Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Quell’odioso temporeggiare del Torino Fc quando ci si deve muovere sul Museo del Toro al Filadelfia e sui destini dello stadio Grande Torino Olimpico

autore
Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin
Oggi alle 13:00Primo Piano
autore Elena Rossin
03.10.2026 13:00Primo Piano
Passi avanti per il futuro dei due impianti granata: Museo del Toro al Filadelfia e stadio Grande Torino Olimpico. Solo il Torino FC di Cairo temporeggia. E arriva anche un esposto alla Corte dei Conti.

Il progetto di portare il Museo del Toro al Filadelfia entra nella fase decisiva: Regione, Comune e Fondazioni bancarie pronti a cercare le risorse per costruire la nuova casa della memoria granata. Servono 7 milioni. Obiettivo inaugurazione nel 2029. Sullo stadio Olimpico Grande Torino, invece, resta aperto il confronto con il club: la proposta di partenariato pubblico-privato annunciata dal Torino FC non è ancora arrivata in Comune. Intanto due avvocati hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti sulla gestione dell'impianto dal 2015 a oggi.

Museo del Grande Torino al Filadelfia, caccia ai 7 milioni. E sullo stadio Olimpico il Comune aspetta ancora Cairo

Il Grande Torino potrebbe tornare definitivamente a casa. Non è più soltanto un auspicio del popolo granata, ma un progetto architettonico già presentato, una convenzione approvata e un percorso istituzionale che ora entra nella fase più delicata: quella della ricerca dei finanziamenti.

La nuova sede del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata dovrebbe sorgere al Filadelfia, accanto allo storico impianto di via Filadelfia. Il progetto dell'architetto Marco Bo prevede un investimento di circa 7 milioni di euro, al netto delle spese tecniche e dell'allestimento, e potrebbe essere completato nel 2029 se il percorso amministrativo e finanziario procederà senza intoppi.

Ma mentre sul Museo si registra un fronte istituzionale ampio e trasversale, con Comune, Regione Piemonte e Fondazioni bancarie disponibili a valutare il progetto, sullo stadio Olimpico Grande Torino il quadro è completamente diverso: il Comune attende ancora la proposta annunciata dal Torino FC per un possibile partenariato pubblico-privato e, nel frattempo, è arrivato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti.

Sono dunque due partite distinte, che riguardano però lo stesso futuro del patrimonio sportivo granata.

Museo del Grande Torino al Filadelfia: il progetto da 7 milioni

Il progetto per trasferire il Museo dalla sede di Villa Claretta, a Grugliasco, al Filadelfia è stato presentato proprio nella villa che da anni custodisce i cimeli della storia granata.

L'area individuata è il lotto libero compreso tra via Spano, via Giordano Bruno e via Filadelfia, dove un tempo sorgevano i Distinti del vecchio stadio.

L'edificio progettato dall'architetto Marco Bo sarà sviluppato su due piani fuori terra e avrà un'impostazione volutamente sobria, anche con l'obiettivo di contenere i costi. La superficie espositiva sarà di circa 900 metri quadrati.

Al piano terra troveranno spazio il Giardino della Memoria, un grande murale, il Giardino del Pallone dedicato ai visitatori più giovani, una sala riunioni per gli ex calciatori, gli spazi per le mostre temporanee, il bookshop e la caffetteria.

Il primo piano sarà invece dedicato al Museo permanente, con i cimeli che raccontano la storia del Torino dall'inizio del Novecento fino ai giorni nostri e, naturalmente, la vicenda del Grande Torino.

L'obiettivo: inaugurazione nel 2029

Il cronoprogramma delineato durante la presentazione prevede circa un anno per completare l'iter amministrativo, reperire le risorse, predisporre il bando e arrivare all'assegnazione dei lavori.

Una volta posata la prima pietra, serviranno indicativamente 15-18 mesi di lavori.

La migliore delle ipotesi porta quindi all'estate del 2029, quando il Filadelfia potrebbe avere accanto a sé anche la casa permanente della memoria granata.

Il percorso, però, è legato innanzitutto alla disponibilità dei finanziamenti.

«Serve copertura finanziaria. Chiediamo aiuto a tutti, in particolare alle istituzioni e alle due Fondazioni», ha sottolineato il presidente della Fondazione Stadio Filadelfia Luca Asvisio.

