FIlipponi sulla Serie C: "Potenza merita il primato, mi aspettavo di più dall'Union Brescia"
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Daniel Uccellieri
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Oggi alle 11:04Serie C
autore Daniel Uccellieri
09.10.2026 11:04Serie C
Il ds della Fermana analizza i tre gironi di Serie C: dal duello Brescia-Cittadella alle ambizioni di Spezia, Potenza e Sorrento.
Sergio Filipponi, direttore sportivo della Fermana con un passato anche al Campobasso, intervenuto alla radio di TuttoMercatoWeb.com, parla così del mercato di Serie C.
Direttore, partiamo dalla Fermana. Sei stato confermato in estate, il mercato ha dato buone risposte e sul campo siete in testa e ancora imbattuti. Come valuti questo inizio di stagione?
"Siamo partiti forte, con un precampionato ricco di vittorie. Anche in Coppa Italia abbiamo fatto bene, vincendo entrambe le gare del primo turno e ottenendo il bottino pieno in trasferta nel secondo. Domenica, purtroppo, abbiamo pareggiato in casa contro l'Osimana, che in questo momento è ultima in classifica, ma ha disputato la partita che doveva fare, con grande intensità e cercando di chiudere tutti gli spazi.
Siamo stati un po' sfortunati, perché abbiamo colpito tre pali e creato cinque occasioni nitide. Nel calcio può succedere: l'importante è che la squadra abbia costruito occasioni e mantenuto l'atteggiamento giusto. Il risultato ci ha premiato solo in parte, ma andiamo avanti. Siamo appena alla quinta giornata e non dobbiamo fare drammi. La mia preoccupazione sarebbe stata non riuscire a tirare in porta, quello sì sarebbe stato un problema. Invece abbiamo raccolto comunque un punto e considero positiva anche questa prestazione".
Come hai giudicato la lunga sosta per gli impegni delle nazionali, con tante partite concentrate in pochi giorni e poi un lungo stop?
"Ognuno ha il proprio punto di vista, soprattutto in base alla situazione della squadra e agli eventuali infortunati. Per i campionati di Serie A e Serie B, in questa fase iniziale della stagione, la sosta può essere stata un vantaggio, perché chi aveva giocatori infortunati ha avuto modo di recuperarli. Se fosse arrivata in un momento in cui una squadra aveva già trovato ritmo e inanellato risultati positivi, invece, avrebbe potuto interromperne l'inerzia.
Per quanto riguarda le nazionali, ormai il calcio è diventato un fenomeno mondiale e dietro c'è più business che sentimento. Questi calendari vanno accettati, anche se sono sicuramente da rivedere: troppe partite ravvicinate non aiutano lo spettacolo. I giocatori devono affrontare viaggi, stress e ritmi esasperati. Per le società italiane, comunque, questa sosta può essere stata utile".
Passiamo alla Serie C. Nel Girone A l'Union Brescia è chiamato a recuperare terreno sul Cittadella. Saranno queste due le squadre a contendersi il primato oppure ti aspetti qualche sorpresa?
"Ho visto in televisione il Cittadella, il Brescia e il Lecco. Dal Brescia mi aspettavo qualcosa in più: nelle partite che ho seguito non ho visto un dominio netto sugli avversari, né quel cinismo che spesso fa la differenza. Credo debbano ancora trovare la fluidità di gioco necessaria per creare tante occasioni. Pensavo che potessero impattare il campionato con maggiore forza.
Il Cittadella, invece, alle spalle ha una società di grande valore, dove si può lavorare con serenità. C'è una struttura organizzata, con dirigenti che conoscono l'ambiente. Anche quando si sbaglia una partita, non succede nulla di particolare: tutto è gestito con equilibrio. Questo, secondo me, porta punti. Sarà dura per il Brescia, perché credo che il Cittadella resterà in corsa fino alla fine. Il Lecco è una buona squadra, gioca un buon calcio, ma non mi è sembrata in grado di dominare il campionato. Per forza economica e qualità della rosa, il Brescia, e per organizzazione societaria e idee, il Cittadella, saranno probabilmente le due squadre che si contenderanno il primato fino in fondo".
Nel Girone B ci sono diverse realtà importanti, tra cui Spezia, Reggiana, Pescara, Ravenna, Livorno e Perugia. Lo Spezia ha iniziato fortissimo, vincendo anche gli scontri diretti: può dominare il campionato oppure è ancora tutto aperto?
