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ESCLUSIVA TG – Silano (tifoso Toro): “I giocatori al Torino ci sono, ma Abate è inadeguato e non ha il coraggio di fare scelte se non quando la squadra va in svantaggio”
Oggi alle 09:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

ESCLUSIVA TG – Silano (tifoso Toro): “I giocatori al Torino ci sono, ma Abate è inadeguato e non ha il coraggio di fare scelte se non quando la squadra va in svantaggio”

Silano ritiene Abate un allenatore non all’altezza e non si capacita perché Petrachi lo abbia scelto. Dà la colpa al mister per non aver ancora dato un gioco e aver usato il calciomercato come alibi.

Giancarlo Silano, è uno storico tifoso del Toro mai tesserato con alcun club, ma figlio della Curva Maratona, è stato intervistato da TorinoGranata.it. Con Silano abbiamo parlato dell’inizio di questa stagione della squadra granata che è stata eliminata ai 16esimi dalla Coppa Italia e che dopo 5 giornate di campionato ha 4 punti ed è al 13° posto insieme a Udinese, Parma, Monza e Fiorentina e alle spalle ha il Bologna con 2 punti, il Genoa con 1 e il Venezia con 0.

Dopo cinque giornate e approfittando della sosta del campionato si può fare un primo bilancio. Come le sembra il Torino?
“Inizio dicendo che alla prima partita, quella contro il Milan, sono stato molto contento vedendo la Curva Maratona piena, i Torino Hooligans sono venuti dalla nostra parte (erano in Curva Primavera, ndr) ed è stata una bellissima serata di tifo.
Per quel che riguarda il Toro, si è verificata la continuazione di ciò che si dice sempre. L'accusa principale che muovo al presidente Cairo è che sono 21 anni che ha preso il Torino e ha azzeccato due soli allenatori: Juric, quello del primo anno, e Ventura nella stagione dalla Serie B alla A, per il resto li ha cannati tutti. Quindi errare è umano, ma perseverare è diabolico.
L'unica cosa che mi ha lasciato basito, sorpreso e stupito è stata la presentazione di Abate. L’abbiamo vista tutti e a presentare il nuovo allenatore c’era il direttore sportivo Petrachi, mentre invece di solito, e non solo al Torino, c’è  il presidente del club. Stimo Petrachi perché comunque ha preso giocatori italiani, che a me garbano perché sono forti, come Oristanio, Fortini, Comuzo, e sono tornati Mandragora e Cacciamani, che non è stato ceduto. Possiamo discutere sulla tempistica, ma comunque ha preso un sacco di ragazzi italiani forti, buoni e per questo mi aveva veramente convinto, ma poi mi ha lasciato basito, disarmato e senza parole nel momento che ha presentato Abate”.

Perché?
“Petrachi in conferenza stampa aveva detto che saremmo stati la mina vagante del campionato, la sorpresa e si aspirava ad avere giocatori italiani e a essere il nuovo Como. Quindi quando ho sentito queste parole - dette da una persona che è qui da 10 anni, che conosce l'ambiente, che è del 1969 sicché ha 57 anni e ha una certa esperienza, seppur arrivasse da un periodo non facile dopo essere stato esonerato dalla Roma e dalla Salernitana - mi è sembrato veramente rischioso e azzardato che facesse queste affermazioni presentando un allenatore come Abate, lo avevo seguito l’anno scorso quando allenava la Juve Stabia in Serie B. Ed è per questo che sono rimasto molto stupito. Ai miei amici ho detto che se Petrachi si spingeva a fare affermazioni così allora voleva dire che era sicuro di ciò che esternava e che aveva delle certezze per mandare via D'Aversa, che aveva fatto fare davvero un buon finale di campionato al Torino dopo averlo preso a tre lunghezze dal terzultimo posto. Senza esagerare per ciò che aveva fatto D’Aversa, adesso le sue vedove sono tantissime e lo trovo abbastanza ingiustificato, ma lo ringrazierò sempre perché ha fatto un buon lavoro dando ordine alla squadra e ci siamo salvati passeggiando.
Detto questo, Petrachi ha anche specificato che aveva voglia di cambiare, che voleva vedere un Toro aggressivo, che andasse alla carica, che fosse guerriero e Abate di conseguenza aveva parlato di identità, di sudore, di erba mangiata, di gioco, di aggressività e che il fine era quello di onorare la maglia granata in campo”.

