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Campobasso, Rizzetta: "Il club non è in vendita. Mangia? Fiducia totale"

autore
Luca Bargellini
Oggi alle 17:19Serie C
autore Luca Bargellini
22.10.2026 17:19Serie C
Rizzetta fa il punto sul Campobasso: "Non è in vendita", conferma la fiducia totale in Mangia e rimanda a fine stagione le valutazioni sul proprio ruolo
Nicola D'Elisiis
Nicola D'Elisiis
Prende la parola Matt Rizzetta. Il manager italo-americano, presidente del Campobasso, è intervenuto in conferenza stampa per fare il punto sull'attualità del club molisano, affrontando i temi legati al mercato societario, al futuro della presidenza e al progetto tecnico dei Lupi. Queste le sue dichiarazioni. "A livello economico, a prescindere dalla mia presenza qui, non stiamo facendo mancare nulla. La riprova è che abbiamo già deciso di prendere due tesserati in più per coprire gli infortuni che ci hanno colpito, nonostante l'attuale posizione in classifica sia ancora ampiamente recuperabile. La mia presenza qui, o la sua eventuale assenza, non misura il mio impegno". Sono tornate a farsi sentire le voci di un possibile interesse di Valerio Antonini per il club. Cosa può dirci in merito? "Non so quante volte debba ripetere la stessa cosa. Il Campobasso non è in vendita. Questo club è nostro, ma siamo anche imprenditori. Facciamo le nostre valutazioni su tutte le nostre realtà, Campobasso compreso. Abbiamo recentemente ricevuto alcune chiamate. Al momento non ci sono offerte, ma non faccio nomi per evitare speculazioni. Se dovesse arrivare un'offerta seria, la valuteremo a 360 gradi". Fra un anno, nell'ottobre 2027, lei si vede ancora alla guida del Campobasso? "Abbiamo un impegno economico da portare avanti e non ci sono problemi. Siamo anche in anticipo sulle scadenze federali. A livello personale, la mia permanenza come presidente verrà valutata a fine campionato. Questo club è una cosa bellissima che abbiamo costruito tutti insieme, tifosi compresi. Finora non mi sono mai sentito un peso per la piazza e non ho mai voluto farle del male. Se si pensa che la mia presenza sia controproducente, sono anche pronto a farmi da parte. Ultimamente, però, ho l'impressione che la mia presenza sia percepita più come una cosa negativa che positiva. Queste valutazioni, in ogni caso, le farò a fine stagione, a mente fredda, a meno che non arrivi un'offerta per il club, che al momento non abbiamo ricevuto". È soddisfatto del progetto tecnico finora? Mangia è saldo nella sua posizione? "Penso che il momento più opportuno per fare un primo bilancio sia al termine del girone d'andata. Siamo dodicesimi e siamo indietro rispetto alle attese, ma abbiamo avuto anche tanta sfortuna, soprattutto sul fronte degli infortuni. Le giornate di squalifica del mister, inoltre, hanno complicato ulteriormente la situazione. Secondo me, nelle ultime cinque partite abbiamo buttato via quattro punti. Questo dimostra che le potenzialità ci sono e che siamo ancora in tempo per correggere la rotta. Sul mister abbiamo fiducia totale e non abbiamo alcuna intenzione di cambiare. Stiamo lavorando benissimo, consapevoli che possiamo migliorare. Inoltre, ricordiamoci che abbiamo ancora la possibilità di giocarci la Coppa Italia, che per me è importante. Mi aspetto sempre una bolgia: ogni gara di coppa per noi deve essere una finale". Ad oggi, cosa prevede il progetto Campobasso? Lei si sente emotivamente coinvolto in questo progetto come lo era cinque anni fa, quando ha preso la maggioranza del club? "Con grande onestà, questo progetto è sempre stato fondato sull'entusiasmo e sull'unità. Ho centinaia di ricordi di momenti bellissimi, che ci hanno sempre spinto a dare tutto e a sacrificarci sul piano personale prima ancora che su quello economico. Sicuramente, in questa stagione sento addosso sensazioni diverse. Non sento la stessa connessione con la piazza. Le contestazioni, sia chiaro, ci possono stare, ma questa volta sono nate da questioni che ritengo prive di fondamento. Il nostro impegno è sempre stato accolto in maniera bellissima, mentre quest'anno ho percepito dei cambiamenti. Un po' di stanchezza rispetto a qualche anno fa c'è, ma penso anche che sia normale. L'entusiasmo, comunque, si può sempre recuperare, anche se venissi contestato ancora. Il progetto è e rimane lo stesso, basato sulla sostenibilità, senza mai mollare il piano tecnico, sia in campionato sia in Coppa. Ambizioso, sostenibile e genuino".

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