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tmw / torino / Primo Piano
Baroni sente la fiducia della società. Ma non c'è solo la societàTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 06:15Primo Piano
di M. V.
per Torinogranata.it

Baroni sente la fiducia della società. Ma non c'è solo la società

Al termine dell'ennesima, la terza (la seconda contro il Como), umiliazione della stagione, il tecnico Marco Baroni si è presentato in sala stampa con le solite frasi fatte sul lavoro e sul fatto che, ne è sicuro (ma l'ha già affermato in precedenza) riuscirà a trovare una soluzione. Lo dice da tempo. Ma soprattutto ha ribadito ai giornalisti presenti di godere della massima fiducia da parte della società. Ora, il confronto con la stagione scorsa, che è costata la panchina a Paolo Vanoli, è persino impietoso: non tanto per i tre punti in meno ma per la differenza reti, senza contare il fatto che in questo periodo l'attuale allenatore della Fiorentina aveva iniziato a trovare una quadra inanellando risultati utili intervallati solamente dal ko, sfortunato e immeritato, contro il Bologna. Intanto il Toro, tramite le parole del tecnico, rinnova la fiducia, e se non se ne comprendono le ragioni. Se fosse per i tifosi, senza voler nascondere le evidenti responsabilità societarie, sarebbe già stato allontanato da un pezzo.

Baroni ci sta capendo ben poco, si potrebbe anche azzardare a dire nulla, le sue scelte quantomeno discutibili si trascinano da inizio stagione, sia per la rotazione della rosa nelle partite (con troppi giocatori schierati fuori ruolo costantemente inseriti nell'undici iniziale e dannosi) che per la gestione di cambi e scelte tattiche. D'altronde il campanello d'allarme si era già avvertito in estate, una fase difensiva colabrodo (non necessariamente la retroguardia in sé), l'incapacità di andare a rete e una personalità generale in campo sotto le scarpe, con una tendenza a sciogliersi come il burro alle prime difficoltà, non tralasciando il fatto di aver dovuto, con colpevole ritardo, cambiare completamente il modulo da utilizzare. E già ci si interrogava se Baroni fosse l'uomo giusto per rilanciare questo Toro, dato che, tra le altre cose, arrivava da una stagione fallimentare con la Lazio (l'unica che non si è conclusa con la qualificazione in Europa nelle ultime nove stagioni per i biancocelesti), in cui è anche risultata l'unica squadra, insieme al Lecce, ad aver subito sei reti in una partita. Vi ricorda qualcosa?