Facendo una deduzione lei quindi ritiene che quelle parole di Petrachi e Abate finora siano state disattese, giusto?
“A prescindere dalle quattro sconfitte, includendo anche quella in Coppa Italia, vedo un Toro che gioca male e lo vedo dall’amichevole nel ritiro di Pinzolo con il Cittadella che ci ha polverizzati pur essendo una squadra di Serie C. E poi anche in Coppa Italia con Carrarese, squadra di Serie B, malgrado la vittoria e il passaggio del turno abbiamo faticato moltissimo. Persino nell'amichevole al Filadelfia con il Vado Ligure davanti a 2.000 si è avuta veramente una sensazione orribile. Tanto più dopo essersi fidati ciecamente di quanto detto alla presentazione di Abate perché si è vista una squadra che per 80-85 minuti ha passato la palla al portiere oppure faceva passaggi sterili di un metro in orizzontale e con Simeone lasciato da solo a destreggiarsi contro 6 difensori avversari e Cacciamani utilizzato totalmente fuori ruolo. Ma questo chi aveva visto le partite della Juve Stabia già lo sapeva perché Abate faceva correre avanti e indietro senza costrutto questo povero ragazzo. E’ stata una delusione cocente. Le sconfitte con Milan e Roma potevano essere anche giustificate dalla superiorità degli avversari, ma non quella con il Monza o l’altra con il Sassuolo e neppure il pareggio con il Bologna.
Tutta la stampa si è coesa e ha sottolineato che la campagna acquisti era stata fatta in 2 giorni, per carità tutto vero, giusto e perfetto, ma in realtà penso che il Toro sia la squadra che, probabilmente col Parma, giochi peggio in campionato e questo è inaccettabile”.

Tutta la colpa dell’inizio di stagione molto mediocre del Torino sarebbe quindi di Abate e di chi lo ha scelto?
“Abate è un allenatore giovane, ha 39 anni e si presenta sempre in conferenza stampa con un sorriso Durban’s e parla come un libro stampato pieno di slogan e frasi fatte su sotto punta, mezza, quinti, ripartenze, diagonali. Un’accozzaglia di slogan di Coverciano mai, mai e poi mai confermate sul campo. Il Torino gioca male, fatto salvo a Firenze dove comunque si percepiva che i calciatori della Viola avessero deciso di far esonerare Grosso e infatti la squadra sembrava veramente allo sbando, ma appena è tornato Vanoli hanno dimostrato di essere una squadra è fortissima è infatti la dirigenza della Fiorentina ha fatto una campagna acquisti faraonica. Noi invece al Franchi abbiamo giochicchiato.
Per quel che riguarda il pareggio a Bologna, siamo stati 70 minuti a guardare un avversario in crisi, privo di convinzione e che comunque ha segnato portandosi in vantaggio con l'unico tiro in porta che ha fatto. E il Torino per 70 minuti ha fatto passare la palla tra Ismajli, Coco e Cömert senza fare un tiro in porta e poi grazie alla papera colossale di Skorupski abbiamo pareggiato e solo dopo si è iniziato a fare qualcosa soprattutto perché la difesa è passata da 3 a 4 ed è entrato Oristanio al posto di Vlasic.
Ecco Vlasic è proprio una delle mille cose che non capisco di questo allenatore, arrivato qui con una tracotanza, arroganza e boria che mi aspetto da uno di 70 anni e non non da uno di 39, che è alla prima esperienza in Serie A. Ebbene la sua gestione di Vlasic mi è incomprensibile. Premetto che Vlasic l'anno scorso, insieme a Simeone, ci ha salvato dal retrocedere in Serie B per cui non voglio assolutamente accusarlo e non voglio negare i meriti di questo ragazzo che tornato dal Mondiale, come accadde già l’altra volta, è irriconoscibile. Ci sta, ma mi chiedo perché Abate non abbia il coraggio di non farlo giocare. E’ sotto gli occhi di tutti che in questo momento Vlasic non può giocare o quantomeno se proprio lo vuoi far giocare devi poi sostituirlo tempestivamente senza attendere troppo. Lo si è visto a Bologna che quando è entrato Oristanio è cambiata la partita. Fortini abbiamo visto a Firenze che non può giocare a destra, ma lui continua a farlo giocare da quel lato perché si è ostinato a mettere Cacciamani in un ruolo che non può fare. Secondo me, sarebbe stato come chiedere a Claudio Sala o ad Alessio Cerci di farsi tutta la fascia. Ma si sa che ci sono calciatori che rendono dal centrocampo in su e che non possono essere uomini a tutta fascia. Abate parla di abiti e di sartoria su misura, ma sta ancora cercando dopo 3 mesi il vestito da cucire addosso alla squadra e già l'anno scorso in Serie B si vedeva che Cacciamani non poteva fare tutta la fascia, ma lui continua a farglielo fare.
L'impiego di Gineitis, ne hanno già parlato ampiamente i social, lo ha fatto finire nel tritacarne. Non mi spingo a dire cosa penso del lituano, ma è un anno e mezzo che perde palloni davanti all'area, sarà una questione di forma? Perdoniamo la forma, ma in questo momento Gineitis non può giocare. Abate poi si ostina a tenere fuori Ilkhan, si vocifera per questioni legate al rinnovo del contratto”.

