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tmw / spezia / Primo Piano
Non solo Erlic e Maggiore: anche i gregari protagonisti nell'anno dell'aquilaTUTTOmercatoWEB.com
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martedì 17 maggio 2022, 10:00Primo Piano
di Daniele Izzo
per Acspezianews.it

Non solo Erlic e Maggiore: anche i gregari protagonisti nell'anno dell'aquila

Da Salva Ferrer a Hristov, passando per Kiwior e Amian, tutti i giocatori dello Spezia sono stati protagonisti dell'incredibile cavalcata salvezza

Da Verde, prima genio incompreso e poi decisivo goleador, a Gyasi, motorino instancabile con il vizio del gol pesante, fino ad arrivare agli spezzini Maggiore e Bastoni, e ancora a Kiwior, Amian, Erlic, Nikolaou e gli altri: Thiago Motta ha trovato un posto a tutti i suoi attori. E ciò che ne è uscito è stato un affascinante copione narrante la salvezza dello Spezia. La seconda consecutiva. 

Un momento su tutti ha rappresentato il click che ha cambiato volto alla stagione delle Aquile; uno dei tanti spartiacque in un'annata iniziata tra le stalle e finita a fianco delle stelle. E' il 13 dicembre 2021 quando all'Olimpico, nel corso di Roma-Spezia, Jacopo Sala alza bandiera bianca. In panchina ci sono Sher e Nguiamba, centrocampisti di ruolo, nonché Bastoni e Agudelo (che poi entreranno nella ripresa), ma Thiago Motta sorprende tutti: a sostituire l'ex Sampdoria e Spal sarà Jakub Kiwior. Arrivato dallo Zilina dopo aver militato tra le giovanili dell'Anderlecht e l'FK Zeleziarne Podbrezova, il polacco era in quel preciso momento, al minuto 17' di una fredda serata romana, un oggetto misterioso. Persino apparentemente schierato fuori ruolo, dal momento che sbarcò nel Golfo dei Poeti con l'attributo di difensore centrale. Pochi allora diedero credito al coraggio dell'allenatore italo-brasiliano, il quale operò una mossa che, donando equilibrio alla squadra, cambiò la stagione dello Spezia

Ma Motta non ha solo intuito la vocazione da centrocampista ombra del polacco; ha sparpagliato scelte e protagonisti in ogni zona del campo. Ha iniziato girando spedito la ruota dei cambi, condizionato anche da Covid-19 e infortuni. Poi, una volta compresa la rosa, ha scelto i punti cardinali: Amian, Erlic, Nikolaou e Reca in difesa; Bastoni, Maggiore e Kiwior a centrocampo; Gyasi e Manaj davanti. A questi, di partita in partita, l'allenatore aquilotto ha saputo armarsi di matita rossa e blu e andare a correggere le piccole imperfezioni del 'suo' Spezia. Come dimenticare l'entrata di Bourabia a Venezia, l'arcobaleno disegnato da Kovalenko contro la Salernitana, e ancora un Hristov in versione 'gold' rilanciato tra Torino e Lazio. Tutti, o quasi, così detti gregari che hanno regalato alla causa aquilotta punti di capitale importanza. 

Tuttavia, se ci si inoltra nella definizione di 'gregario' è impossibile dopo Udine non citare Salvador Ferrer Canals, per tutti Salva Ferrer. Riportando indietro le lancette dell'orologio, mantenendo però la consapevolezza di una salvezza conquistata sul campo, si potrebbe dire che con l'infortunio di Reca il destino ha voluto lanciare un segnale, visto il nome dello spagnolo. Ma tralasciando la sorte e la superstizione, la prestazione del numero 21 dello Spezia alla 'Dacia Arena' è stata più che decisiva. Prima un cross al bacio, per giunta di mancino, per la volèe di Verde. Poi la voglia di andare a lottare per l'Aquila, recuperando la palla che Gyasi ha tramutato in oro. Così, esattamente come un altro terzino destro mise la firma sulla finale play-off con il Frosinone, Ferrer ha permesso ai bianchi di mantenere la categoria con giocate giuste al momento giusto. 

Insomma, nella subalternità gregaria che ha caratterizzato la gestione aquilotta in questa splendida annata, Thiago Motta ha imparato a sedere a capotavola e a distribuire le carte nell'interesse dello Spezia. Così, nella mancanza di mercato e tra le difficoltà di un campionato più combattuto che mai, l'ex Genoa e Inter ha vestito i panni dell'allenatore plenipotenziario, cementificando il gruppo e azzerando le differenze tra attori protagonisti e comparse, tra titolari e gregari. E tutto per il bene dello Spezia.