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Cacciamani, quanto conviene davvero al Torino venderlo? La Roma insiste, Cairo aspetta l’offerta giustaTUTTOmercatoWEB
Akessio Cacciamani
Oggi alle 09:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

Cacciamani, quanto conviene davvero al Torino venderlo? La Roma insiste, Cairo aspetta l’offerta giusta

La Roma non molla Alessio Cacciamani: il Torino ha rifiutato la prima offerta, ma i giallorossi sono pronti a rilanciare. Per i granata sarà un vero affare?

La Roma prepara un nuovo rilancio per Alessio Cacciamani dopo il no del Torino ai 13 milioni di euro. Cairo vuole trattenere il classe 2007, ma ammette che una cessione dipenderà dalle offerte e dalle esigenze di bilancio. A 15 milioni, però, quanto sarebbe davvero conveniente per i granata lasciar partire il giovane esterno?

La Roma non molla Alessio Cacciamani. Il giovane esterno del Torino resta infatti in cima alla lista dei desideri del club giallorosso, che lo considera il profilo ideale per completare la fascia sinistra a disposizione di Gian Piero Gasperini. La prima offerta, da 13 milioni di euro, è stata respinta dal Torino, che valuta il classe 2007 circa 20 milioni.

Nei prossimi giorni la Roma dovrebbe tornare alla carica con una nuova proposta. A Trigoria filtra ottimismo sulla possibilità di arrivare al giocatore, mentre in casa granata la posizione ufficiale continua a essere quella della volontà di trattenere Cacciamani.

Cairo: “Me lo tengo strettissimo”, ma la cessione dipende dalle offerte

Urbano Cairo, intervenuto nei giorni scorsi a Sky Sport 24 durante lo “Speciale calciomercato”, ha ribadito di voler puntare sul giovane esterno:

“Me lo tengo strettissimo. C'è molto interesse su di lui, non soltanto da parte della Roma”.

Il presidente del Torino ha però evitato di dare certezze assolute sulla permanenza del giocatore. Alla domanda sulla possibilità che Cacciamani resti in granata ha infatti precisato:

“Non voglio dire sono sicuro al 100% che Cacciamani rimarrà, però spero di riuscire a fare una serie di altre cose per cui Cacciamani resti con voi”.

E quando gli è stato chiesto da cosa dipenda quel 100%, Cairo è stato ancora più chiaro: dalle offerte e dalle eventuali alternative in uscita.

“Dipende dalle offerte, dalle alternative che magari abbiamo in uscita”.

Una posizione che si lega direttamente alle esigenze economiche del Torino. Il club ha già effettuato 5 investimenti sul mercato, tra acquisti e prestiti onerosi, Mascardi, Comuzzo, Cömert, Fitz-Jim, Oristanio, e dovrà prendere ancora qualcuno, ma ora lavora sulle cessioni.

“Abbiamo intenzione di fare ancora qualche innesto così come, visto che siamo tanti, dobbiamo anche cercare di fare qualche uscita perché dal punto di vista del nostro bilancio è giusto, come tutti del resto, fare acquisti ma anche qualche vendita, qualche plusvalenza per mettere un po’ a posto i bilanci perché questo è fondamentale se no si apre una situazione economica non brillante”.

Il concetto espresso da Cairo è quindi semplice: Cacciamani non è ufficialmente sul mercato, ma davanti a un'offerta particolarmente importante il Torino dovrà fare le proprie valutazioni.

La Roma prepara il rilancio: 13 milioni non bastano

La Roma, dal canto suo, non sembra intenzionata a fermarsi. Dopo il rifiuto dei 13 milioni, il club giallorosso starebbe preparando una nuova offerta da presentare nei prossimi giorni.

Il Torino parte da una valutazione di circa 20 milioni di euro, cifra che considera coerente con il potenziale del giocatore. La distanza tra domanda e offerta rimane dunque significativa, ma la trattativa è destinata a proseguire.

Ed è proprio qui che si apre la questione più interessante per il Torino: quanto sarebbe realmente conveniente vendere Cacciamani?

Cacciamani, la plusvalenza sarebbe importante ma non risolutiva

Ipotizzando che il Torino riesca a ottenere circa 15 milioni di euro, la cifra sarebbe certamente rilevante considerando l'esperienza ancora limitatissima di Cacciamani in Serie A.

Il classe 2007 ha infatti esordito nel massimo campionato italiano l'11 maggio 2025 contro l'Inter, a 17 anni e 316 giorni, entrando negli ultimi dieci minuti al posto di Valentino Lazaro. Nella partita successiva contro il Lecce l’allora allenatore Vanoli lo fece nuovamente subentrare a Lazaro, facendogli disputare circa 20 minuti.

In totale, dunque, Cacciamani ha finora raccolto appena due presenze e circa 30 minuti complessivi in Serie A.

Il suo valore, quindi, è soprattutto legato al potenziale e a ciò che ha mostrato nelle categorie inferiori. La scorsa stagione, con la Juve Stabia in Serie B, Ignazio Abate ha avuto un ruolo importante nella sua valorizzazione. Ora l'allenatore lo ha ritrovato al Torino e, durante la preparazione estiva, lo ha utilizzato con continuità.

