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Novara, Fontana: "Torino? E' sempre la stessa storia"TUTTOmercatoWEB
lunedì 30 novembre 2009, 17:53Esclusive
di Raffaella Bon
per Torinogranata.it

Novara, Fontana: "Torino? E' sempre la stessa storia"

TuttoMercatoWeb ha intervistato in esclusiva Alberto Fontana, dal 2002 al 2009 portiere del Torino e oggi alla difesa dei pali del Novara.

Partiamo dal tuo Novara. Cosa si prova a disputare gli ottavi di finale di Coppa Italia contro il Milan?
"A noi interessa principalmente il campionato, però questa è una conquista che dedichiamo sia ai nostri tifosi che alla proprietà. La società sta facendo tanti sforzi e i tifosi si stanno nuovamente riavvicinando alla squadra. Premio più per loro che per noi, che siamo concentrati sul campionato".

Cosa vi aspettate da questo campionato?
"Su 15 partite abbiamo ottenuto dieci vittorie e cinque pareggi. Sappiamo di aver fatto tanto, siamo partiti bene e abbiamo diversi punti di vantaggio sulla seconda. La storia è però piena di situazioni partite molto bene e finite male. Siamo molto concentrati, mancano ancora 19 giornate".

L'obiettivo è la serie B?
"Si, è inutile nasconderci".

Parlaci della partita di ieri.
Vincere lo scontro diretto fuori casa a Cremona vuol dire tanto, vuol dire rafforzare le nostre convinzioni. Finora abbiamo affrontato 15 squadre e nessuna ci ha messo sotto".

Da ex granata cosa sta succedendo, secondo te, a questa piazza?
"Purtroppo da fuori diventa anche difficile giudicare. Sento spesso i miei ex compagni e pare si stia ripercorrendo la stessa storia degli ultimi anni. Sembra che l'unica arma che resti al presidente sia l'esonero dell'allenatore. A volte però è un'arma fine a se stessa. Il tecnico deve essere supportato da dirigenza e squadra. La scelta di Beretta sta a significare che questo gruppo, in un momento di difficoltà come quello attuale, deve ritrovarsi. Torino è una piazza che ti da tantissimo se le cose vanno bene. Se, al contrario, le cose non vanno per il verso giusto, c'è il rischio di perdersi. Potrei fare una lista di calciatori che a Torino non hanno fatto bene e altrove si sono espressi alla grande. Questo dimostra come quella di Torino sia una piazza fantastica e difficile allo stesso tempo".

Qual'è il male di questo Torino?
"Sicuramente non è un virus sparso per l'aria di Torino. Ho una mia teoria e la tengo per me".

Soltanto la pressione dei tifosi?
"Assolutamente no. Loro sono l'arma in più, non di certo la causa per cui le cose vanno male".

La stampa?
"Questo mi fa sorridere. E' vero che la stampa crea pressione, ma da anche al Torino una visibilità che non ha nessuna altra squadra di B. Uno arrivo al Torino ed è come se fosse giunto in un club di serie A".

Come stanno i tuoi ex compagni?
"Stanno soffrendo, soprattutto i miei compagni dello scorso anno. Hanno addosso un grande fardello, la retrocessione dello scorso anno, e si aspettavano tutt'altro campionato. Mi spiace per loro, dopo un anno difficile come la scorsa stagione, potevano stare meglio. C'è ancora nervosismo per la scorsa stagione, ora s'è aggiunta anche questa che non sta volgendo per il meglio. Sono vicino al vari Sereni, Diana e Pisano".

Spogliatoio spaccato?
"Non so come è la situazione nello spogliatoio, non posso rispondere. Posso solo dire che qui a Novara c'è un ottimo gruppo e questa è l'arma in più, sia quando le cose vanno bene che quando vanno male".

Rosina è andato via in estate. Le colpe lo scorso anno erano principalmente sue?
"Si gettava tutto su di lui, ma la realtà è un'altra. Magari fosse stata solo sua la colpa... Era diventato il capro espiatorio. Il discorso su Alessandro non stava sicuramente in piedi".

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