Regione e Comune in prima fila, attese le Fondazioni

Il primo passaggio concreto è previsto a novembre, quando l'assessore regionale allo Sport e Turismo Paolo Bongioanni ha annunciato la convocazione di un tavolo tecnico con istituzioni e Fondazioni.

L'obiettivo è mettere a fuoco il progetto e individuare una possibile suddivisione delle spese.

Bongioanni ha parlato di un contributo pubblico importante e ha ipotizzato anche l'utilizzo di risorse legate al turismo per la provincia di Torino. Il presidente della Regione Alberto Cirio, intervenuto telefonicamente durante la presentazione, ha confermato la disponibilità dell'ente regionale a fare la propria parte.

Anche il Comune di Torino ha ribadito il proprio sostegno attraverso l'assessore allo Sport Mimmo Carretta, che ha collegato il progetto del Museo alla più ampia prospettiva della Cittadella Granata.

Restano da definire gli eventuali contributi delle due grandi Fondazioni cittadine: hanno manifestato disponibilità a valutare il progetto, rimandando ai rispettivi consigli di amministrazione le decisioni sull'entità di eventuali interventi.

Zaccarelli: “Vogliamo riportare a casa gli Invincibili”

Tra i momenti più significativi della presentazione c'è stato l'intervento di Renato Zaccarelli, presidente del Collegio dei Fondatori della Fondazione Filadelfia.

Con evidente emozione, l'ex capitano granata ha parlato della necessità di trasmettere alle nuove generazioni la storia del Torino.

«Serve l'ultimo assist», il senso del suo intervento: l'obiettivo è portare il Museo al Filadelfia perché gli Invincibili possano, simbolicamente, tornare a casa.

Accanto a Zaccarelli c'era un'altra figura storica del Torino, Claudio Sala, oggi consigliere della Fondazione Filadelfia.

Durante la presentazione è stata inoltre donata al Museo una maglia originale di Valentino Mazzola, consegnata in memoria del padre. Un altro pezzo di storia destinato ad arricchire la collezione.

E il Torino di Cairo? “Prima vediamo il business plan”

Sul progetto del Museo resta da chiarire anche il ruolo del Torino FC.

Il club era rappresentato daGiuseppe Ferrauto, componente della Fondazione Filadelfia e del consiglio di amministrazione del Torino, insieme al direttore operativo Alberto Barile.

La posizione espressa è stata prudente: il Torino, prima di valutare un eventuale contributo economico, vuole esaminare il business plan del Museo, che secondo quanto riferito non è ancora stato presentato al club.

Una posizione che lascia aperto il tema del possibile coinvolgimento diretto della società nella costruzione della nuova sede.

Stadio Olimpico Grande Torino, il Comune aspetta il progetto di Cairo

La questione dello stadio Olimpico Grande Torino è invece un dossier distinto da quello del Museo, anche se correlato moralmente al portare il Museo del Toro al Fila.

Qui il punto centrale è la proposta di partenariato pubblico-privato annunciata dal Torino FC insieme al Politecnico di Torino per la valorizzazione dello stadio e del Centro Sportivo Robaldo.

Ad aprile il club aveva comunicato di aver formalizzato una manifestazione di interesse preliminare e di aver avviato con il Politecnico una collaborazione finalizzata alla predisposizione di un progetto di finanza.

La proposta vera e propria, però, non è ancora arrivata in Comune.

Carretta: “Aspettiamo il progetto prima possibile”

L'assessore comunale allo Sport Mimmo Carretta ha ribadito che la Città attende il progetto.

Il Comune aveva prorogato fino a giugno 2027 il rapporto relativo allo stadio, anche per garantire la continuità della stagione sportiva e consentire lo sviluppo della manifestazione di interesse.

«Aspettiamo il progetto prima possibile», il concetto ribadito da Carretta, spiegando che non esiste una scadenza formale per la presentazione ma che, dal punto di vista amministrativo, sarebbe importante conoscere al più presto le intenzioni del club.

Il progetto dovrebbe riguardare insieme lo Stadio Olimpico Grande Torino e il Robaldo, all'interno di una strategia più ampia di valorizzazione degli impianti e delle aree circostanti.

