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Abate vuole un Torino coraggioso, aggressivo e riconoscibile, serve anche tanto pragmatismo

autore
Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin
Oggi alle 09:00Primo Piano
autore Elena Rossin
05.10.2026 09:00Primo Piano
Il Torino non è ancora stato plasmato dopo cinque partite di campionato e l’eliminazione dalla Coppa Italia. La squadra deve diventare più forte e commettere meno errori
www.imagephotoagency.it
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La lunga sosta del campionato sarà servita a mister Abate per forgiare il Torino? La risposta verrà dalle prossime partite. Di sicuro finora non si è vista la squadra che probabilmente ha in testa l’allenatore che, suo malgrado, ha sprecato tempo in estate perché solo dopo la chiusura del calciomercato, a campionato iniziato e con l’eliminazione dalla Coppa Italia, ha avuto certezze sulla rosa che ha a disposizione. Rosa che è stata molto cambiata fra giocatori andati via e quelli che sono arrivati e in più fra i nuovi c’era chi non aveva uno stato di forma ottimale. Tra l’altro durante la sosta non ha avuto ben 14 giocatori dei quali 11 titolari o primissime riserve, Coco, Cömert, Comuzzo, Fortini, Gineitis, Ilkhan, Ismajli, Mandragora, Patterson, Rodriguez e Vlasic, e in più Adams, Zapata e Casadei, che stanno recuperando, o lo hanno appena fatto, come Cesare da problemi fisici.

Il Torino che vorrebbe Abate: “Squadra intensa, aggressiva e riconoscibile”

“Secondo me adesso non serve nessun click, ma insistere sull’identità del gruppo  è l’aspetto più importante per costruire una squadra intensa ed aggressiva, che abbia il coraggio di giocare con la palla, ma anche difendere dietro la sua linea quando occorre: voglio un Toro riconoscibile, servono umiltà e dedizione, ma anche grande ambizione” ha detto Abate ieri a Sky Sport. Impossibile dargli torto, ma è il passare dalle idee ai fatti che può fare la differenza.

Finora il Torino è stato caratterizzato da errori e discontinuità

Sempre in svantaggio, a parte nella prima partita di Coppa Italia con la Carrarese, onesta squadra di Serie B da metà classifica, il Torino si è trovato quindi a dover rimontare e gli è riuscito solo con la Fiorentina, vittoria, e in parte col Bologna, pareggio al netto del rigore non concesso. Ha dovuto affrontare anche squadre ben più attrezzate e forti, Milan e Roma, ma nelle altre partite, Sassuolo, Monza (Coppa Italia) e le stesse Fiorentina e Bologna, non si è ritrovato davanti avversari superiori a lui. Anzi, tutte squadre che anche loro in estate avevano cambiato allenatore, il Bologna era persino già al secondo, ed erano, chi più chi meno, state modificate nell’organico e quindi si trovavano in una condizione simile, anche a livello di qualche giocatore chiave indisponibile per infortunio. Magari non avevano avuto un mercato così ampiamente tardivo, ma erano pur sempre squadre in rodaggio.

Errori individuali, non corretti dagli altri compagni, hanno portato i granata a subire gol evitabili e sono anche state sprecate occasioni per segnare. Segno evidente che mancava concentrazione e determinazione. Anche il gioco non lo si è sempre visto, spesso infatti il possesso palla è stato sterile e la costruzione dal basso non sempre ha funzionato.  

In campo poi si sono viste sempre schierate squadre differenti, segno lampante che non era stata trovata la quadra. Senza dimenticare che a gara in corso con i cambi quasi sempre si sono visti miglioramenti, anche se non sempre utili ai fini delle rimonte. E per questo aspetto va dato merito ad Abate che sa quali accorgimenti apportare.

Qualcuno magari dirà che allora inizialmente Abate non schiera la formazione migliore, ma va ricordato che tra giocatori infortunati, quelli non in uno stato di forma ottimale e poca conoscenza gli uni degli altri, vista la rosa molto modificata rispetto all’anno scorso, l’intesa non era possibile che fosse perfetta e di conseguenza non era semplice decidere chi mandare in campo fin dall’inizio delle partite e quali alternative tenere per i cambi.

Giocatori importanti fra un inizio di stagione stentato e infortuni

Giocatori importanti hanno reso meno delle loro possibilità: Vlasic e Simeone. Vlasic è tornato dopo dalle vacanze causa partecipazione al Mondiale e quindi non ha fatto la preparazione con la squadra per cui poi ha dovuto recuperare. Mentre Simeone in estate era stato tentato dal ritornare in Argentina, anche se poi in accordo con la società è rimasto. In più Zapata ha accusato problemi al ginocchio che era stato operato a ottobre 2024. Ilkhan già in ritiro aveva avuto problemi di sovraccarico alla coscia destra che gli hanno impedito di lavorare con la squadra, cosa che ha cominciato a fare solo a settembre già iniziato e infatti nelle ultime due partite ha disputato degli spezzoni. Casadei durante la prima partita di campionato con il Milan ha accusato problemi muscolari con interessamento dei tendini e solo da qualche giorno è tornato a completa disposizione. Adams in allenamento prima della partita contro la Roma si era fatto male, lesione distrattiva di basso grado agli adduttori della coscia sinistra, e si spera che possa tornare, magari accomodandosi inizialmente in panchina lunedì prossimo nel match contro l’Udinese. E per la serie la sfortuna ci vede benissimo, Fortini è rientrato anticipatamente dall’Under 21 per un problema agli adduttori. Senza voler cercare alibi, però questo ha avuto un peso specifico sulle difficoltà avute dalla squadra.

Il Torino alla prova del 9 nelle prossime sei partite

Se alla ripresa del campionato le mancanze viste finora verranno progressivamente superate allora vorrà dire che Abate sta trovando la quadra. Nelle prossime sei partite, quindi prima della seconda sosta del campionato, il Torino affronterà l’Udinese in casa il Parma, ha cambiato allenatore da poco passando da Cuesta a Gilardino, in trasferta, ancora fra le mura amiche Monza e Como, unica gara davvero complicata, Frosinone, attuale inaspettata rivelazione del campionato, allo Stirpe e Lecce al Grande Torino.

In un mese scarso, la gara con l’Udinese si giocherà lunedì 12 ottobre e quella con il Lecce sabato 7 novembre, il Torino dovrà cambiare passo avendo ben 5 avversari oggettivamente alla portata dimostrando di avere identità di gruppo diventando una squadra intensa ed aggressiva, smettere di subire gol evitabili e andare sempre in svantaggio, non sprecando occasioni per segnare, mostrando coraggio nel giocare la palla e ottenendo risultati positivi con continuità. Insomma in campo si dovrà vedere una squadra pragmatica che ha identità e gioco e che non delude i suoi tifosi.

Fonte: Elena Rossin

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