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ESCLUSIVA TG – Mancini (TC Fedelissimi Roma): “Siamo proprio curiosi di vedere che approccio avrà il Torino in questa gara con la Roma”
Oggi alle 08:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

ESCLUSIVA TG – Mancini (TC Fedelissimi Roma): “Siamo proprio curiosi di vedere che approccio avrà il Torino in questa gara con la Roma”

Mauro Mancini, vice presidente del Toro Club Fedelissimi Granata Roma 1971, è stato intervistato da TorinoGranata.it. Con Mancini abbiamo parlato della partita di questa sera del Torino che a distanza di cinque giorni affronta di nuovo la Roma, ma questa volta in campionato dopo averla eliminata dalla Coppa Italia.

Martedì il Torino con la Roma in Coppa Italia ha disputato la miglior partita di questa stagione vincendola e oggi alle 18, a distanza di cinque giorni, affronterà di nuovo i giallorossi, questa volta in casa, ma finora i granata non sono quasi mai riusciti a ripetere per due volte di seguito una buona gara. Che idea vi siete fatti?
“E’ vero finora il Torino ha sempre auto alti e bassi. Secondo me, il problema deriva da come la squadra approccia alla partita. Quando affrontano la Roma e altre squadre più forti i giocatori riescono a dare di più. Con i tanti cambi di modulo che ci sono stati in questa stagione è stato più difficile trovare il giusto equilibrio. Servirebbe cambiare la mentalità alla squadra”.

Non è però facile agire sulla testa delle persone.
“E’ vero, ma lo si è visto benissimo nelle due partite con la Roma e in pochissime altre che appena la squadra mette piede in campo corre di più e ha un atteggiamento più propositivo e si capisce benissimo che farà una buona partita, Mentre altre volte, come con il Como o l’Atalanta, è sembrata fin da subito timorosa. Per questo dico che si capisce dal fischio d’inizio che partita farà il Torino ed è per questo che penso sia una questione di testa”.

Questa sera che Torino vi aspettate?
“Siamo curiosi di vedere che approccio avrà alla partita. Sarà una gara completamente diversa soprattutto da quella di Coppa Italia che è stata una gara unica da dentro o fuori nella quale il Torino partiva sfavorito e quindi ha giocato più tranquillo perché aveva solo tutto da guadagnare. Mentre in campionato non lo so perché bisogna stare più attenti a non scoprirsi lasciando contropiedi all’avversario. La Roma ha alcuni giocatori di un certo valore. Sinceramente è dalla fine della gara di martedì che sono curioso di vedere cosa accadrà oggi. Mi auguro non dico di vedere la stessa partita, ma almeno una che si avvicini perché per noi sarebbe un buon segno. Però vediamo perché quest'anno gli alti e bassi sono stati tanti, ecco il problema. All'inizio c'era il nuovo allenatore con un certo modulo, poi è stato cambiato il modulo e sono cambiati anche parecchi giocatori e poi ancora è stato cambiato il direttore sportivo. Non lo so, è una stagione un po' così, questa con Baroni”.

Cosa pensate di Baroni?
“Personalmente mi è sempre piaciuto come allenatore, dico davvero, perché non è un allenatore tifoso, come potevano essere Juric o Vanoli. Mio genero è tifoso della Lazio e stanno rimpiangendo Baroni. Nell'insieme non è un allenatore che ha vinto, ha anche sempre allenato squadre piccole, però al Verona fece un miracolo poiché quando arrivò la squadra era messa molto male in classifica, ma lui la salvò dalla retrocessione. So che tanti vorrebbero un allenatore tipo Juric o Vanoli, però alla fine sono i risultati che ottiene la squadra a far dire che un allenatore piace oppure no. E si sa che quando si ottengono i risultati sono tutti bravi, basta pensare a Thiago Motta al Bologna ha fatto molto bene ed era applaudito da tutti e poi quando è passato alla Juventus ha fallito e ha ricevuto tante critiche, è stato esonerato e adesso non ha squadra”.

Il calciomercato è aperto da 16 giorni, ma a Baroni non è arrivato ancora nessun rinforzo. Siete preoccupati?
“Sembra che sia stato reso il terzino spagnolo Obrador. Il mercato si fa in estate e si sa che a gennaio è difficile trovare buoni giocatori a meno che non si abbiano tanti soldi da spendere e poi comunque se un giocatore vale 10 rischi di pagarlo 20 è comunque vengono ceduti dagli altri club gli esuberi, calciatori che sono scontenti della squadra in cui sono perché giocano poco. La realtà è questa. Andrà via Biraghi per sui è ovvio che serva un terzino sinistro, ma la priorità è prendere un difensore e sono convinto che arriverà”.

Solo il Verona ha subito più gol del Torino, 34, e i granata con l’Udinese ne hanno incassati 32. Doveva quindi essere già preso un difensore?
“Certo, ma il paradosso è che le squadre di Baroni di solito subiscono pochi gol, invece qui siamo fra i peggiori. Più che altro abbiamo messo troppi gol su palle inattive, sui calci d'angolo”.