"Secondo me questo è un girone molto difficile, ancora più complicato rispetto alla scorsa stagione. Il Perugia, con una nuova società e acquisti di un certo livello, sta dimostrando di poter essere protagonista. Ci sono tante squadre che vogliono vincere. Il Pescara è forte e sono convinto che si riprenderà: ha una società importante e un allenatore che considero molto capace. La rosa, a mio avviso, è da primo posto, anche se la partenza non è stata delle migliori.
Lo Spezia sta facendo bene e il suo allenatore dimostra di avere idee moderne e differenti. Anche la società è fondamentale: avere alle spalle una struttura organizzata, capace di intervenire nei tempi giusti e di ragionare con competenza, fa la differenza. Naturalmente servono anche un allenatore capace e giocatori di qualità.
Credo comunque che il campionato sia ancora aperto. Il Ravenna è una squadra che vuole vincere e, se necessario, potrà intervenire a gennaio. Quest'anno il Girone B è molto competitivo, forse il più difficile dei tre, perché anche le squadre di media classifica hanno investito e possono contare su allenatori e organici di livello".
Il 15 novembre, secondo alcune indiscrezioni, Ronaldinho potrebbe debuttare con il Ravenna nel derby contro il Forlì. Andresti a vedere la partita?
"Comprerei il biglietto, soprattutto per curiosità. Auguro al Ravenna e a Ronaldinho di vivere una grande stagione, ma credo che l'età possa condizionarlo. Sarebbe comunque interessante vedere un fenomeno del genere rimettersi in gioco in un campionato in cui contano molto la corsa, la tecnica e l'intelligenza calcistica. A 45 anni, dopo essere rimasto fermo per undici, ci vuole coraggio per tornare in campo.
Se dovesse davvero scendere in campo, sarebbe una scelta coraggiosa anche da parte del Ravenna?
"Assolutamente sì. Non credo che Ronaldinho possa essere nelle condizioni ottimali per disputare una partita intera, ma sarà l'allenatore a decidere se schierarlo dall'inizio o farlo entrare nel secondo tempo. Penso comunque che sarebbe una scelta ponderata, perché ci sono anche i rischi legati agli infortuni e alle possibili critiche.
Non bisogna essere ipocriti: oggi tutti parlano di Ronaldinho come di uno spettacolo e c'è grande attesa, ma dopo la partita potrebbero arrivare anche giudizi molto duri. È proprio per questo che parlo di coraggio: una scelta del genere può portare soddisfazioni, ma anche critiche. Se la Fermana non giocasse in contemporanea, potrei persino pensare di andare a vedere la partita, perché Ronaldinho resta un campione".
Nel Girone C stanno sorprendendo Sorrento e Potenza, davanti a squadre come Bari, Catania e Salernitana. Il Potenza è capolista e ha segnato quattro gol per tre partite consecutive. Evidentemente non è lì per caso.
"No, assolutamente. Ho visto il Sorrento, mentre non ho ancora avuto modo di vedere il Potenza in televisione. Quest'ultimo, però, sta riproponendo un modello di gioco che avevamo apprezzato al Pineto. È una società ambiziosa e seria, con un buon equilibrio interno, e sta facendo qualcosa di importante.
Anche il Sorrento mi ha impressionato: è una squadra giovane, che gioca un grande calcio e tiene ritmi elevati. L'unica incognita per entrambe riguarda la profondità della rosa: bisognerà capire se riusciranno a mantenere questo ritmo per tutta la stagione. Gli allenatori dovranno essere bravi a variare le strategie.
Dall'altra parte ci sono società con maggiore forza economica e giocatori individualmente molto forti per la categoria. Il mercato di gennaio potrebbe fare la differenza, perché tra gennaio e febbraio spesso si cominciano a decidere i campionati. Oggi, però, Sorrento e Potenza sono in quelle posizioni per merito.
Sono due società che hanno investito molto sui giovani e abbassato l'età media delle squadre. Potrebbe essere un insegnamento per tutto il calcio italiano: invece di puntare sempre su giocatori già affermati, bisogna dare spazio a quelli che devono ancora sbocciare, avere pazienza e permettere loro di giocare.
Sorrento e Potenza stanno esprimendo un grande calcio e, almeno per il momento, occupano meritatamente le posizioni di vertice. La Serie C e la Serie B dovrebbero tornare a essere palestre per i giovani, campionati in cui maturare esperienza e prepararsi al salto in Serie A. In passato era così e dobbiamo continuare su questa strada. Anche quest'anno ci sono esempi di calciatori passati dalla Serie B e arrivati poi in Serie A. Bisogna avere speranza e fiducia".
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