Rinnovo del contratto a parte, ma Ilkhan già in ritiro aveva avuto problemi per un sovraccarico muscolare che solo ultimamente ha smaltito e Abate ha così iniziato a farlo giocare.
“Okay, va bene. Ma Gineitis ci è già costato almeno 4 punti con i suoi errori pazzeschi davanti all'area. A me non garba neanche il ruolo da play che ha dato a Mandragora, è vero che il giocatore era nato play al Genoa e lo aveva fatto anche al Pescara, ma quando è arrivato da noi, dopo le esperienze alla Juventus, al Crotone e all’Udinese, Juric lo ha utilizzato a sinistra e io lo metterei insieme a Ilkhan in mezzo al campo a fare il suo a sinistra e in mediana aggiungerei un altro fra Vlasic, quando sarà in forma, Casadei o qualche altro”.

Per capirci, la rosa del Torino le sembra adeguata oppure no?
“I giocatori mi sembra che ci siano, ma trovo che sia una squadra messa in campo come quando si gioca a Shanghai e si prendono i bastoncini e si buttano sul tavolo e poi vediamo cosa succede. Per questo sostengo che Abate sia un allenatore totalmente inadeguato perché sciorina in conferenza stampa gli slogan propinati e imparati a memoria a Covarciano, ma poi non riesce a proporli in campo. E mi sembra pure un po’ permalosetto perché quando gli è stato fatto notare che contro la Roma era difficile proporre le ripartenze dal basso, avendo davanti una squadra che ti soffocava pressandoti fino negli spogliatoi, ha ribattuto dicendo che avevano fatto 60 minuti di alto livello. Ma al Grande Torino tutti i 25 mila spettatori hanno visto ed erano d'accordo sul fatto che si è fatta una prestazione vergognosa, ma lui invece era fiero dei suoi ragazzi, detto da uno di 39 anni che ha avuto Ronaldo e Buffon come avversari e compagni. Ma lo slogan i miei ragazzi gli piace troppo, un'altra cosa che ha imparato bene”.