Cacciamani rappresenta infatti un profilo particolarmente funzionale alle idee tattiche di Abate, che ne sta accompagnando la crescita con l'obiettivo di renderlo competitivo anche in Serie A.

Il problema del sostituto: vendere Cacciamani obbligherebbe il Torino a intervenire

Ed è proprio questo l'aspetto che rende meno scontato il vantaggio economico di una sua eventuale cessione.

Nel ruolo di esterno offensivo a sinistra il Torino dispone anche di Zakaria Aboukhlal, arrivato dal Tolosa la scorsa estate per 8 milioni di euro più 1,5 milioni di bonus. Il marocchino con cittadinanza olandese, però, non ha convinto pienamente finora nella sua esperienza in granata.

A complicare ulteriormente la situazione c'è stato l'infortunio al ginocchio che, dal 22 febbraio, lo ha tenuto fuori per il resto della scorsa stagione e che lo ha costretto a sottoporsi ad artroscopia.

Aboukhlal è quindi finito sul mercato, ma finora non ha trovato estimatori particolarmente convinti. Se Cacciamani dovesse essere ceduto, il Torino si troverebbe di conseguenza nella necessità di acquistare un altro esterno sinistro.

E un sostituto di livello avrebbe inevitabilmente un costo.

Vendere Cacciamani a 15 milioni potrebbe non essere un grande affare

Il punto è proprio questo: la plusvalenza derivante dalla cessione di Cacciamani non può essere valutata guardando soltanto ai 15 o ai 20 milioni incassati.

Se il Torino vendesse il giovane esterno per 15 milioni, dovrebbe infatti utilizzare una parte di quella cifra per acquistare un giocatore in grado di sostituirlo.

Un'operazione economicamente più conveniente sarebbe possibile soltanto individuando un profilo a basso costo, ma capace di offrire garanzie immediate. Un esempio può essere rappresentato da Marcus Pedersen, arrivato in granata nell'estate 2024 con un prestito oneroso da 1 milione di euro e un successivo riscatto fissato a 3,5 milioni.

Ma trovare un esterno offensivo valido a cifre contenute non è semplice. I giocatori di qualità in quel ruolo sono pochi e, soprattutto, hanno valutazioni elevate.

Se quindi il Torino incassasse 15 milioni da Cacciamani e ne spendesse, per esempio, 5-7 per acquistare un sostituto, il beneficio economico reale della cessione sarebbe molto più contenuto.

A questo va aggiunto un elemento ancora più importante: il Torino perderebbe un giocatore giovane, con ampi margini di crescita e un potenziale valore di mercato superiore a quello attuale.

Il vero valore di Cacciamani potrebbe essere superiore ai 15 milioni

È proprio per questo motivo che la richiesta di 20 milioni da parte del Torino non appare necessariamente fuori mercato, soprattutto considerando che il club granata non ha l'urgenza tecnica di privarsi del giocatore.

Abate lo sta valorizzando, Cacciamani è giovane e il suo rendimento può crescere rapidamente con l'esperienza in Serie A. Se dovesse riuscire a ritagliarsi uno spazio importante nella prossima stagione, il suo valore potrebbe aumentare ulteriormente.

Al contrario, una cessione immediata a 15 milioni rischierebbe di trasformarsi in un'operazione conveniente soprattutto per la Roma, che acquisterebbe un talento ancora da completare ma con un potenziale importante.

Per il Torino il discorso è diverso.

Vendere Cacciamani può essere utile per il bilancio, ma soltanto a determinate condizioni. Il club ha bisogno di realizzare qualche cessione e generare plusvalenze, come ha spiegato lo stesso Cairo, ma non necessariamente deve sacrificare proprio il giovane esterno.

La cifra deve essere sufficientemente alta da compensare sia la perdita tecnica sia il costo del sostituto.

Cacciamani-Roma, la soglia che può cambiare tutto

Per questo motivo, tra i 13 milioni iniziali della Roma e i 20 richiesti dal Torino esiste una zona intermedia nella quale la trattativa potrebbe davvero decollare.

A 15 milioni, la cessione sarebbe difficile da considerare un affare straordinario per il Torino: il club incasserebbe una cifra importante, ma dovrebbe poi reinvestirne una parte per sostituire il giocatore, senza avere la certezza di trovare un esterno dello stesso potenziale.

A 20 milioni, invece, il quadro cambierebbe sensibilmente. Un'offerta vicina alla valutazione fissata da Cairo potrebbe rendere molto più difficile dire di no, soprattutto alla luce delle necessità di bilancio.

Ecco perché le prossime mosse della Roma saranno decisive.

Cairo dice di volerselo “tenere strettissimo”, ma ha anche ammesso che un'offerta importante può cambiare lo scenario. La sensazione, quindi, è che Cacciamani non sia incedibile: semplicemente, per convincere il Torino a rinunciare a uno dei giovani più interessanti della rosa, la Roma dovrà mettere sul tavolo una cifra che renda la cessione realmente conveniente anche dal punto di vista sportivo ed economico.

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