capomaggio è iniziato dalle categorie inferiori, dopo la scelta di lasciare l'Argentina a 21 anni. Un cammino costruito passo dopo passo, fino alla chiamata dello Spezia: “Sono partito dall’Argentina a 21 anni perché avevo deciso di venire in Italia visto che i miei antenati erano tutti italiani. Sono partito dalla Promozione, poi piano piano ho scalato le categorie fino ad arrivare ad una piazza importante come Spezia. Tutto quello che ho l’ho guadagnato, ho lavorato tantissimo con l’obiettivo di fare una carriera importante e piano piano mi sono tolto le mie soddisfazioni. Ma ogni anno ci sono obiettivi nuovi da raggiungere, tra categorie e palcoscenici, perché la voglia e la fame sono tante. Do il mio meglio per raggiungere altri obiettivi”. Un percorso che, almeno finora, non lo ha portato oltre la Serie C attraverso una chiamata dall'esterno. Capomaggio, però, vuole conquistarsi sul campo ogni eventuale salto di categoria: “Non lo devi chiedere a me (ride, ndr). Non ho ricevuto chiamate da serie superiori. Le sto cercando di raggiungere sul campo, perché se non mi chiamano me le voglio guadagnare io da solo. Lo Spezia è stata una chiamata importante, prima di accettare il progetto ho analizzato il tutto a 360 gradi. Mi ha convinto fino in fondo, in qualsiasi aspetto, sia a livello calcistico che di storia del club. È una piazza che non si discute, con un grande allenatore e un grande direttore che mi ha trasmesso una carica importante”.Il rapporto con il direttore e Raffaele
A convincerlo è stato anche il progetto societario. E le parole del direttore nei suoi confronti rappresentano per Capomaggio un'importante conferma: “Uno come lui, che ha fatto una carriera così, se si esprime così mi fa tanto piacere. È un attestato di stima importante per me”. Nel suo percorso ha avuto un ruolo significativo anche Giuseppe Raffaele, allenatore con cui ha condiviso due anni e mezzo a Cerignola: “Sicuramente, vedendo anche la mia storia non è stato tutto semplice, a partire dal percorso che ho cominciato. Significa che a livello mentale ci siamo, l’impegno c’è sempre stato e i miei obiettivi sono sempre chiari. Ringrazio il mister per le parole, con lui ho condiviso due anni e mezzo di percorso e abbiamo creato un legame bellissimo che va oltre il rapporto mister-calciatore. Quando è arrivato lui al Cerignola stavo vivendo un momento delicato e lui mi ha trasmesso tutta la sua fiducia. Abbiamo giocato due grandi campionati che per poco non abbiamo vinto. Quando ho saputo dello Spezia l’ho chiamato perché mi piace avere il suo parere”.Una famiglia di calciatori
Il calcio è una passione condivisa anche all'interno della famiglia Capomaggio. Galo è infatti uno dei tre fratelli che hanno scelto di giocare: “Sono il terzo di sei figli. In tre giochiamo a calcio, poi ho due sorelle e un altro fratello. Siamo tutti in Italia ad eccezione di una delle mie sorelle che è rimasta in Argentina”. Tra i fratelli c'è anche Thiago, che ha avuto modo di lavorare con Turati a Siracusa e che ha contribuito a dare a Galo qualche informazione sul nuovo allenatore: “Sì, mi aveva raccontato il modo di lavorare suo e dello staff. Mi aveva detto quanto ci tenessero al campo, mi ero informato soprattutto su questo. Ed effettivamente si lavora molto bene”."A Turati non sfugge niente"
L'impressione del centrocampista sul lavoro quotidiano con Turati è altrettanto positiva: “In ogni allenamento non c’è niente che gli sfugge, è attento ad ogni dettaglio e ci fa arrivare alla partita con la massima concentrazione, sapendo cosa fare per prendere i tre punti”.L'entusiasmo del Picco
L'argentino ha poi raccontato le sue prime impressioni sulla città e sull'ambiente spezzino, sottolineando il sostegno ricevuto dai tifosi: “La città mi piace tanto, non ho avuto molto tempo ma ogni giorno scopro qualcosa di nuovo. L’entusiasmo della gente lo viviamo con tranquillità, ci dà una carica extra e soprattutto in casa sentiamo quanto ci spingono. Ora avremo una partita fuori casa, vogliamo fare risultato per tornare al Picco e divertirci, perché già dal riscaldamento è bellissimo vedere la curva piena. Speriamo di fare risultato per poi tornare in casa e dargli altre gioie”. Il supporto dei tifosi, però, non potrà accompagnare la squadra nella prossima trasferta: “Tantissimo. Purtroppo quest’anno in quasi tutte le trasferte gli hanno vietato di venire, è una cosa che certamente ci penalizza. Noi cerchiamo di andare fuori casa con lo stesso atteggiamento del Picco per cercare di vincere tutte le partite senza speculare”.L'esultanza con Mazzocchi
Infine, Capomaggio ha svelato l'origine dell'esultanza realizzata insieme a Mazzocchi: “La fusione di Dragonball. È nata all’improvviso, di solito non siamo in stanza insieme ma quella partita eravamo in camera e ci è venuta l’idea. Ci siamo detti di farla in caso di gol, poi di solito è più probabile lo faccia lui rispetto a me. Invece ho segnato io e l’abbiamo fatta”.Altre notizie
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