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tmw / torino / Primo Piano
Il Torino di Abate inizia a prendere forma, ma servono ancora rinforziTUTTOmercatoWEB
Ignazio Abate
Oggi alle 14:30Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

Il Torino di Abate inizia a prendere forma, ma servono ancora rinforzi

Il gioco che vorrebbe proporre l’allenatore Abate sta iniziando a intravedersi, però al Torino mancano ancora tasselli per avere una rosa formata

Le amichevoli estive lasciano un po’ il tempo che trovano e spesso non sono così veritiere, nel senso che poi quando iniziano le partite con vera posta in palio, campionato o coppe che siano, le eventuali aspettative non vengono confermate e quasi sempre in negativo e non in positivo. Ma comunque qualche riflessione si può fare soprattutto dopo qualche amichevole giocata.

Quali riflessioni si possono fare oggi sul Torino?

Il Torino parte da una base di gioco precisa: il 3-4-2-1. Il nuovo allenatore Abate punta a un gioco offensivo, ma senza tralasciare attenzione per la fase difensiva. Sintetizzando i capisaldi del gioco che vuole proporre Abate si può dire che la sua squadra dovrebbe sfruttare l’impostazione dalle retrovie con uscite dal basso che devono sfociare in aperture sugli esterni con i centrocampisti che si abbassano e i trequartisti che creano la superiorità numerica mettendo di conseguenza in condizione le punte di segnare o andare loro stessi alla conclusione in porta.

Ebbene dopo l’amichevole di ieri con il Burnley, squadra che disputerà la Championship a seguito della retrocessione dalla Premier, per la cronaca vinta per 1 a 0 grazie al gol di Dembélé su assist di Njie, due giovani provenienti dal vivaio, si è visto da parte del Torino qualche primo accenno di quanto chiede l’allenatore. Di certo in maniera superiore rispetto alle amichevoli disputate nel ritiro di Pinzolo che non avevano fatto vedere, in maniera davvero rassicurante, che la squadra potesse superare quei gli limiti che si registrano da anni: gioco prevedibile dovuto a una eccessiva manovra, fatta soprattutto di passaggi in orizzontale, per cercare di avanzare e aprire spazi per mancanza di uomini che sappiano fare movimenti senza palla e saltare continuativamente l’uomo con la conseguente difficoltà a creare la superiorità numerica e a mettere le punte o qualche altro giocatore che si sia inserito nella condizione di segnare. Senza parlare della precisione sotto porta e dell’andare in difficoltà quando la squadra è pressata dall’avversario. Certo i giocatori erano imballati a causa dei carichi di lavoro, stavano appena iniziando ad assimilare gli insegnamenti del nuovo allenatore ed erano arrivati solo i primissimi rinforzi. In più qualcuno era out a causa di infortuni e altri non erano ancora tornati dalle vacanze post Mondiale, ma si trattava pur sempre di avversari di categorie inferiori e anche loro alle prese con le stesse problematiche.
Invece in Inghilterra si è visto un Torino che riusciva con un po’ più di naturalezza ad esprimere il gioco che vorrebbe l’allenatore e in generale la condizione atletica è migliorata, segno che un po’ di carichi di lavoro erano stati smaltiti. Di contraltare rimane però una certa qual difficoltà nel riuscire a gestire le situazioni quando sono gli avversari a manovrare. Si spera quindi che anche questo aspetto il Torino possa migliorare.

Servono ancora rinforzi per avere una rosa accettabile

Durante questa preparazione estiva nel Torino si sono messi in luce alcuni giovani: su tutti Cacciamani e Luongo, ma non solo. Abate è stato scelto proprio perché capace di valorizzarli, come ha già fatto con Cacciamani l’anno scorso alla Juve Stabia. Detto questo però i ragazzi giovani non possono essere gravati di grandi responsabilità come ci sono in Serie A se non si vuole “bruciarli” e interrompere il loro percorso di crescita. E’ vero che all’estero giocano nei massimi campionati giovani appena maggiorenni o neppure ancora, ma la realtà in Italia è differente ed è inutile girarci tropo intorno.

Neppure bastano i rinforzi fin qui arrivati: Cömert, Comuzzo, Fitz-Jim, Mascardi e Oristanio. Tutti sanno che il Torino è alla ricerca di un portiere titolare, Perri è da settimane che sarebbe sul punto di arrivare, e che per colmare i buchi serve almeno un vice Pedersen.

Sul mercato ci sono: Siviero, Paleari, Israel, Ilic, Biraghi, Dembélé, Bianay Balcot, Acquah, Anjorin, Ilkhan, Gineitis, Ciammaglichella, Adams, Kulenovic e Pellegri. Se fossero tutti piazzati, e alcuni sono alle prese con il recupero da acciacchi fisici (Anjorin, Ilkhan, Israel, Pellegri e Siviero), altrove servirebbero per alcuni ruoli dei sostituti.

Non si sta facendo un discorso su cosa servirebbe per rendere la rosa competitiva per qualche traguardo perché al momento il Torino è ancora nella fase di completare in tutti i ruoli l’organico che avrà a disposizione Abate. E giusto per ricordare, la partita di Coppa Italia con la Carrarese si disputerà sabato 15 (ore 21,15), fra 12 giorni, e il campionato inizierà domenica 23 (ore 20,30), fra 20 giorni, e l’avversario sarà il Milan.
Tic, tac, tic, tac.