Da quanto dice sembra che auspichi l’esonero di Abate alla prima occasione, ma qualche attenuante il mister non ce l’ha proprio?
“Sono molto preoccupato, tanti dicono che sia stato preso perché costava poco, altri sostengono che ci sia la regia di Ventura dietro e a questo paradossalmente posso anche credere perché comunque con Cerci e Immobile per almeno 3 anni il Torino ha giocato in transizione, in contropiede, ma non voglio cadere in questi nuovi vocaboli che detesto. Sono uno di quelli che è convinto che come è stato fatto a Cremona con Giampaolo, in Coppa Italia aveva vinto 2 a 1 a Parma e a fine partita è stato esonerato, dopo l'1 a 1 a Bologna, al di là del rigore netto non datoci, bisognava cambiare allenatore. Abate è stato 70 minuti a guardare e poi quando ha avuto i piedi nel baratro negli ultimi 20 minuti ha giochicchiato passando alla difesa a 4, togliendo Vlasic e mettendo Oristanio e Kulenovic e giocando a 2 punte con Simeone. Non possiamo aspettare tutta la vita si desti da questo coma delle partenze dal basso e dei retropassaggi che ti fanno andare sotto di 1-2 gol per poi capire che bisogna cambiare qualcosa. Anche col Bologna meritavamo di andare sotto di 2 gol, Bernardeschi almeno 2 volte ha sfiorato la rete. Non è in grado, a 39 anni dovresti ribellarti prendendo esempio da uno come Italiano che arrivava dal Trapani e dalla Spal e ha imposto il suo gioco alla Fiorentina e al Bologna. Ci sono allenatori come Alvini che dopo gli esoneri alla Cremonese, allo Spezia e al Cosenza, sta imponendo le sue idee e il suo gioco al Frosinone e dopo cinque giornate è al 6° posto insieme alla Juventus e al Como. Calabro dalla Carrarese è andato al Padova, ma l’anno scorso la Carrarese giocava benissimo e al Padova sta facendo cose egrege.
Abate invece già alla Juve Stabia non ha fatto chissà cosa: Cacciamani giocava fuori ruolo, la squadra giocava soltanto in contropiede e ha fatto poche vittorie, solo 11, e  pochissimi gol, 44. Non ha la stoffa per mancanza di attributi e conoscenza, ma soprattutto non ha le idee. Non so se è al Torino perché costava poco, perché è un beniamino di Ventura o per una scelta scellerata di Petrachi, questo mi stupisce tantissimo perché, ripeto, la campagna acquisti fatta per elementi presi come Bragança, Comuzzo, Mandragora e altri mi ha convinto, per altri no. E soprattutto non mi ha convinto che sia stato scelto Abate, allenatore rinunciatario, catenacciaro e pavido. Sostengo che sia pavido perché contro la Roma e anche contro il Milan e il Sassuolo ha fatto 70 minuti di retropassaggi con gente che tecnicamente non li può fare, a Coco, Ismajli, Cömert  e anche a Comuzzo non si può chiedere di fare questo tipo di gioco. Abate si è semplicemente seduto a studiare quello che fa Luis Enrique al Paris Saint Germain o quello che probabilmente sta facendo Fabregas al  Como, ma scimmiottare quello che fanno gli altri non funziona. E’ venuto al Torino e nella conferenza stampa di presentazione ha ostentato voglia di grinta, sciorinando i soliti luoghi comuni della maglia sudata, di Superga e dell'orgoglio, ma prima di parlare doveva essere sicuro di quello che diceva perché poi in campo con la Carrarese avrebbe già a meritato di perdere, nel turno successivo di Coppa Italia è uscito contro il Monza giocando una partita disastrosa e dando la colpa al calciomercato. Cosa pleonastica, nel senso che grandi allenatori come Gasperini al Crotone e al Genoa o Italiano con lo Spezia hanno dimostrato che con giocatori del tutto normali si possono fare dei grandissimi campionati.
Concludo dicendo che spero che Cairo finalmente venda il Torino, ma quest’anno le responsabilità le addebito tutte a Petrachi per le dichiarazioni che ha fatto alla presentazione di Abate e per aver scelto un allenatore inadeguato”.