Infatti è successo anche martedì con il gol di Arena.
“Esatto. Mio genero gioca a pallone e dice che quest’idea che hanno gli allenatori di difendere con il castello non sempre funziona perché gli attaccanti arrivano da dietro di corsa e i difensori devono praticamente saltare da fermi e difficilmente arrivano per primi sulla palla e quindi hanno più possibilità di fare gol. Io personalmente in queste situazioni marcherei a uomo, poi non so perché non faccio l’allenatore. Per fare questo castello ci vorrebbero quindi difensori di un certo livello e comunque prima di assimilare questo modo di marcare ci vuole tempo, il problema è questo e avendo il Torino cambiato allenatore è cambiato tutto anche il modo di giocare in difesa”.

E di Ilkhan cosa pensate?
“Avevo sentito dire che quest’estate Baroni lo ha voluto confermare poiché aveva visto che ha buone doti. In Turchia era considerato uno dal futuro roseo. Da noi è andato in prestito e ha giocato poco anche a causa dell’infortunio al crociato, Si sa che quando un calciatore va in prestito, soprattutto se si tratta di un prestito secco, chi lo prende il più delle volte non lo fa giocare molto perché non ha interesse a valorizzare un giocatore che a fine stagione andrà via. Ultimamente, per fortuna, Ilkhan ha avuto spazio facendo bene quindi speriamo che continui così. Ma secondo me continuerà a fare bene perché le doti le ha, forse gli manca un po’ il fisico perché non è molto alto, ma ha tanta voglia e questo è molto importante: i giocatori quando vanno in campo devono avere fame, cosa che manca a tanti giocatori di oggi perché hanno paura degli infortuni e infatti cercano sempre di evitare le entrate. Li capisco perché un infortunio grave vuol dire perdere di valore e poi si guadagnano meno soldi”.

Cosa non vorreste veder fare dal Torino questa sera in campo?
“Non vogliamo vedere che il Torino entri in campo con la paura. Bisogna giocarsela con tutti. La Roma va attaccata com’era successo martedì, anche quando loro hanno pareggiato per la seconda volta. Di solito quando subivamo gol poi la squadra andava in tilt e questo mi ha sempre più convinto che sia un problema di testa e di paura. Bisogna rispettare tutti gli avversari, però tutti non sono extraterrestri quindi bisogna giocarsela con tutti. Ma se ci si chiude in difesa e non si esce mai dalla propria area con le grandi squadre in particolare si rischia molto”.

Voi come Toro Club Fedelissimi Granata Roma 1971 come vi ponete nei confronto del presidente Cairo?
“Come tanti non siamo contenti della gestione Cairo. Personalmente, spero che arrivi uno con i soldi, magari un fondo straniero. Ho paura che finché non arriverà qualcuno con i soldi non ci si schiodi dall’attuale situazione. E’ come volere una Ferrari, ma non avere i soldi. Non so se Cairo non abbia la possibilità oppure non voglia o non so così altro. C'è sempre questo mistero. Sono convinto che lui potrebbe fare molto di più, però non so cosa ci stia dietro. Qualcuno dice che sono i “cugini”, tanti anni fa si parlava persino di fusione. Sinceramente pensando che a Torino ci sono i Lavazza, ad Alba i Ferrero non capisco perché nessuno di questi imprenditori mai sia intervenuto neppure dopo il fallimento. Sembra che nessuno voglia mettersi contro la “sacra famiglia”. So che è brutto dirlo. A Roma, Milano e Genova ci sono due squadre ed entrambe, più o meno, sono dello stesso livello. A Torino invece no ed è inspiegabile. Noi abbiamo una storia davvero unica eppure … Tempo fa lessi il libro del figlio di Gerbi Massimo “All'ombra del declino. Torino, la fabbrica, i granata. Una nobile storia decaduta” e l’autore racconta cose incredibili e, in sintesi, dice che qualsiasi cosa volessero fare dovevano chiedere il permesso. Non so se sia vero, ma se lo ha scritto e pubblicato non penso che abbia detto cose non vere. E’ molto triste che ogni nuova cosa gli altri la dovessero sapere prima”.

Un pronostico per questa sera?
“Mi accontenterei di un pareggio. Con la sconfitta si ritornerebbe agli alti e bassi. Certo, la vittoria sarebbe una cosa bellissima e si dice che “non c’è due senza tre” ed effettivamente è da martedì sera dopo la partita a Roma che ci penso. Speriamo che il detto valga.
Martedì credevo, ma non solo io che saremmo andati ai rigori e con la Roma il turno lo avrebbero passato loro. Ma se anche ci avessero eliminati sarei stato contento lo stesso perché avevo visto che il mio Torino se l’era giocata tranquillamente giocarsela tranquillamente senza paura attaccando ed è questo che vogliamo noi tifosi del Toro: il massimo impegno e la corsa. Invece alle volte si vedono i giocatori in campo che si ritraggono tutti indietro nella propria area e che non hanno il coraggio di giocare. La cosa che mi preoccupa è che se gira Vlasic allora anche tutta la squadra gira, ma se lui non è in giornata si gioca male. Praticamente Vlasic è l’uomo che sa creare la superiorità numerica e quando ha il pallone non lo perde e riesce a impegnare gli avversari. Quindi speriamo che sia perfetto fino alla fine del campionato”.