Rivoluzione Toro, Abate punta sulla difesa a 4: più spazio alla fantasia
Un controsenso storico che non vale più nemmeno per il Toro. Perché guardando gli altri principali campionati Europei, in Premier League e nella Liga quasi nessuno gioca con la difesa a 3. Non lo fanno nemmeno il PSG campione d’Europa e il Bayern Monaco in Germania. Probabilmente non lo farà più nemmeno Ignazio Abate che fin dalla prossima partita contro l’Udinese potrà provare a 4.
Rivoluzione Toro, Abate punta sulla difesa a 4
In effetti lo ha accennato lui stesso in sala stampa dopo il pareggio di Bologna. Nella testa del tecnico ci sono difensore centrali con piedi sufficientemente educati per sapere anche impostare da dietro. Nella pratica il Toro non li ha, a parte Pietro Comuzzo. Ecco perché adesso avrà una ventina di giorni per accelerare il cambio in corsa, dopo che in effetti tanto in ritiro quanto al Filadelfia queste prove siano già state fatte dal gruppo.
Si tratta soltanto di capire come rimodellerà il resto del suo undici iniziale, puntando sul 4-2-3-1 oppure sul 4-3-2-1 che non è distinzione solo numerica. Perché non è un problema di sovrabbondanza, solo di logica per liberare i pochi giocatori di talento della rosa.
Vlaic e Cacciamani ringraziano, più liberi di inventare e fare male
Con Belghali e Patterson a destra, Fortini e Rodriguez a sinistra (che hanno rispetto agli altri due più caratteristiche difensive) il presidio sulle fasce, almeno sulla carta, è assicurato. Ma soprattutto, alla luce delle loro caratteristiche finalmente potrebbero liberare chi fino a oggi ha reso meno di quello che tutti si aspettavano.
Come Nikola Vlasic che da trequartista rende, da centrocampista puro meno. Ma soprattutto come Alessio Cacciamani, finora evanescente anche perché caricato di responsabilità eccessive. E in mediana? Dato per scontato Mandragora, ballottaggi tra Fitz-Jim e Ilkhan così come tra Gineitis e Bragança.