I fattori che il mercato, in entrata e in uscita, sia stato fatto principalmente negli ultimi giorni, che il calendario non era del tutto propizio, che tanti giocatori arrivati all'ultimo non erano in condizione atletica e alcuni infortuni non hanno  influito o lo hanno fatto non in maniera non determinante?
“Sì, li reputo alibi e questo lo trovo un punto di debolezza di Abate. Ripeto Gasperini a Crotone ha fatto un calcio spettacolare prendendo i giocatori con un'agenzia interinale. Lo trovo strumentale, ma ha sicuramente ragione e oramai non se ne può più che Cairo aspetti gli ultimi 10 minuti del calciomercato per risparmiare 5-6 sesterzi. Allo stesso tempo però ribadisco che per me è stata fondamentale la presentazione dell'allenatore e nell’occasione è stato troppo alto lo scalino fra ciò che affermavano e avevano in mente Petrachi e Abate, l’allenatore continua a ribadirlo, e come la squadra gioca. Reputo il Toro una squadra fra le peggiori in Serie A per come gioca. E’ una squadra banale, anonima, che gioca male in tutti i reparti e oltretutto i calciatori sono utilizzati in modo assolutamente astruso e confusionario. Ad Abate è sicuramente servito l'alibi dell'ultimo giorno di mercato sia in uscita sia in entrata, ma non ha torto perché è insopportabile un Presidente che è un muro di gomma, ma è altrettanto insopportabile che Petrachi affermi che il Torino può essere la mina vagante, la sorpresa, il Como 2.0 del campionato e poi sia in Coppa Italia sia in campionato il Torino si presenti in campo in modo vergognoso, impresentabile. Non credo al non buono stato di forma di alcuni giocatori. Dopo la Carrarese o dopo il Monza Abate in conferenza stampa aveva detto di avere un'idea di gioco e di voler ripartire di lì e poi cosa fa in campionato affronta il Milan e la Roma con le ripartenze dal basso con avversari che ti vengono a prendere anche sotto casa? Allora vuole dire che non è in grado, che non ce la fa. Ripeto, sono alibi che gli sono serviti per aggrapparsi con le unghie, un po' come il gol di Kulenovic, e che probabilmente e purtroppo per me gli hanno salvato la panchina. Credo che se avesse perso col Bologna, che prima della gara aveva solo 1 punto, e che se dopo cinque giornate poteva vantare solo la vittoria sulla Fiorentina ed era stato eliminato dalla Coppa Italia dal Monza questo percorso gli sarebbe costato la panchina. Tra l’altro reputo il Bologna oggettivamente una squadra più forte del Torino a livello di rosa”.

Crede che se mai Abate dovesse essere più avanti esonerato tornerebbe D’Aversa, se nel frattempo non avesse trovato una panchina?
“Se Cairo dovesse mandarlo via, nel caso non potesse proprio farne a meno come con Baroni, non credo che verrebbe richiamato D’Aversa. Qualcuno mi ha detto che chiamerebbe Gilardino”.

Non pensa che alla ripresa del campionato e con un calendario più favorevole, a pare il Como gli avversari saranno Udinese, Parma, Monza, Frosinone e Lecce, si potrà vedere un Torino migliorato?
“Me lo auguro, ma sarà perché sono ancora scottato e tramortito dalla gestione di Baroni dell'anno scorso, solo il Como ci era costato 11 gol, 5 in casa e 6 in trasferta, però io sono uno di quelli che attribuisce meriti e difetti all'allenatore. Ergo, secondo me, una squadra, al di là della rosa, gioca bene quando ha un allenatore preparato e con idee, come lo sono Italiano e Gasperini e tutti coloro che fanno giocare bene le proprie squadre. Un allenatore che è sicuro di sé perché in testa ha un programma di gioco. Nell'ultima intervista, quella post Bologna, Abate ha di nuovo sbandierato la questione della forma di Bragança e quella di altri giocatori che lo erano meno e che avevano giocato poco, tipo Perri. Da tifoso del Toro chiaramente mi auguro che Abate diventi il nuovo Rinus Michels, giocatore e poi allenatore dell’Ajax e maestro di Johan Cruijff, e sono pronto a prendermi a martellate la lingua, ci mancherebbe, ma al momento sono convinto che, esattamente come con Baroni l'anno scorso, saranno proprio le squadre alla nostra portata che metteranno in risalto il fatto che Abate non è un allenatore da Serie A, lo dico in modo perentorio. Ne sono convinto e certo partendo da come utilizza Cacciamani. Non ho assolutamente nulla di personale nei confronti di Abate e lo reputo un bravo ragazzo, ma non basta esserlo per diventare anche un grande allenatore. Ripeto, spero davvero di sbagliarmi su Abate e non voglio che la gente pensi che sono una sorta di Cagliostro che si augura che il Torino perda così verrà esonerato Abate, ma per ciò che ho visto finora, dal ritiro di Pinzolo alla partita col Bologna, non lo ritengo un allenatore all’altezza, tutto qui”.

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