L'esposto alla Corte dei Conti sulla gestione dello stadio

Sul fronte dello stadio si è aperto inoltre un altro capitolo.

Gli avvocati Paolo Rendina e Pierluigi Marengo hanno presentato alla Procura regionale della Corte dei Conti del Piemonte un esposto chiedendo di verificare eventuali profili di responsabilità amministrativo-contabile legati alla gestione dell'impianto.

Il documento prende in esame il periodo dal 2015 a oggi e ricostruisce i rapporti tra il Comune di Torino, proprietario dello stadio, e il Torino FC, utilizzatore dell'impianto.

L'accordo approvato nel 2015 prevedeva inizialmente una concessione decennale, con scadenza al 30 giugno 2025, a fronte di un canone indicato in 500 mila euro annui, oltre agli oneri previsti per la manutenzione e al rimborso dei costi relativi al servizio di viabilità della Polizia Municipale durante le partite.

Che cosa chiede di verificare l'esposto

L'esposto chiede alla magistratura contabile di verificare, tra gli altri aspetti, la sussistenza di eventuali responsabilità relative alla gestione dell'impianto dopo la scadenza della concessione originaria, alle modalità di affidamento futuro, all'adeguatezza del canone rispetto al valore di mercato e alla gestione delle spese di manutenzione.

Viene inoltre chiesto di esaminare le modalità di rimborso alla Città dei costi sostenuti per la viabilità durante le partite e l'utilizzo delle risorse pubbliche per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Si tratta, naturalmente, di richieste di verifica contenute in un esposto e non di responsabilità già accertate.

Il Comune: “Abbiamo agito con estrema correttezza”

Carretta ha spiegato di non aver ancora esaminato nel dettaglio l'esposto e ha rimandato la valutazione all'Avvocatura della Città.

La posizione dell'amministrazione è che le procedure siano state gestite con correttezza.

Il confronto sul futuro dell'Olimpico resta quindi aperto, in attesa che il Torino presenti la proposta annunciata con il Politecnico.

Due partite diverse, lo stesso futuro del calcio granata

Da una parte c'è il Museo del Grande Torino, per il quale esiste un progetto architettonico, una convenzione e un percorso istituzionale che punta a reperire circa 7 milioni di euro per arrivare all'inaugurazione nel 2029.

Dall'altra c'è lo stadio Olimpico Grande Torino, dove il Comune aspetta ancora la proposta di partenariato pubblico-privato annunciata dal club e dove la gestione dell'impianto è finita al centro di un esposto alla Corte dei Conti.

Il Filadelfia, dunque, guarda al 2029 con il progetto della nuova casa della memoria granata. L'Olimpico attende invece di conoscere quale sarà il progetto del Torino FC per il proprio futuro e per quello del Robaldo.

Due dossier distinti, ma entrambi destinati a incidere sul futuro del patrimonio sportivo del Torino e sulla trasformazione del Borgo Filadelfia e della Cittadella Granata.

Il prossimo appuntamento decisivo sarà il tavolo annunciato dalla Regione per novembre sul Museo. Per lo stadio, invece, la palla resta al Torino: il Comune aspetta ancora il progetto.

Il Torino FC temporeggia sempre e questo ferisce ed irrita i tifosi granata

Chi per sincero amore, fede e convinzione, chi magari invece anche per un certo opportunismo legato a cariche pubbliche e private, ma tutti si stanno impegnando per risolvere i due grandi problemi che attengono all’identità, ai valori, alla Storia (proprio con la S maiuscola) e ai sentimenti granata: il portare il Museo del Toro al Filadelfia e la ristrutturazione e l’acquisto dello stadio Grande Torino Olimpico. Unico a mantenere un riserbo sull’agire è il Torino FC.

Sconcerta perché dovrebbe essere il primo invece ad avere a cuore questi due progetti, ma evidentemente il presidente del Torino FC, Urbano Cairo, non ha ritenuto doveroso farlo negli ormai 21 anni trascorsi da quando è entrato in possesso del Torino e continua a mantenere questa linea senza che niente e nessuno lo scalfisca. Non si stupisca quindi se è inviso alla stragrande maggioranza dei tifosi del Toro che ormai da anni lo contestano e l’unica cosa che vogliono è che venda il Torino e se ne vada via.

Fonte: Elena Rossin

Altre notizie