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Lecco, Aliberti: "Ho due trattative in ballo. Se entra un socio, resto volentieri"

autore
Luca Bargellini
Oggi alle 12:19Serie C
autore Luca Bargellini
21.10.2026 12:19Serie C
Il presidente del Lecco tra bilancio, arbitraggi e futuro societario: "Abbiamo due trattative in ballo e non lascio il club in balia delle onde: si va avanti"
luca.bargellini
luca.bargellini
Il Lecco guarda al presente della prima squadra senza perdere di vista il futuro societario e la crescita del settore giovanile. Il presidente Aniello Aliberti, intervistato da LeccoChannelNews, ha fatto il punto dopo le prime dieci giornate del campionato di Serie C, Girone A, ma non solo. Il numero uno bluceleste ha fatto anche il punto della situazione delle trattative in corso e illustrato le novità relative all'organizzazione del vivaio. Presidente, dopo dieci giornate e la convincente vittoria di Vercelli, è possibile tracciare un primo bilancio del percorso della prima squadra? "Il bilancio è presto fatto. Non ho mai avuto dubbi su questa squadra. Purtroppo siamo partiti con gran parte del reparto offensivo infortunato e abbiamo sofferto, ma la squadra ha sempre giocato bene. A mio parere, non ho visto altre formazioni esprimersi come noi. Prima o poi i risultati sarebbero arrivati e, infatti, sono arrivati. Naturalmente non possiamo pensare di vincere sempre 5-0, ma abbiamo anche disputato tre partite nelle quali abbiamo subito gol a pochi secondi dalla fine. Quella contro l'Union Brescia è stata probabilmente la più dolorosa: alla fine abbiamo perso due punti. Il calcio è anche questo, ma sono convinto che abbiamo un'ottima squadra". Proprio contro l'Union Brescia si sono registrati episodi arbitrali molto contestati. Qual è la sua posizione sulla gestione delle partite e sull'utilizzo del supporto tecnologico? "Mi sono fatto un'idea precisa. Ho notato che, quando l'arbitro si trova a 40 o 50 metri dall'episodio e va a rivederlo, può arrivare a una valutazione diversa. Quando, invece, è vicino all'azione e ha già preso una decisione, anche dopo aver rivisto le immagini più volte tende a confermarla. A quel punto, però, cosa dobbiamo fare? A chi possiamo rivolgerci? Il rischio è soltanto quello di ricevere sanzioni, perché la partita è finita e non si può più intervenire sul risultato. Capisco i tifosi che chiedono di farsi sentire, ma bisogna anche capire quali siano gli strumenti a disposizione: non possiamo certo rivolgerci al TAR per un rigore non concesso. Mi auguro che gli errori diminuiscano, perché quando ci penalizzano fanno male, anche se dobbiamo riconoscere che possono danneggiare pure le altre squadre. Il problema riguarda la qualità dell'arbitraggio. Mi dispiace che, pur avendo messo a disposizione degli arbitri un supporto tecnologico, non sempre venga utilizzato nel modo migliore". Passiamo al futuro societario. Da tempo si parla della possibilità che la famiglia Aliberti possa lasciare la proprietà del Lecco. Qual è la situazione reale? "Credo che a volte sia facile dimenticare quello che è successo in passato. Io ho rilasciato una fideiussione nel giro di 24 ore perché, altrimenti, il Lecco avrebbe giocato in Eccellenza. Non c'era materialmente il tempo per trovare un altro acquirente. Subito dopo ho regolarizzato la situazione e acquistato la società. Fin dall'inizio ho spiegato che sostenere una squadra di Serie C rappresenta un costo molto elevato per una sola persona. Per questo sono sempre stato favorevole all'ingresso di altri soci. Non c'è nulla di nuovo, quindi, nella possibilità che qualcuno si affianchi a noi. Quello che non farò mai, però, è lasciare la società in balia delle onde soltanto perché non ho ancora trovato un socio. Continuerò a cercarlo e, nel frattempo, andrò avanti. Se entreranno altri imprenditori, sarò felice di restare. Se, invece, dovesse farsi avanti qualcuno interessato ad acquisire il 100% del club, non avrei problemi a valutare anche questa possibilità. Potrebbero entrare due o tre soci con quote più piccole. Per me non sarebbe un problema. Questo è un progetto che mi piace, nel quale mi diverto e che mi permette soprattutto di seguire i giovani. È una delle ragioni principali per cui sono ancora qui e per cui intendo andare avanti". Negli ultimi tempi sono circolate diverse indiscrezioni, anche relative a possibili interessamenti stranieri. Come risponde a queste voci? "Faccio una fatica incredibile a leggere certe affermazioni, perché non riesco a capirne il fondamento. Ricordo, per esempio, che l'anno scorso qualcuno aveva scritto di un americano arrivato per acquistare il Lecco, in occasione della partita contro l'Alcione. Si trattava del presidente dell'Alcione stesso. Quando si seguono queste categorie, bisogna anche sapere riconoscere i dirigenti delle società. Adesso si parla di un presunto interesse da parte del proprietario del Pafos, del quale, sinceramente, non conosco neppure il nome. Se esiste un interesse reale, che si faccia avanti: non abbiamo alcun problema a parlarne. Non capisco, però, perché vengano diffuse informazioni senza fondamento o senza fonti attendibili. Ho letto anche di presunti incontri a Bergamo, ma io questa persona non la conosco e non so da dove arrivino certe notizie. Sono abbastanza stanco di questa situazione. Se dovessimo ritenere che certe dichiarazioni possano arrecare un danno alla società, valuteremo con i nostri legali come comportarci. Un giornalista è libero di scrivere, ma deve avere almeno una fonte attendibile". Al di là delle indiscrezioni, ci sono contatti concreti per l'ingresso di nuovi soci? "Sì, abbiamo due trattative in ballo. Sono percorsi lunghi, soprattutto quando si tratta di fondi d'investimento, perché chi vuole entrare deve prima analizzare la gestione della società, i costi, i ricavi e tutti gli aspetti economici. Ci stiamo lavorando e vedremo se arriverà qualcuno disposto a darci una mano. Inizialmente ci siamo rivolti agli imprenditori del territorio, a quelli di Lecco, ma finora non abbiamo trovato qualcuno disponibile a entrare. Evidentemente ognuno ha i propri impegni e le proprie attività. Voglio però ringraziare tutte le persone che continuano a sostenerci. Ci sono trenta o quaranta imprenditori e rappresentanti di aziende che, in diversi modi, ci danno una mano. Sono persone che meritano il nostro riconoscimento per quello che fanno per il Calcio Lecco. Per tutto il resto, continuiamo a lavorare e vedremo quali saranno gli sviluppi". Veniamo al settore giovanile. Dopo le difficoltà organizzative dei mesi scorsi, la situazione si sta assestando? "La passione che mi spinge a rimanere qui è legata soprattutto ai ragazzi, ai giovani. Abbiamo ritenuto necessario dare un inquadramento professionale anche all'attività di base e, per questo, abbiamo inserito una persona altamente qualificata che sta lavorando molto bene. Proprio in queste ore è in corso una riunione per valutare la situazione delle società affiliate e i rapporti con le altre realtà del territorio. Non voglio dire che negli anni passati non sia stato fatto nulla o che la gestione fosse necessariamente sbagliata. Semplicemente, riteniamo che la società fosse più distante da alcune dinamiche del territorio. Noi vogliamo dimostrare di poter organizzare meglio anche l'attività di base, creando un percorso più strutturato. Seguire i giovani è una delle cose che mi dà maggiore soddisfazione e rappresenta una motivazione fondamentale per continuare questo progetto".

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